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Il calvario di un frontaliere ambulante

Un ragioniere milanese impiegato nei mercati della Svizzera italiana fino a 300 ore al mese per una paga da fame, indagine dell'ispettorato cantonale

Questo contenuto è stato pubblicato il 19 gennaio 2016 - 22:08

Al lavoro fino a 300 ore al mese senza contratto e senza contributi e con un salario da fame. Anche questo può succedere a un frontaliere impiegato come venditore di pelletteria nei mercati della Svizzera italiana della cui storia si sta occupando l'ispettorato del lavoro del Canton Ticino.

Il 44enne proveniente da Milano, di formazione ragioniere, da aprile 2015 si faceva anche due mercati al giorno per 8 franchi all'ora e gli venivano pure detratte le spese per la benzina.

Ma a sorprendere di questa vicenda, che verosimilmente non è l'unica nella regione, è che il datore di lavoro è la presidente dell'associazione ticinese dei commercianti ambulanti, che si difende negando un rapporto organico con il dipendente: "è un libero professionista che lavorava su chiamata". A 60/70 ore alla settimana, come sembra però. I dettagli di questa storia nel servizio del Quotidiano.

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