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Mattarella cauto sulla candidatura di Conte

All'indomani dell'indicazione da M5S e Lega del nome di Giuseppe Conte come premier del governo giallo-verde, il Quirinale ha discusso con i presidenti della Camera e del Senato per fare il punto in vista dell'incarico. 

Questo contenuto è stato pubblicato il 22 maggio 2018 - 11:18
tvsvizzera.it/fra con RSI
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Il Colle guarda all'allarme conti pubblici e all'autonomia del presidente del Consiglio. Occhi puntati anche sui ministeri chiave, con i nodi sull'Economia. Dopo il presidente della Camera (che ha preferito non dire nulla dopo il colloquio con il presidente Mattarella), è toccato al presidente del Senato Elisabetta Casellati. Anche nel suo caso, dopo il colloquio con Mattarella ha preferito non dire nulla. Ora si aspettano le dichiarazioni del presidente della Repubblica.

Intanto nasce già il primo "giallo": il nome di Giuseppe Conte non risulta negli archivi della New York University: così una portavoce dell'ateneo al New York Times, che pubblica nell'edizione online un articolo sul candidato premier di M5S e Lega. "Una persona con questo nome non risulta in alcuno dei nostri archivi, né come studente, né come membro di facoltà", ha detto la portavoce non escludendo che Conte abbia frequentato programmi di uno o due giorni, che non vengono registrati negli archivi.

Nel curriculum pubblicato sul sito dell'Associazione dei civilisti italiani, Conte scrive tra l'altro di aver 'perfezionato' i suoi studi frequentando la New York University tra il 2008 e il 2009.

Monito dall'UE

"Noi riteniamo molto importante che il nuovo governo mantenga la rotta e porti avanti in modo responsabile la politica di bilancio". Questo è necessario dal momento che "l'Italia ha il secondo debito pubblico più alto dopo la Grecia". Lo ha detto il vicepresidente della Commissione Ue Valdis Dombrovskis.

La commissaria Ue al commercio Cecilia Malmstroem ha da parte sua dichiarato: "Non abbiamo ancora analizzato tutte le questioni, ascolteremo e parleremo con loro, ma sì, ci sono alcuni elementi preoccupanti" nelle idee di politica commerciale del nuovo governo italiano.

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