Oggi in Svizzera
Care lettrici e cari lettori,
dicono che quando si ama il proprio lavoro, non si pensa alla pensione. Dev'essere il caso di una 76enne tedesca che di lavoro faceva… la spacciatrice. La donna è stata fermata dalla polizia di Winterthur dopo che nel corso di una perquisizione presso il suo domicilio sono stati trovati sette chilogrammi di marijuana, diverse centinaia di grammi di cocaina, 150 grammi di eroina e contanti. Fermato, insieme a lei, anche un cittadino serbo di 55 anni.
Un lavoro fatto per passione o per necessità? Non ci è dato saperlo…
Ora, però, vi lascio alla lettura delle notizie del giorno.
Il numero di persone che entrano illegalmente in Svizzera è in aumento, in particolare a sud delle Alpi.
A indicarlo, martedì, è l’Ufficio federale della dogana e della sicurezza dei confini (UDSC), secondo cui solo in settembre sono stati registrati 7’120 soggiorni illegali. Si tratta di un numero superiore a quello di agosto e a quello di settembre di un anno fa. Nell’agosto 2022 sono stati registrati poco meno di 5’800 soggiorni illegali e nel settembre 2022 circa 6’700, scrive l’UDSC in una nota.
Fra le persone entrate in Svizzera illegalmente figurano soprattutto cittadini e cittadine dell’Afghanistan, molti dei quali fermati in Ticino. Tuttavia, il numero di fermi, fa ancora sapere l’UDSC, è stato inferiore a quello dell’ottobre 2022, quando erano stati registrati circa 8’000 soggiorni illegali.
Il fatto che il Ticino figuri al momento come “porta” d’entrata privilegiata è dovuto principalmente allo spostamento delle rotte migratorie all’interno dei Balcani. Fino all’ottobre 2022, il tragitto verso l’Europa partiva dalla Serbia per poi passare attraverso l’Ungheria e l’Austria. Attualmente, invece, per raggiungere il nord Europa, le persone passano da Serbia, Bosnia, Croazia, Slovenia, Italia e Ticino. Vista la situazione, la Confederazione ha già rafforzato la protezione dei confini ticinesi. A fine settembre, Berna ha confermato una notizia pubblicata sulla SonntagsZeitung secondo cui personale aggiuntivo dalla Svizzera tedesca era stato spostato a sud delle Alpi.
- La notizia riportata dal portale online del Corriere del TicinoCollegamento esterno.
- Lo “stress migratorio” che si sente in Ticino sulle pagine del settimanale SonntagsZeitungCollegamento esterno (in tedesco).
- Dal portale naufraghi.ch: “Chiasso, lo stress della città di confine”Collegamento esterno
- ““Non è una crisi delle persone migranti, è una crisi gestionale”: intervista all’esperto di Medio Oriente e Nord Africa Hasni Abidi su SWI Swissinfo.ch
- La pagina dell’UDSC dedicata alla migrazione irregolareCollegamento esterno.
Una delle vittime dell’attentato di Bruxelles è un cittadino svedese che viveva in Svizzera.
Secondo le prime informazioni fornite dalla Procura belga, l’uomo aveva con sé una carta d’identità svizzera. Il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) ha confermato che la vittima viveva nella Confederazione, ma per motivi di protezione della sfera privata, non ha fornito ulteriori dettagli sulla sua identità.
Un 45enne tunisino ha aperto il fuoco lunedì sera a Bruxelles in piazza Sainctelette, a cinque chilometri dallo stadio dove si sarebbe dovuta tenere la partita Belgio-Svezia, valida per la qualificazione agli europei, uccidendo due persone, entrambe di nazionalità svedese.
L’attentatore, che aprendo il fuoco ha anche gridato le parole “Allah akbar” (trad. “Allah è grande”) e che in un video diffuso lunedì ha rivendicato l’attacco riferendosi al sedicente Stato islamico, è stato individuato dalla polizia nel quartiere Cage aux Ours a Schaerbeek, comune confinante con la capitale. Rimasto ferito in uno scontro a fuoco, è deceduto a causa delle ferite riportate.
