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Il biotestamento arriva in parlamento

Le norme sul testamento biologico sono approdate alla Camera dei deputati dove oggi si è svolta, in un’aula semideserta, la discussione generale con 17 interventi in 4 ore.

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Il testo presentato dalla parlamentare Donata Lenzi (Pd), che si propone di regolamentare il problema del fine vita, ha incontrato le opposizioni di centrodestra e Lega dai cui banchi sono state avanzate richieste di rinvio e questioni pregiudiziali.

Il disegno di legge consente ai maggiorenni di lasciare indicazioni scritte sui trattamenti sanitari (Dichiarazioni anticipate di trattamento), in particolare riguardo alla nutrizione e l’idratazione artificiale.

Il punto centrale del progetto legislativo riguarda la possibilità per il medico, in accordo con il fiduciario nominato dal dichiarante, di contravvenire alle disposizioni scritte solo in presenza di “nuove terapie” non previste a suo tempo che possano “assicurale possibilità di miglioramento delle condizioni di vita”.

Per i sostenitori della proposta c’è però il rischio concreto di un rinvio della legge alla prossima legislatura nella quale, a seconda della futura composizione del parlamento, potrebbe venire affossata definitivamente. Da sottolineare che il biotestamento vuole principalmente evitare l’accanimento terapeutico e non va confuso con il suicidio assistito, consentito in Svizzera, o con l’eutanasia (attiva).

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