Per Erdogan l’Eurovision vinto da Nemo mina i valori della famiglia
Il presidente della Turchia ha criticato il recente concorso canoro internazionale che si è aggiudicato l'istrionico artista elvetico.
A Recep Tayyip Erdoğan non è piaciuto l’Eurovision Song Contest, che a suo dire promuove la “neutralità di genere” e mina i valori della famiglia tradizionale.
Secondo quanto riporta il quotidiano britannico The Guardian, il presidente turco ha definito la manifestazione, nei commenti rilasciati al termine di una riunione del suo esecutivo, una piattaforma per la “corruzione sociale” e ha lodato la decisione del suo Governo di astenersi dal partecipare all’evento dal 2012.
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Si tratta di dichiarazioni che lasciano pochi dubbi riguardo alle allusioni al cantante svizzero Nemo, il primo vincitore non binario del concorso, con la canzone “The Code”.
Vannacci “nauseato”
Del resto, che l’artista elvetico sia fonte di ampie discussioni e polemiche lo si era visto immediatamente dopo il suo recente trionfo alla 68esima edizione dell’Eurovision Song Contest. Se nella Confederazione si sono congratulate anche le massime cariche pubbliche, in particolare il consigliere federale Beat Jans, a livello internazionale non sono mancate le critiche.
Tra di esse quelle del controverso generale italiano Roberto Vannacci, candidato della Lega alle imminenti elezioni europee, che si è detto “nauseato”. Sui suoi canali social Vannacci ha descritto l’evento canoro come esempio di un “mondo al contrario” che lo trova sempre più “intollerabile”.
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Critiche anche in Svizzera
Ma anche a livello domestico non sono mancate le polemiche. Il consigliere nazionale dell’Unione democratica di centro (destra conservatrice) Piero Marchesi in proposito ha sostenuto che l’Eurosong si è trasformato da un festival della musica a evento del politicamente corretto.
Inoltre, a suo dire, Nemo ha approfittato del palcoscenico internazionale per esibite la sua sessualità non binaria e chiedere un incontro con il ministro Beat Jans.
Di sicuro però la manifestazione musicale ha avuto il merito di rilanciare il dibattito sull’iscrizione del “terzo sesso” nei registri di stato civile, su cui il Governo federale ancora due anni fa si era detto scettico.
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