Oggi in Svizzera
Care lettrici e cari lettori,
chi tra voi conosce la ‘Tête de Moine’? Sì, parliamo del celeberrimo formaggio prodotto lungo l'Arco giurassiano. Si taglia con uno speciale attrezzo che per descrivere non trovo le parole giuste... (cercate una foto in rete!).
Comunque sia, il formaggio a pasta semidura ha infranto nel 2022 tutti i record di vendita e di produzione. Per la prima volta, le vendite hanno infatti superato la barriera delle 3'300 tonnellate. E al suo successo ho partecipato pure io visto che ne ho acquistato almeno una forma.
Bene, con questo gusto di formaggio in bocca vi lascio al bollettino quotidiano.
Buco miliardario della Banca nazionale svizzera. Nel 2022 la perdita di esercizio è stata di 132 miliardi di franchi.
Questa mattina la Banca nazionale svizzera (BNS) ha comunicato che nel 2022 ha registrato un risultato negativo di circa 132 miliardi di franchi. Per questo motivo la BNS non prevede alcun contributo alla Confederazione e ai Cantoni.
Come spiega la BNS, è la perdita sulle posizioni in valuta estera ad avere creato questa voragine miliardaria. Infatti, in questo ambito la perdita ammonta a circa 131 miliardi di franchi. Sulle posizioni in franchi il buco si aggira attorno a 1 miliardo. L’unica nota positiva è la plusvalenza di 400 milioni di franchi sulle disponibilità in oro.
A causa di questo cattivo risultato, non ci saranno versamenti di un dividendo agli azionisti della BNS e soprattutto non ci sarà, come detto, la distribuzione dell’utile alla Confederazione e ai Cantoni. Lo scorso anno la BNS aveva registrato un utile di 26,3 miliardi di franchi e aveva distribuito a Confederazione e Cantoni 6 miliardi di franchi.
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La notizia è stata ripresa da tutti i media. Ecco il contributo della RegioneCollegamento esterno.
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Il comunicatoCollegamento esterno della BNS e la reazione dei Cantoni su tio.chCollegamento esterno.
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Ecco come funziona la distribuzione dell’utile della BNSCollegamento esterno.
Il tasso di disoccupazione medio nel 2022 è il più basso da 20 anni a questa parte.
La Segreteria di stato dell’economia (SECO) ha pubblicato oggi i dati sulla disoccupazione del 2022. Il tasso medio di disoccupazione (2,2%) non è mai stato così basso negli ultimi vent’anni. Rispetto all’anno precedente, 2021, il tasso è sceso di 0,8 punti percentuali.
In cifre più comprensibili, i disoccupati a fine dicembre 2022 erano 96’941 mentre coloro che cercavano un lavoro erano 167’904. La media annua di disoccupati, per contro, nel 2022, è stata di 99’577 persone. Solo un anno primo questa media era decisamente più alta: i disoccupati erano 137’614.
Se, come abbiamo detto, il tasso medio di disoccupazione generale è stato del 2,2%, tra i giovani compresi dai 15 ai 24 anni, questo tasso era leggermente inferiore (2%) mentre tra i lavoratori più anziani, ovvero quelli tra i 50 e i 64 anni, il tasso medio era esattamente uguale a quello generale.
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Un articolo più approfondito sul tema lo trovate su tvsvizzera.it.
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Il comunicato della SECOCollegamento esterno con tutte le cifre del 2022.
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Come funziona l’indennità di disoccupazione in Svizzera? Ecco la rispostaCollegamento esterno.
La Svizzera potrebbe fare di più per contrastare il crescente numero di persone che soffrono la fame nel mondo.
La fame nel mondo invece di decrescere, cresce. Questo a causa dei vari conflitti che insanguinano il pianeta, della pandemia di coronavirus e della crisi climatica. Per combattere questa piaga, la Confederazione potrebbe e dovrebbe fare di più. Almeno questa è l’opinione, riportata oggi dai giornali del gruppo Tamedia, dell’appenzellese Jakob Kern attivo per il Programma Alimentare Mondiale (PAM) dell’ONU.
La situazione a livello globale circa il mancato accesso al cibo è acuta: prima della pandemia, 150 milioni di persone erano in grave difficoltà. Oggi sono ben 350 milioni. Il PAM può aiutare solo un terzo delle persone in difficoltà. Insomma, “si tolgono risorse agli affamati per darle ai moribondi”, denuncia Kern. Eppure, ricorda ancora Kern, gli alimenti non mancano, è il denaro a mancare.
Pur vantandosi della sua tradizione umanitaria, sottolinea Kern, la Svizzera consacra solo lo 0,3% del suo prodotto interno lordo all’aiuto allo sviluppo, mentre lo standard minimo nella maggior parte dei Paesi è dello 0,5%. Attualmente, la Confederazione versa ogni anno al PAM 100 milioni di franchi. L’organizzazione raccoglie 13 miliardi di dollari all’anno ma per Kern ne occorrerebbero 22.
- L’articolo sul Tages AnzeigerCollegamento esterno (in tedesco e a pagamento) ripreso in italiano da tio.chCollegamento esterno.
- L’impegno della SvizzeraCollegamento esterno nel Prorgamma alimentare mondiale dell’Onu.
- Si va verso una crisi alimentare senza precedentti secondo il PAMCollegamento esterno.
In materia di rifiuti plastici, la Svizzera è il peggior inquinatore d’Europa.
Gli svizzeri detengono in Europa occidentale un triste primato: ogni cittadino elvetico produce in media 95 chilogrammi di detriti di plastica ogni anno, generando così molti più rifiuti di plastica monouso rispetto alle nazioni limitrofe. E quanto afferma un rapporto pubblicato oggi da Oceancare, organizzazione internazionale che si batte da anni per la tutela della biodiversità marina.
Caso vuole che Oceancare abbia sede proprio nella Confederazione. Secondo l’ONG, in Svizzera l’inquinamento di macroplastica e microplastica ha raggiunto le 14’000 tonnellate annue. Gran parte è rappresentato dall’abrasione degli pneumatici (8’900 tonnellate) e dal littering, l’atto volontario di gettare o abbandonare piccole quantità di rifiuti urbani senza utilizzare gli appositi contenitori (2’700 tonnellate).
Stando alle cifre pubblicate da Oceancare, l’85-95% dei detriti plastici viene incenerito senza essere riciclato o riadoperato. Secondo l’ONG, il problema è da attribuire in parte alla politica del nostro Paese. La Svizzera si trova infatti agli ultimi posti a livello europeo per quanto riguarda le misure adottate per far fronte a questo problema.
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Sul tema ecco l’articolo della RegioneCollegamento esterno.
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Tutti i problemi causati dalla plastica sul sito dell’ONGCollegamento esterno .
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