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Italiano, una lingua svizzera

"Come parlate bene l’italiano!". Un’affermazione che gli svizzeri si sentono spesso ripetere quando viaggiano all’estero, soprattutto in Italia. Eppure, non solo l’italiano è una delle quattro lingue nazionali svizzere, ma è parlato da circa l’8% della popolazione, ovvero da circa 660'000 persone. Una lingua viva, che spesso fatica ad essere riconosciuta in patria e all’estero.

Questo contenuto è stato pubblicato il 07 giugno 2021 - 11:41
Sara Guerra (illustrazione)

La storia della lingua italiana in Svizzera è vecchia come la Svizzera stessa, quella moderna. Siamo in piena Prima Guerra Mondiale. La Svizzera, neutrale, deve difendersi da un mondo che sta cambiando definitivamente. In governo siede anche il ticinese Giuseppe Motta che interviene a difesa dell'italianità con la famosa Circolare Motta. Un intervento - ricordava lo stesso Motta - per coinvolgere e rendere compatto il "fronte meridionale" e per contribuire alla "costruzione dello Stato" in costante tensione tra forze centralizzanti e spinte federalistiche.

Nell'autunno del 1917 il Consiglio federale decide di seguire l'invito di Motta e crea presso la Cancelleria un Segretariato di lingua italiana. Un primo vero passo verso la costruzione progressiva dello Stato federale. Da allora la presenza dell’italiano nell’amministrazione federale è stata sempre più importante. Nel 1969 la lingua italiana si consolida anche in Parlamento: la Svizzera si dirige così verso una parificazione delle lingue, fino ad arrivare al 1991 quando sia nell'amministrazione federale sia nei lavori parlamentari le tre lingue ufficiali diventano parificate di fatto.

Una lingua riconosciuta dalla Confederazione a livello amministrativo anche perché in Svizzera oggi sono ancora 660'000 le persone che parlano italiano, circa la metà della quale vive in Ticino e nel Grigioni italiano. Gli altri si dividono tra i cantoni francofoni e germanofoni. Qui, a nord delle Alpi, l'italiano è arrivato soprattutto con l'immigrazione a partire dagli anni ’50 del secolo scorso. Ma c’è anche chi l’italiano lo parla grazie a un proprio interesse personale. I corsi d’italiano per adulti sono sempre molto gettonati. Dire che quasi una persona su dieci parla italiano è dunque un po' riduttivo. Dai recenti sondaggi è emerso che il 42% della popolazione non italofona afferma di conoscere l'italiano, almeno passivamente.

L’Italia è particolarmente attenta all’evoluzione della lingua italiana in Svizzera. Infatti, la Confederazione è - assieme al Vaticano e a San Marino - l'unico Paese in cui, oltre all'Italia, la lingua di Dante è una lingua ufficiale. Da oltre 50 anni Roma finanzia in parte i corsi di lingua e cultura italiana. Questa iniziativa è una delle basi per la difesa e la diffusione dell'italiano e dell'italianità nella Svizzera tedesca e francese.

Questi corsi sono aperti a tutti, poco importa se l'allievo ha un passaporto italiano. Ad approfittarne sono anche molte famiglie svizzere, in particolare quelle ticinesi che vivono oltralpe. La diffusione è capillare: in quasi tutti i cantoni vengono organizzati dei corsi di lingua e cultura italiana. E in un cantone popoloso e a forte densità di immigrati italiani come Zurigo, sono organizzati ogni settimana ben 200 corsi a livello elementare e medio.

Nonostante questa costante attenzione sia dell’Italia, sia della Svizzera per la lingua italiana, c’è chi ritiene che l’italiano sia un po’ in crisi. Ormai siamo alla terza se non addirittura alla quarta generazione degli italiani immigrati nella Confederazione per cui la maggior parte di questi ragazzi parla ormai solo tedesco o francese. Però, anche sulla scia della nuova immigrazione dalla Penisola, la lingua italiana gode di una nuova e ritrovata vitalità. Questa nuova immigrazione non ha portato solo gli operai di un tempo, ma anche e soprattutto manodopera molto qualificata.

Ci pensa poi il marketing a tenere viva la lingua italiana. Infatti, sono proprio quei piccoli simboli che raccontano come una lingua e una cultura abbiano impregnato una società. In questo caso quella svizzera. Passeggiando per qualunque grande stazione ferroviaria della Svizzera tedesca e francese è un susseguirsi di termini italiani: il caffè si chiama Spettacolo, si può fare la spesa all’Aperto e la carrozza ristorante del treno è gestita dalla società Elvetino.

La promozione di una lingua passa però soprattutto dal suo insegnamento. Dobbiamo allora dire che nelle scuole elvetiche a nord delle Alpi, l’insegnamento dell’italiano non è messo così male come molti sembrano pensare, specialmente a livello liceale. Eppure, la difesa dell’italiano nei cantoni non italofoni della Confederazione è un argomento che è recentemente tornato alla ribalta. La massima istanza giuridica svizzera, il Tribunale federale, ha infatti giudicato ricevibile un’iniziativa popolare lanciata nei Grigioni che chiede sia l’inglese, e non l’italiano, ad essere insegnato nelle scuole elementari delle regioni tedescofone del cantone. Il popolo grigionese ha comunque sonoramente bocciato l’iniziativa nel settembre 2018.

Secondo il presidente dell’Associazione professori d’italiano in Svizzera, sia nella Svizzera tedesca che in quella francese l’insegnamento dell’italiano non è in pericolo e rimane forte soprattutto a livello liceale. Insomma, l’italiano ha sempre il suo fascino.

Il fascino non basta. Ci vuole anche il sostegno del mondo politico. A tenere alta l’attenzione sulla lingua italiana ci pensa anche il Forum per l'italiano in Svizzera. L’obiettivo per il 2020 era la giusta collocazione dell'italiano nel quadro del plurilinguismo del nostro Paese.

Dopo che nel settembre 2018 nei Grigioni è stata vinta una battaglia contro l’iniziativa che chiedeva l'insegnamento di una sola lingua straniera alle elementari (e avrebbe comportato la scomparsa dell'italiano dalle scuole primarie germanofone), i difensori della lingua italiana hanno comunque ancora molto da fare: le cattedre universitarie di italianistica sono sotto pressione, la presenza di italofoni nell'amministrazione marcia sul posto, le scuole dell'obbligo di alcuni cantoni offrono il corso opzionale d'italiano a orari improbabili o in concorrenza con altre materie facoltative.

C’è chi si chiede dunque se l’italiano da terza lingua non possa diventare la quarta in Svizzera. Ci sono piccoli segnali in tal senso: l'italiano scompare da alcune etichette di prodotti della grande distribuzione, è usato impropriamente nelle traduzioni da tedesco e francese e, talvolta, è elencato dopo l'inglese nella scelta della lingua di siti web di aziende svizzere.

Però dobbiamo essere onesti. Anche l’italiano parlato in Svizzera è un italiano regionale che ha subito trasformazioni nel tempo. Un italiano che, per alcuni suoi termini, può essere di difficile comprensione per gli italiani stessi. Locuzioni come "passami il natel, che voglio comandare un paio di ghette in azione" sono tipicamente svizzere.

L'italiano parlato in Svizzera è molto più permeabile al tedesco e al francese. Inoltre, il contesto politico e istituzionale è diverso da quello della vicina Penisola. Per questo, in Svizzera ci sono parole che descrivono concetti che in Italia non esistono.

Sul tema la nostra Barbara Buracchio ci ha scherzato un poco. Allora ecco alcune lezioni di “svizzero”.


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