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Meno della metà dei lupi morti in 25 anni sono stati uccisi legalmente

due lupi uno di fronte all altro, uno lecca il naso dell altro che mostra i denti
Un animale che fa molto discutere nella Confederazione. Keystone / Julian Stratenschulte

Dal 1998 ad agosto 2023 sono morti in Svizzera 128 lupi (anche se le cifre potrebbero essere più alte). Di questi, solo 54 sono stati abbattuti legalmente. 

Negli ultimi 25 anni, in Svizzera sono stati trovati morti 128 lupi. Di questi, 54 sono stati abbattuti legalmente, 38 sono stati vittime di incidenti della circolazione e 11 sono stati braccati. Lo rivela una ricerca condotta dalla trasmissione dalla Radiotelevisione svizzera di lingua tedesca SRF “RundschauCollegamento esterno“. Dati, questi, che sono stati confermati dall’Ufficio federale dell’ambiente (UFAM). 

Oltre agli 11 animali uccisi di frodo, in otto episodi è stato riscontrato un tentativo di bracconaggio: nel caso di cinque predatori uccisi legalmente e di tre investiti da un veicolo, le indagini hanno evidenziato residui di munizioni provenienti da tiri illegali. 

Inoltre, dall’inizio delle analisi nel 1998, quattro lupi sono morti in una caduta, tre sono annegati, due sono stati travolti da valanghe e due sono morti in combattimenti con altri lupi, mentre per sei esemplari la causa della morte non è chiara. 

Negli ultimi tre anni la popolazione di lupi in Svizzera è cresciuta esponenzialmente: nel 2020 si contavano poco più di 10 branchi e un centinaio di individui. Attualmente i branchi sono una trentina e gli esemplari 280.  

Un altro fatto viene sottolineato nello studio: non tutti gli animali uccisi vengono ritrovati e questo significa che probabilmente le cifre potrebbero essere più alte di quelle ufficiali.  

Il lupo, ricordiamo, è una specie protetta in Svizzera e fare i conti con questo grande predatore è una questione di equilibrio tra gli interessi delle associazioni ambientaliste e animaliste che vorrebbero lasciarli incolumi, e gli allevatori di bestiame, cui gli attacchi di lupi causano grandi danni. 

Nuovo progetto di legge governativo 

Intanto il Consiglio federale ha presentato un progetto per una nuova ordinanza, il cui scopo è ridurre massicciamente il numero di branchi di lupi nel Paese. Le associazioni ambientaliste hanno duramente criticato la prevista “decimazione estrema” di una specie protetta che, dicono, violerebbe la legge e non avrebbe basi scientifiche. L’ordinanza prevede infatti l’eliminazione del 60% dei lupi nella Confederazione, fissando una soglia massima di 12 branchi.

+ Una manifestazione per salvare il lupo

Le associazioni ambientaliste non negano che la popolazione di lupi sia un reale problema, ma ritengono che vada regolamentato in modo preventivo. “La legge in vigore offre già gli strumenti necessari, ma ora l’Ufficio federale dell’ambiente si spinge oltre e intende permettere di decimare la popolazione di lupi senza fare riferimento a criteri quali i danni causati dall’animale o la protezione delle greggi. Così facendo, l’UFAM abbandona la strada della ragione”, ha dichiarato lo scorso 6 settembre ai microfoni di SRF Sara Wehrli, responsabile grandi predatori e politica venatoria presso Pro Natura.  

Grigioni, il lupo distrugge e il lupo salva 

L'”eradicazione pratica” del lupo nei Grigioni – dove vive una buona parte di tutti gli esemplari svizzeri – aggraverà nuovamente il problema delle popolazioni di cervi e caprioli, che sono già oggi troppo numerose, spiegano le organizzazioni ambientaliste del cantone. I danni ai giovani alberi causati dagli ungulati e quindi l’indebolimento dei boschi di protezione sono infatti un problema costante. I lupi, riducendo la popolazione di selvaggina, contribuiscono quindi al processo di rigenerazione del bosco. La loro decimazione “comporterebbe notevoli costi aggiuntivi per la messa in sicurezza delle foreste di protezione nei Grigioni”, avvertono. 

Altri sviluppi

Nel cantone, i progetti di protezione delle greggi sono portati avanti con successo da anni, scrivono le associazioni. “Soprattutto nella Surselva, la regione con la più alta densità di lupi in Svizzera, il numero di attacchi non è aumentato con il numero di esemplari, ma è diminuito, il che dimostra che la coesistenza è possibile. Naturalmente, questo significa anche che i lupi particolarmente dannosi possano essere abbattuti, ma non certo che la popolazione venga eradicata a livello regionale”. 

Il Dipartimento federale dell’ambiente, dei trasporti, dell’energia e delle comunicazioni (DATEC), di cui l’UFAM fa parte, respinge le critiche. L’aumento della popolazione di lupi comincia a far paura ad alpigiani e contadini, ha detto la portavoce del DATEC Franziska Ingold: “Proprio per questo vogliamo intervenire, per eliminare questa paura. La cosa importante è però che il lupo rimanga in Svizzera, dove è un animale protetto e tale deve rimanere”. .     

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