- La notizia riportata da tvsvizzera.it.
- Tutti gli sviluppi in diretta sul sito belga rtbf.beCollegamento esterno (in francese).
A partire da mercoledì 18 ottobre riprenderanno i lavori per la realizzazione della seconda canna del tunnel autostradale del Gottardo. Il cantiere era stato fermato a scopo precauzionale in seguito alla caduta di una parte della soletta intermedia lo scorso 10 settembre nella galleria attualmente in servizio, che era rimasta inaccessibile al traffico per cinque giorni.
In una nota diffusa oggi, l’Ufficio federale delle strade (USTRA) ha fatto sapere che la crepa (lunga 25 metri) non è stata causata dai lavori in corso per il secondo traforo, per il quale, si aggiunge, la scadenza per l’apertura rimane fissa al 2029.
A provocare la crepa sono stati i cambiamenti di tensione nella montagna. Le cause esatte che hanno portato a questi ultimi non sono state chiarite ancora con certezza, ma l’USTRA esclude un terremoto e un nesso diretto con i brillamenti: tra l’ultima esplosione e il verificarsi del danno erano infatti trascorse oltre 50 ore.
Intanto, all’interno del tunnel sono stati eseguiti lavori di messa in sicurezza della soletta intermedia: da un lato, nell’area dell’imbocco nord si è proceduto a fissarla ulteriormente, dall’altro le lastre sollecitate sono state tagliate longitudinalmente per garantire un maggiore margine di movimento in caso di eventuali ulteriori ridistribuzioni delle tensioni. Le vibrazioni causate dai lavori in corso continuano inoltre a essere attentamente monitorate, come già avveniva prima dell’evento, sottolinea l’USTRA.
- Il comunicatoCollegamento esterno dell’USTRA.
- La notizia riportata da tvsvizzera.it.
- Il sito dedicato al secondo tubo del San GottardoCollegamento esterno.
Aspramente criticato quest’estate a causa delle lunghissime code dovute alla mancanza di personale addetto ai controlli, l’aeroporto di Zurigo-Kloten introdurrà a partire dal primo novembre una corsia preferenziale per chi paga 49 franchi.
Oltre a godere di controlli di sicurezza più rapidi, chi comprerà l’accesso all’area esclusiva ZRH Club riceverà anche una bibita e uno snack. La superficie in questione è chiusa ed è arredata con divani, poltrone e tavoli: si trova oltre i controlli, ha una capacità limitata a 50 persone ed è aperta a tutti i viaggiatori e viaggiatrici, comprese le persone con un volo in classe economica. L’entrata può essere prenotata online.
Una portavoce dello scalo zurighese, contattato dal quotidiano svizzero-tedesco Tages-Anzeiger, nega che la creazione dello ZRH Club sia legata ai problemi ai controlli emersi nel corso delle vacanze estive. L’innovazione è piuttosto il risultato di sondaggi condotti tra ila clientela negli ultimi anni, ha affermato l’addetta stampa.
Secondo il Tages-Anzeiger lo ZRH Club è solo l’ultima di una prolungata serie di differenziazioni dei servizi di trasporto aereo a cui si sta assistendo negli ultimi anni. L’industria aerea si è resa conto che la gran parte delle persone non vuole pagare l’intero importo di un biglietto di business o addirittura di prima classe, ma in molte e molti sono disposti a spendere cifre minori per migliorare la loro esperienza di viaggio.
- La notizia riportata da tvsvizzera.it.
- La presentazione del ZRH Club sul sito ufficiale dell’aeroporto di ZurigoCollegamento esterno.
- A maggio il Corriere del Ticino titolava. “Zurigo-Kloten come il San Gottardo: che cosa sono tutte queste code?”Collegamento esterno
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