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Le mafie hanno messo radici in Svizzera

Le organizzazioni criminali operano nella Confederazione per mettere i capitali al riparo delle inchieste e per investire in attività lecite. Il reportage della trasmissione della RSI Tempi Moderni.

Questo contenuto è stato pubblicato il 12 aprile 2022 - 09:02
RSI, Tempi Moderni
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"Se vogliamo combattere efficacemente la mafia, non dobbiamo trasformarla in un mostro né pensare che sia una piovra o un cancro. Dobbiamo riconoscere che ci rassomiglia".

Così parlava il giudice Giovanni Falcone, eroe insieme al suo collega Paolo Borsellino, della lotta alla Mafia. Lotta pagata con la vita! Pensare che mafia, 'ndrangheta, camorra siano presenti solo in Italia è un grande errore. Ormai i loro tentacoli sono dappertutto. E, non si salva neanche la Svizzera.

La storia della mafia e della ‘ndrangheta in Svizzera ha radici lontane. Già negli anni 60 e 70 il lavaggio del denaro sporco proveniente da sequestri di persone o da altri crimini era una pratica diffusa, anche se ancora sottovalutata dalle autorità elvetiche. Oggi, però queste organizzazioni sono cambiate. Il mafioso moderno, chiamiamolo così, non ha niente a che vedere con la figura rappresentata in tante fiction. E’ una persona “normale”, della porta accanto, che vive e si muove tra di noi, che si mimetizza nella vita quotidiana.

La ‘ndrangheta dispone di moltissimo denaro e sta cercando dove investire i grossi capitali di cui dispone. Lo fa in tutto il mondo, anche in Svizzera, con sistemi all’avanguardia. Ha una grandissima capacità imprenditoriale, investe in bitcoin, tra i suoi affiliati ci sono dei laureati nelle migliori università. Questo è il nuovo volto della mafia. E sicuramente la Svizzera in questo senso è un Paese molto interessante: è vicina, si riesce a far passare armi, droga, riciclaggio di denaro e latitanti.

Secondo la Fedpol svizzera per riciclare il denaro sporco in Svizzera ci sono diverse possibilità: auto, orologi, beni di lusso, immobiliare, ristoranti, società e discoteche.

Tuttavia, sottolinea il rapporto della Fedpol, l’intento principale di queste organizzazioni non è tanto quello del riciclaggio del denaro sporco, quanto quello di mettere il loro capitali al riparo dalle inchieste in Italia e di investire in modo sicuro e redditizio in attività che generino proventi leciti e consentano di integrarsi in modo discreto nella società elvetica. Una volta che l’attività legale funziona, si punta già al prossimo obiettivo: generare denaro in nero falsificando la dichiarazione fiscale. Il denaro così sottratto all’erario funge da capitale per acquistare altri beni e assicurare l’espansione economica dell’organizzazione.

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