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Omicidio di Chiasso, ammissione di Ignorato

Padre e figlio, estradati dall'Italia nella notte, interrogati dagli inquirenti

Questo contenuto è stato pubblicato il 18 febbraio 2016 - 21:38

Giovedì mattina, al carcere giudiziario della Farera di Lugano sono iniziati gli interrogatori di Pasquale e Mirko Ignorato, estradati nella notte tra mercoledì e giovedì dal penitenziario di Poggioreale, a Napoli. Il padre, difeso dall'avvocato Marco Bertoli, ha già ammesso d'aver ucciso Angelo Falconi la sera del 27 novembre scorso.

"Nessuna premeditazione - ha precisato però agli inquirenti. L'incontro con Falconi nell'autorimessa di Via Valdani fu del tutto casuale". Casuale, sempre secondo Ignorato, anche l'uso dell'arma: non un coltello o un bastone, ma una spranga di ferro trovata sul posto, e che la vittima - sostiene - avrebbe impugnato per primo.

Il figlio Mirko (rappresentato dall'avvocato Elio Brunetti) ha reso sostanzialmente la stessa versione, chiamandosi fuori. Il giovane sarebbe intervenuto solo a colluttazione iniziata e per separare i due. Poi sarebbe fuggito subito dopo aver visto il sangue colare sul volto del 73enne. Le audizioni degli imputati, condotte in contemporanea dalla polizia giudiziaria e dalla procuratrice pubblica Marisa Alfier, sono tuttora in corso.

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