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In ricordo di Borsellino e della sua lotta per la giustizia

Via d'Amelio il 19 luglio '92. Ap

Trent'anni dalla strage di via D'Amelio, costata la vita al giudice Paolo Borsellino. L'intervista al fratello, che si è fatto carico della battaglia per la giustizia.

Questo contenuto è stato pubblicato il 18 luglio 2022 - 20:48
tvsvizzera.it/MaMi con agenzie

"L'agenda rossa di Borsellino? Non si troverà mai. Chi l'ha portata via l'avrà distrutta o nascosta chissà dove". Sono le parole dette in una recente intervista a Famiglia Cristiana da Renato Di Natale, presiedente della Corte d'Assise di Caltanissetta che aveva celebrato nel 1994 il primo processo per la strage di via D'Amelio e che precedentemente aveva indagato sull'agenda rossa di Paolo Borsellino, il magistrato siciliano morto 30 anni fa, il 19 luglio 1992.

Il destino della sua agenda è avvolto dal mistero, ma di Paolo Borsellino si continua a parlare. 

Paolo Borsellino. Keystone / -

Domani ricorrono i 30 anni esatti dalla strage di via D'Amelio, l'attentato di stampo mafioso in cui persero la vita il Paolo Borsellino e cinque agenti della scorta: Agostino Catalano, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina.

Nel servizio del TG, l'intervista al fratello, Salvatore Borsellino:

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Pochi mesi prima, il 23 maggio fu ammazzato a Capaci il suo amico e collega Giovanni Falcone, ucciso insieme alla moglie Francesca Morvillo e ai tre uomini della scorta: Antonio Montinaro, Rocco Dicillo e Vito Schifani.

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