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Ritratto di una coppia di carbonai

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A Bramboden, nel canton Lucerna, sono attivi i coniugi Renggli. Fanno un mestiere che pochi praticano ancora in Svizzera: il carbonaio.

Questo contenuto è stato pubblicato il 12 novembre 2017 - 18:30
Davide Paggi, Telegiornale RSI

Willy e Bernadette Renggli costruiscono la loro carbonaia, una catasta di legna fatta di fatica e tanta pazienza.

"Qui impilo 6 steri di legno", mostra Willy. "All’esterno quello di latifoglie, all’interno si può usare anche abete, insomma materiale di minor qualità. Fuori invece usiamo legna che cresce nella regione".

Per ogni stero servono 600 chili di legna. Nell’Entlebuch lucernese quasi 100, le tonnellate di carbone prodotte ogni anno da 9 carbonai tradizionali.

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Per Willy e la moglie, agricoltori, il carbone vegetale è una fonte di reddito e di passione.

"Si lavora nella natura", chiarisce Bernadette, "e si può lavorare quando si vuole, quando si ha tempo. E poi accatastare la legna è come fare un puzzle. Bisogna guardare dove ci sono dei buchi e dove i tronchi si inseriscono bene. È interessante".

I carbonai, mestiere ancora diffuso in montagna a metà del secolo scorso, lasciavano il paese dalla primavera all’autunno inoltrato.

Costruita la carbonaia, la ricoprivano di rametti e terriccio e la sorvegliavano notte e dì per cinque o sei giorni durante la cottura.

"Sarebbe una nicchia di mercato quella di portare qui un top manager e fargli fare questo mestiere”, fantastica Willy. “Un lavoro che richiede pazienza e capacità artigianali. Potrebbe fare bene a chi guadagna milioni per far capire che non sono solo i soldi a rendere felici".

Felice come chi è orgoglioso di mantenere vivo il fuoco di una vecchia tradizione.

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