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Oggi in Svizzera

Care lettrici, cari lettori,

Il problema forse non vi tocca, ma da oggi e per diverse settimane numerosi quotidiani cartacei elvetici saranno più leggeri. È la conseguenza di una carenza di carta da giornale legata ai diversi lockdown avvenuti in tutta Europa nel corso degli ultimi 18 mesi: meno si stampa e meno si ricicla. Meno si ricicla e meno carta da giornale si produce. Un circolo vizioso insomma.

Non che la cosa mi cambi la vita, personalmente: io i giornali li leggo in formato pdf.

E ora vi lascio alla lettura (anch’essa in formato elettronico) delle notizie del giorno.

Buona lettura!

Questo contenuto è stato pubblicato il 13 ottobre 2021 - 17:00
Copyright 2021 The Associated Press. All Rights Reserved.

Il Centro ospedaliero universitario vodese (CHUV) e il Politecnico federale di Losanna (EPFL) hanno compiuto un'importante scoperta nella lotta al Covid-19: si tratta di un anticorpo monoclonale molto potente che mira alla proteina spike del SARS-CoV-2 ed è in grado di neutralizzare le differenti varianti.

"Lo sviluppo di questo nuovo anticorpo segna una tappa decisiva nella battaglia alla pandemia", hanno indicato i due istituti romandi in un comunicato congiunto inviato mercoledì ai media. "Apre la strada a un miglioramento della presa a carico delle forme gravi della malattia" e a "promettenti misure profilattiche, nella veste di medicamenti, in particolare per le persone con un sistema immunitario indebolito".

L'anticorpo in questione è stato isolato a partire dai globuli bianchi di un paziente affetto da Covid-19 nel quadro di uno studio realizzato dal Servizio di immunologia e allergologia del CHUV. Secondo i lavori, pubblicati sulla rivista Cell Reports, si tratta di uno dei più potenti identificati per ora contro il SARS-CoV-2.

I test clinici dovrebbero iniziare alla fine del 2022: questa scoperta non intende quindi rimpiazzare i vaccini, che restano il mezzo più efficace per proteggersi dal Covid, viene precisato nella nota.

Copyright 2021 The Associated Press. All Rights Reserved

Le aziende sono divise riguardo al giudizio da dare al certificato Covid: il 39% delle piccole e medie imprese (PMI) interpellate nell'ambito di un sondaggio nella Svizzera tedesca lo approva, mentre il 23% lo respinge. Il 36% ha una posizione neutra sul tema e il rimanente 2% non risponde

Nel dettaglio, dall'analisi effettuata per conto della scuola universitaria professionale di scienze applicate di Zurigo emerge che il 16% ha un'opinione molto positiva del pass sanitario, il 23% positiva, il 14% negativa e il 9% molto negativa.

"Complessivamente molte PMI non vedono quindi grandi svantaggi, ma la percezione è molto diversa da settore a settore", afferma il responsabile dello studio, Andreas Schweizer, citato in un comunicato. Il ramo più critico è quello alberghiero e della ristorazione: il 58% giudica il certificato negativo e solo il 25% positivo. Sul fronte opposto si trovano il commercio al dettaglio (51% di positivi), il comparto dell'informazione e della comunicazione (49%) e il commercio all'ingrosso (46%).

Anche se la pandemia continua ad avere un impatto sul lavoro (il 19% delle aziende interrogate ha licenziato negli ultimi sei mesi una parte del personale a causa della crisi sanitaria), il giudizio sul futuro non è mai stato così positivo da marzo 2020. La quota di aziende che ritiene che il Covid-19 avrà un impatto negativo sull'andamento degli affari nei prossimi 12 mesi è sceso al 39%, contro il 53% di marzo. E i due terzi giudicano buona o molto buona la domanda attuale dei loro prodotti o servizi. Il 51% è comunque confrontato con problemi seri a causa delle difficoltà di approvvigionamento.

© Keystone / Ennio Leanza

Gli atti di vandalismo non prevengono i cambiamenti climatici: a dirlo è il Tribunale Federale che ha annullato l’assoluzione di un attivista per il clima che aveva imbrattato un edificio del Credit Suisse con vernice rossa a Ginevra nell'ottobre 2018.

I giudici di Losanna ritengono che il giovane non può invocare lo "stato di necessità putativo". In una sentenza pubblicata mercoledì, la Corte precisa che nel caso di questo stato di necessità, deve esistere un pericolo imminente per un interesse giuridico individuale. Il pericolo deve concretizzarsi nelle ore successive e non deve poter essere evitato in nessun altro modo.

Il riscaldamento climatico e i disastri da esso provocati non rappresentano un tale pericolo imminente. Le conseguenze possono in effetti colpire tutti indistintamente, in qualsiasi luogo e in qualsiasi momento, senza che sia possibile identificare un bene giuridico particolarmente minacciato. Le cause del riscaldamento climatico sono molteplici e non si limitano agli investimenti di Credit Suisse nelle energie fossili, hanno aggiunto i giudici.

Secondo il TF, l'attivista di Breakfree Suisse non può invocare la libertà di espressione o la libertà di riunione. L'ordine pubblico protegge solo le riunioni pacifiche. Le autorità non devono considerare solo gli interessi dei manifestanti, ma anche salvaguardare le libertà dei terzi non manifestanti.

Keystone / Peter Schneider

In occasione della 15esima seduta extra-muros, il Consiglio federale (senza Ueli Maurer che attualmente si trova a Washington) si è recato oggi, mercoledì, a Kriens presso l’Alta scuola di musica di Lucerna. 

In questa occasione le tre consigliere e i tre consiglieri federali hanno preso una decisione attesa da giorni: hanno rinunciato al compenso di 50 franchi per chi convince qualcuno a vaccinarsi. Hanno anche definito i dettagli della cosiddetta “offensiva vaccinale”: si terrà in tutto il Paese dall’8 al 14 novembre. Lo scopo è quello di far aumentare la percentuale della popolazione a cui è stata somministrata almeno una dose del vaccino, attualmente del 71,2%. Una copertura bassa, se comparata ad altri Paesi europei.

A questo scopo saranno allestite il prossimo mese diverse unità mobili di consulenza e vaccinazione supplementari e la Confederazione ha deciso di finanziare il reclutamento di consulenti per rispondere alle domande delle persone non ancora vaccinate.

I costi di questa operazione non supereranno i 96,2 milioni di franchi, ha sottolineato l’Esecutivo.

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