La televisione svizzera per l’Italia
la croce della bandiera svizzera fatta con due cerotti incrociati.

Oggi in Svizzera

Care lettrici e cari lettori,

la pandemia ha avuto almeno un effetto positivo. Avrà certo cambiato le nostre abitudini ma ha anche frenato, se non quasi eliminato, l’influenza stagionale. Questo perché, secondo gli esperti, le misure per frenare la diffusione del Covid-19 hanno anche avuto un ruolo decisivo nel calo delle influenze stagionali.

Se diamo qualche numero, durante l’ultimo anno sono stati segnalati solo 41 casi di influenza confermati in laboratorio. L’anno precedente erano 11'504 e l’anno prima ancora 13'412.

Speriamo che le cifre restino le stesse anche quest'inverno. Con questo augurio vi lascio alla lettura quotidiano del nostro bollettino.

Il segretario di Stato del Vaticano Pietro Parolin con Ignazio Cassis.
Keystone / Peter Schneider

Visita ufficiale in Svizzera del segretario di Stato del Vaticano in occasione dei 100 anni della ripresa delle relazioni diplomatiche tra i due Paesi.

È dal lontano 1506 che le guardie svizzere pontificie proteggono il Papa. Eppure, i rapporti tra Vaticano e Confederazione non sono sempre stati facili. Sebbene la presenza di un nunzio apostolico in Svizzera risalga al 1586, il primo rappresentante diplomatico elvetico accreditato in Vaticano risale sono a trent’anni fa.

I conflitti tra i due Paesi si sono inaspriti nel contesto del cosiddetto Kulturkampf e nel dicembre 1873 il governo svizzero ha rotto le relazioni diplomatiche con il Vaticano, ripristinate cent’anni fa. 

In occasione di questo anniversario, il ‘ministro’ degli esteri Ignazio Cassis oggi ha ricevuto Pietro Parolin, segretario di Stato del Vaticano. Il consigliere federale e il cardinale hanno firmato una dichiarazione sul rafforzamento della cooperazione nella costruzione della pace. 

la croce della bandiera svizzera fatta con due cerotti incrociati.
Keystone / Michael Buholzer

È iniziata oggi la settimana nazionale di vaccinazione che vuole aumentare il tasso di immunizzati in Svizzera.

La settimana, che è iniziata oggi a mezzogiorno con un evento sulla Piazza Federale di Berna, ha come punto focale l’informazione. Il budget messo a disposizione dal Consiglio federale è di circa 100 milioni di franchi.

Sotto il motto “ogni vaccinazione conta“, sono previsti numerosi eventi, dai concerti a un villaggio di vaccinazione alla stazione centrale di Zurigo, dalle vaccinazioni sui mezzi pubblici fino alla vaccinazione sotto ipnosi per chi teme gli aghi. 

Se è vero che sono ormai 20 mesi che la pandemia ha cambiato le nostre abitudini, il messaggio del governo federale è chiaro e semplice: i vaccini sono la via d’uscita da questa pandemia. Insomma, conclude il Consiglio federale, “fatevi vaccinare per proteggere gli altri”.

L indicazione stradale della Piazza federale scritta nelle 4 lingue elvetiche.
Keystone / Anthony Anex

Lo sapevate che da un punto di vista formale l’italiano è una delle lingue nazionali minoritarie meglio tutelate al mondo? Lo dice uno studio.

È stato pubblicato oggi un corposo rapporto di oltre 360 pagine che indaga “La posizione dell’italiano in Svizzera”. Il rapporto evidenzia il fatto che la maggioranza degli italofoni (ca. 53%) risiede al di fuori della Svizzera italiana.

Lo studio mette in luce pure l’incidenza del fattore migratorio sulla diffusione dell’italiano soprattutto a Nord delle Alpi. L’immigrazione dall’Italia contribuisce infatti a mantenere il rango di terza lingua principale più diffusa sul territorio nazionale.

In generale l’italiano piace agli svizzeri, anche se è utilizzato più in famiglia e nel tempo libero che a scuola o sul posto di lavoro. Il rapporto rileva poi che dal punto di vista legislativo, l’italiano è una delle lingue nazionali minoritarie meglio tutelate al mondo, mentre da quello dell’uso effettivo come lingua ufficiale, emerge una situazione sfaccettata. 

Auto in colonna con ben visibile l inquinamento che esce dai tubi di scarico.
© Keystone / Gaetan Bally

Gli automobilisti pendolari inquinano per cui la detrazione fiscale dei loro tragitti casa-lavoro deve essere abolita.

Ogni anno i lavoratori che si spostano con i propri mezzi motorizzati causano l’emissione di tre milioni di tonnellate di CO2. Considerato che chi fa molti chilometri in auto risparmia sulle tasse, pur inquinando decisamente di più rispetto a chi usa i mezzi pubblici, il Partito socialista chiede che la detrazione fiscale venga eliminata.

Per la deputata socialista argoviese Gabriela Suter, il governo federale dovrebbe favorire l’utilizzo dei mezzi di trasporto pubblici, e non di quelli privati. Per questo motivo invece della detrazione per i pendolari, potrebbe pagare ai pendolari a basso reddito un’indennità per l’utilizzo dei mezzi pubblici.

Ma c’è un ma. Questa misura è sostenuta da chi vive in realtà urbane: l’abolizione della detrazione per pendolari è infatti vista come un’opportunità per la loro crescita. Proprio in queste aree la rete dei trasporti pubblici è particolarmente sviluppata. Lo stesso discorso non vale però per chi vive in realtà periferiche.


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