La televisione svizzera per l’Italia
Kopp

Oggi in Svizzera

Care lettrici e cari lettori,

Fine corsa per il lupo dei record: il giovane esemplare grigionese, autore di una maratona di quasi 2'000 chilometri che aveva fatto tanto parlare in queste settimane, è stato probabilmente ucciso nei pressi del confine tra Ungheria e Slovacchia.

Il predatore, nome in codice M237, a cui era stato applicato nel marzo dell’anno scorso un collare con un trasmettitore GPS, sarebbe stato freddato da un cacciatore nella zona di Hidasnémeti, secondo quanto riportato dal portale magiaro Boon.hu.

L’Ufficio caccia e pesca del Canton Grigioni ha fatto sapere che il collare, che da diverso tempo non inviava più segnali, è stato ritrovato nella regione di frontiera. Da febbraio, quando M237 è sconfinato in Ungheria, Paese dove i lupi sono protetti, Coira era in contatto con le autorità di Budapest che hanno avviato un’indagine per sospetto bracconaggio.

Resta comunque negli annali l’impresa del lupo retico che dal giugno dello scorso anno ha girovagato senza sosta dall’Engadina, all’Italia, all’Austria all’Ungheria percorrendo quasi 2'000 chilometri (record in Europa per un predatore) e mostrando grandi capacità di adattamento ad ambienti e situazioni differenti.

Per le altre notizie odierne vi rimando alla nostra consueta selezione che potete leggere qui sotto,

buona lettura.

Kopp Elisabeth
Keystone / Str

I più la ricordano per essere stata nel 1984 la prima donna eletta nel Governo elvetico, 13 anni dopo l’introduzione del suffragio femminile. Oggi è giunta la notizia della sua scomparsa: Elisabeth Kopp è deceduta venerdì scorso, dopo lunga malattia, all’età di 86 anni.

Esponente politica di primo piano del Partito liberale radicale (PLR), Elisabeth Kopp ha diretto il Dipartimento federale di giustizia e polizia e ha mantenuto un costante impegno nella battaglia per la parità di genere.

La politica zurighese si è adoperata in particolare per l’adozione di un diritto matrimoniale più egalitario e ha presentato al parlamento un rapporto sulla parità dei diritti tra uomo e donna.

Poi fece una telefonata di troppo (avvertì il marito che la società in cui lavorava era coinvolta in un’indagine penale per riciclaggio) e dovette dimettersi su pressione dell’opinione pubblica e della politica nel 1989. Venne successivamente scagionata da ogni accusa dal Tribunale federale ma era ormai troppo tardi. L’esponente del PLR si era ritirata dalla vita politica attiva. In ogni caso l’universo femminile (e non solo) le deve qualcosa.

dieudonné
Keystone / Laurent Gillieron

Dire che le camere a gas naziste non sono mai esistite è un reato in Svizzera. Lo ha confermato il Tribunale federale chiamato ad esprimersi sulle controverse affermazioni del comico francese Dieudonné.

L’artista di origine camerunense, che nel 2019 si era esibito a Nyon e a Ginevra, nel suo spettacolo “En verité” faceva dire la contestata frase a un personaggio che secondo i giudici federali va ben al di là del diritto di espressione, come peraltro prevede la stessa giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell’uomo (CEDU).

Sostenere che “le camere a gas non siano mai esistite” significa negare o banalizzare l’Olocausto e a detta dell’alta corte, che ha confermato il verdetto di condanna a una pena pecuniaria (180 aliquote giornaliere da 170 franchi) della giustizia ginevrina, rientra nella fattispecie dell’articolo 261bis del Codice penale (Discriminazione e incitamento all’odio).  

Non è comunque la prima volta che il comico 57enne ha a che fare con la giustizia. In Francia ha cumulato una ventina di condanne dal 2006 per i reati di ingiuria, istigazione e incitamento alla discriminazione a sfondo razzista. Una condanna analoga gli è stata inflitta nel 2017 in Belgio.

frana
© Keystone / Gian Ehrenzeller

Gli e le abitanti di Brienz, nel Canton Grigioni, devono prepararsi a lasciare le loro case. Le autorità locali li hanno informati dell’imminente evacuazione a causa della frana che sovrasta il villaggio montano situato nella valle dell’Albula.

Piove sul bagnato, verrebbe da dire. Eh sì, perché i e le tenaci residenti lottano già da tempo contro l’instabilità geologica del terreno su cui sorge il piccolo paese, che scivola verso il basso di circa 25 centimetri al giorno.

Con i recenti interventi, concretizzatisi con la realizzazione di un cunicolo di drenaggio nel sottosuolo la situazione sembrava leggermente migliorata, restituendo un po’ di fiducia ai e alle circa cento domiciliati/e. La minaccia ora è però rappresentata da 1,9 milioni di metri cubi di roccia che starebbero staccandosi dalla montagna.

L’evoluzione, sostengono gli esperti, non è però chiara. Il fenomeno potrebbe essere graduale e limitato: il rischio che si produca un’unica colata detritica è del 30% e quello di un coinvolgimento dell’intero villaggio è solo del 10%. La parete rocciosa è costantemente monitorata ed entro l’estate o, al più tardi, fine anno dovrebbe scattare l’allerta che imporrà l’immediata evacuazione della popolazione dalle circa trecento case di Brienz.

chatGPT
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ChatGPT, l’ultimo arrivato nel mondo dell’intelligenza artificiale (IA) da quattro mesi è sulla bocca di tutti: è difficile trovare una mediatizzazione analoga di un nuovo prodotto lanciato sul mercato della comunicazione. Passata l’euforia però si stanno levando sempre più voci critiche.

Il software conversazionale (chatbot) ha una risposta per tutto e le sue capacità di elaborazione delle informazioni non hanno uguali, tanto che sono in molti a preoccuparsi della concorrenza che potrebbe esercitare sul mercato del lavoro, penalizzando più di una professione.

Intanto però le autorità, a partite da quelle italiane, stanno reagendo. Il garante della privacy ha infatti aperto un’indagine nei confronti della società produttrice, l’americana OpenAI per il sospetto che attraverso ChatGPT vengano trattati in modo illecito i dati personali delle e degli utenti e che non siano sufficientemente tutelati i minori. Denunce e istruttorie sono state avviate anche negli USA e in Canada e in diversi Paesi europei le autorità stanno valutando l’eventualità di vietare la piattaforma, almeno finché non vengano chiariti gli aspetti problematici.

Per il momento Berna mantiene un atteggiamento prudente. Si riconoscono le opportunità offerte dall’applicazione ChatGPT ma se ne raccomanda un uso consapevole. Intanto personaggi famosi, tra cui il cofondatore di Apple Steve Wozniak ed Elon Musk, hanno lanciato una petizione a governi e imprese per congelare per sei mesi lo sviluppo dell’intelligenza artificiale. Comunque ne sentiremo parlare ancora…  

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