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Telefonia e internet ancora troppo cari in Svizzera

Internet, telefonia e intrattenimento, tutto in un unico dispositivo irrinunciabile. © Keystone/ Valentin Flauraud

L'ufficio del Sorvegliante dei prezzi ha bacchettato il governo federale per non aver ridotto al "livello accessibile" da lui raccomandato i prezzi massimi per la telefonia e internet.

Questo contenuto è stato pubblicato il 21 dicembre 2022 - 18:25
tvsvizzera.it/spal con Keystone-ATS

Il Consiglio federale ha messo mano la settimana scorsa all'ordinanza sui servizi di telecomunicazione (OST), in vista della nuova concessione per il servizio universale prevista dal 1° gennaio 2024, ma il suo intervento è stato criticato da "Mister Prezzi".

Questa autorità, che di per sé ha solo poteri consultivi, ha però diritto ad avere spiegazioni ogniqualvolta l'esecutivo non segua le sue indicazioni in merito ai prezzi del servizio al pubblico.

Ed è la circostanza che si è verificata con queste ultime disposizioni. Stefan Meierhans aveva infatti formalmente raccomandato di stabilire dei limiti massimi di 20 franchi al mese per la telefonia (il Consiglio federale ha invece optato per 23.45 franchi), 30 franchi al mese per l'accesso a internet a 10 Mbit/s (45 franchi) - 50 franchi per internet a 80 Mbit/s (60 franchi) - e 5 centesimi al minuto per le chiamate verso la rete fissa (anziché 7,5 centesimi).

Mister Prezzi aveva pure raccomandato un limite massimo di prezzo quando si chiamano i numeri mobili, come già avviene per le chiamate verso la rete fissa. Molti dipendenti (ad esempio tecnici del servizio di assistenza, insegnanti in un edificio scolastico), nuclei familiari e persone con apparecchi acustici, ha osservato, sono reperibili soltanto tramite una connessione telefonica mobile: "Se si escludono le chiamate verso le reti mobili, non si garantisce in modo sufficiente un servizio telefonico universale a prezzi accessibili".

Su un punto però Stefan Meierhans è riuscita a spuntarla in favore dei consumatori e delle consumatrici. La tassa di 40 franchi per il cambio di offerta presso uno stesso operatore viene abolita.

Il concessionario di un servizio al pubblico nelle telecomunicazioni potrà imporre una tassa una tantum di 40 franchi al momento della conclusione del contratto ma il passaggio da un'offerta all'altra dovrà essere gratuito, sia che venga richiesto dal cliente sia che venga imposto dall'operatore.

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