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Dimissioni di Renzi, contraccolpi in Ticino?

I dossier aperti tra Svizzera e Italia, come l'accordo fiscale e la Stabio-Arcisate, potrebbero se non altro subire rallentamenti

Questo contenuto è stato pubblicato il 05 dicembre 2016 - 19:27

Le dimissioni del premier Matteo Renzi e la caduta del governo italiano hanno fatto discutere anche in Svizzera, per le possibili conseguenze sull'accordo fiscale faticosamente costruito tra i due Paesi.

Manca solo la firma, rinviata più volte, quasi di stagione in stagione, per vari ostacoli denunciati dall' Italia. In primo luogo l' introduzione in Ticino dell'obbligo per i lavoratori stranieri di presentare il casellario giudiziale, ma anche l'applicazione dell'iniziativa "contro l'immigrazione di massa" approvata dal popolo svizzero il 9 febbraio del 2014.

Certamente per Roma, oggi, le priorità sono altre. Non vi è il pericolo che l'accordo fiscale, che non piace a tutti, venga affossato? E per quanto riguarda la linea ferroviaria Arcisate-Stabio, altro dossier aperto tra i due Stati che tocca la Svizzera italiana, ci potranno essere delle sorprese?

Nel servizio [video sopra], le considerazioni del presidente del Consiglio di Stato (governo) ticinese Paolo Beltraminelli e del presidente della deputazione ticinese alle Camere federali Giovanni Merlini.

Secondo Beltraminelli, la caduta del Governo Renzi non comporterà contraccolpi a breve termine se non un differimento dell'esame delle questioni in sospeso. Quanto all'accordo sulla fiscalità, secondo Merlini il progetto che prevede il passaggio a una tassazione ordinaria dei frontalieri è su un binario morto per l'opposizione dei comuni di frontiera italiani ad aumentare le imposte.

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