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I Paesi Baschi dopo l'ETA

L'ETA ha deposto le armi, ma lo sforzo di riconciliazione è appena iniziato. Nella foto, ritratti di prigionieri dell'ETA su un muro del villaggio di Hernani. Keystone

Un mese fa l’ETA ha annunciato il suo scioglimento definitivo. Viaggio in due puntate nei Paesi Baschi liberi ormai dal gruppo secessionista armato.

Questo contenuto è stato pubblicato il 05 giugno 2018 - 10:44
Davide Mattei, RSI

La Belfast basca: così è stato soprannominato il villaggio di Errentería. In 50 anni, qui sono morte 28 persone. Un centinaio i feriti gravi e ben 700 gli arresti.

Il villaggio basco ha però saputo reagire e oggi è pioniere nella ricerca di una difficile riconciliazione sociale.

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Una riconciliazione che passa anche dalla memoria. Nei Paesi Baschi è in corso una sfida per stabilire chi scriverà la storia degli anni di piombo della regione autonoma.

Da una parte lo stato spagnolo, che non ammette di aver fatto errori, dall’altra la sinistra radicale basca che non ha mai condannato gli omicidi dell’ETA.

In mezzo la maggior parte dei cittadini baschi e delle vittime, che provano invece a pensare un futuro che superi l’odio.

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