Oggi in Svizzera
Care lettrici e cari lettori,
oggi è stato l’atteso giorno dell’elezione del successore di Alain Berset nel Governo federale, di cui vi raccontiamo più avanti. E a qualcuno potrebbe essere sorto l’interrogativo sulla remunerazione dei sette componenti del Consiglio federale. Beh, nell’ipotesi che non lo sapeste ve lo diciamo noi: 472'000 franchi lordi all’anno (circa 500'000 euro).
A questa cifra vanno aggiunti altri 30'000 franchi a titolo di indennità. Il rimborso dei costi di telecomunicazioni, due auto e un abbonamento generale di prima classe su tutti i mezzi di trasporto pubblici.
Poi, naturalmente, in Svizzera si scia: ecco quindi anche un abbonamento per gli impianti di risalita della Confederazione. Ma ora vi raccontiamo qualcosa di più su questa importante giornata politica.
Il basilese Beat Jans l’ha spuntata sul candidato grigionese Jon Pult nella corsa per la successione al seggio socialista in Governo di Alain Berset.
Il presidente dell’esecutivo renano è stato eletto dall’Assemblea federale al terzo turno, con 134 voti (su 245) ma fin dalle prime battute si è manifestato un certo divario tra i due contendenti indicati dal Partito socialista.
A scompaginare le carte c’è stata il cospicuo bottino di voti proveniente dai banchi del centrodestra sull’”outsider” Daniel Jositsch, assai gradito dallo schieramento “borghese” per le sue presunte posizioni moderate. Il senatore zurighese ha infatti incassato 63 schede alla prima tornata e addirittura 70 alla seconda e 68 alla terza, sempre davanti all’altro candidato ufficiale socialista Jon Pult (49 voti al primo, 54 al secondo e 43 al terzo): per il 39enne retico, nato a Milano e fine conoscitore di tutte e quattro le lingue nazionali, ci saranno altre occasioni per aspirare a un posto in Consiglio federale.
Quest’ultimo è uscito sconfitto soprattutto dalla contesa che stava sullo sfondo tra campagna e città, contro cui ha potuto fare poco. Alla fine ha prevalso verosimilmente la mancanza in Consiglio federale di un rappresentante dei grandi e produttivi agglomerati urbani e Basilea non era più rappresentata a questi livelli da quasi mezzo secolo (l’ultimo è stato Hans-Peter Tschudi negli anni Settanta).
- La notizia dell’elezione di Beat Jans su tvsvizzera.it.
- L’elezione del Governo svizzero spiegata in un video.
- L’approfondimento del collega Balz Rigendinger su questa giornata federale.
La rituale elezione dei membri del Governo federale uscenti da parte dell’Assemblea federale, come avviene dopo ogni rinnovo delle due Camere, ha avuto come unico momento di reale interesse la conferma del ministro liberale radicale (PLR) Ignazio Cassis.
Il tentativo, che alla fine è risultato piuttosto velleitario, da parte dei Verdi – grandi vincitori quattro anni fa ma usciti ridimensionati il 22 ottobre scorso – di entrare nell’esecutivo federale a spese del PLR con il loro rappresentante Gerhard Andrey è fallito. Il Partito socialista, preoccupato per l’esito del successivo voto sui suoi due candidati alla successione di Berset, non ha voluto rompere gli equilibri (la cosiddetta concordanza) in Governo per sostenere gli alleati ecologisti e Cassis è stato rieletto con 167 voti (su 239).
Hanno senz’altro fatto meglio l’esponente dell’Unione democratica di centro (destra) Guy Parmelin, con 215 voti e Viola Amherd (Centro) con 201. Più indietro gli altri uscenti, l’UDC Albert Rösti (189 voti), la liberale Karin Keller-Sutter (176 voti) e la socialista Elisabeth Baume-Schneider (151 voti).
Ma se non è stato eletto un ministro con (anche) un passaporto italiano, alla testa della Cancelleria federale i parlamentari delle due Camere hanno designato il figlio di migranti italiani. Il verde liberale Viktor Rossi, che ha prevalso al secondo turno su Gabriel Lüchinger (UDC), ha voluto ricordare nel suo intervento i genitori venuti in Svizzera negli anni Cinquanta dalla Campania.
- Sull’elezione del Governo nazionale e del Cancelliere della Confederazione la diretta testuale della Radiotelevisione svizzera di lingua italiana (RSI).Collegamento esterno
- Il profilo del nuovo cancelliere federale Viktor Rossi sul sito della ConfederazioneCollegamento esterno.
- Della sua elezione ne parlano con orgoglio anche nel Casertano. L’articolo di paesenews.itCollegamento esterno.
La Segreteria di Stato dell’economia (SECO) rivede al ribasso le stime sulla crescita dell’economia in Svizzera.
Secondo le e gli analisti federali il Prodotto interno lordo (PIL) è destinato a crescere dell’1,1% il prossimo anno e dell’1,7% nel 2025.
L’evoluzione è confermata dai dati del terzo trimestre nel quale buona parte degli indicatori sono al disotto della media pluriennale. Non vengono però ravvisati indizi che facciano presagire una recessione globale. Il mercato del lavoro, osserva la SECO, si mantiene solido e l’inflazione è in calo su scala internazionale.
Dal 2025 dovrebbe subentrare la ripresa anche se, avverte sempre l’agenzia federale, restano pronunciati i rischi geopolitici r(conflitti nell’Europa dell’Est e Medioriente), economici (Germania e Cina in affanno) ed energetici.
- Su blue NewsCollegamento esterno le ultime cifre sul PIL pubblicate dalla SECO.
- Già a fine settembre erano percepibili le prime avvisaglieCollegamento esterno del rallentamento.
- Un articolo del collega Riccardo Franciolli ci spiega l’origine della ricchezza elvetica.
La lunga saga del lupo nel nostro Paese si rinnova con una nuova puntata. Dopo il Canton Grigioni anche il Vallese ha deciso la sospensione dei previsti abbattimenti di tre branchi, sui tredici presenti sul suo territorio, in seguito a un ricorso presentato negli scorsi giorni.
Sion, in base al piano nazionale messo a punto dall’Ufficio federale dell’ambiente (UFAM), aveva ordinato la soppressione di sette branchi – Hauts-Forts, Nanz e Le Fou-Isérables, Augstbord, Hérens-Mandelon, Les Toules e Chablais – ma in seguito all’impugnativa inoltrata da organizzazioni ambientaliste al Tribunale amministrativo federale sono stati bloccati gli interventi riguardanti i primi tre gruppi di predatori.
Intanto però il tempo stringe: l’autorizzazione scade infatti il prossimo 31 gennaio e finora sono stati abbattuti nel cantone alpino dieci dei 34 esemplari previsti, su una popolazione totale stimata tra i 90 e i 120 lupi.
Proprio ieri l’Unione svizzera dei contadini (USC) e la Società svizzera di economia alpestre (SAV) avevano criticato i ricorsi presentati dalle organizzazioni ambientaliste contro l’eliminazione preventiva di lupi nei Grigioni e in Vallese, giudicandoli incomprensibili e definendoli un ostacolo all’urgente regolamentazione dei branchi. Nel giro di tre anni, hanno sottolineato, la popolazione di lupi in Svizzera è triplicata, passando da 100 a 300 esemplari.
- La notizia riferita da tio.chCollegamento esterno.
- Lo stop deciso precedentemente nei Grigioni su tvsvizzera.it.
- Le argomentazioni delle associazioni ambientaliste contro la caccia al lupo su rsi.chCollegamento esterno.
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