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Dipendenti della Gazprombank condannati a Zurigo

Vladimir Putin e Sergei Roldugin.
Vladimir Putin e Sergei Roldugin. Keystone / Ivan Sekretarev

Sono quattro gli impiegati dell'istituto bancario russo ritenuti colpevoli per aver violato il rapporto di diligenza nei rapporti con uno stretto amico del presidente Putin.

Quattro dirigenti della filiale svizzera della banca russa Gazprombank sono stati condannati a Zurigo per aver violato il loro dovere di diligenza nei rapporti con il violoncellista Sergei Roldugin, considerato uno stretto confidente di Vladimir Putin. 

I quattro imputati, a processo dall’8 marzo scorso, sono stati condannati in prima istanza a pene pecuniarie con la condizionale: il Ceo di Gazprombank Schweiz (GPBS) – filiale del colosso russo del gas Gazprom, a maggioranza statale – a 180 aliquote giornaliere da 3’000 franchi.

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Altri due membri della direzione a 180 aliquote da 3’000 franchi e un consulente della clientela a 120 aliquote da 440 franchi. Tutte le pene sono sospese per un periodo di prove di due anni. La sentenza del Tribunale distrettuale di Zurigo e di difensori dei quattro imputati hanno subito annunciato che intendo impugnarla davanti al Tribunale cantonale.

Il Ministero pubblico zurighese chiedeva nei confronti dei quattro banchieri una condanna a sette mesi di detenzione sospesi con la condizionale. Gli avvocati della difesa si sono invece battuti per il proscioglimento dei loro assistiti.

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Il sospetto era che su due conti aperti nel 2014 e gestiti dalla banca fino al 2016 – quando cioè la Russia aveva già annesso la Crimea – siano stati depositati, a nome del violoncellista russo Rodulgin, 50 milioni di franchi che in realtà provenivano dell’establishment russo.

L’inchiesta era partita da rivelazioni emerse nel 2016 dall’inchiesta giornalistica dei “Panama Papers”. La GPBS ha annunciato la fine delle sue attività nell’ottobre scorso e si trova attualmente in fase di liquidazione.

Dopo la pubblicazione dei “Panama Papers” la banca era finita sotto la lente della Finma, l’Autorità federale di vigilanza sui mercati finanziari, che aveva chiuso il suo procedimento certificando gravi carenze nella documentazione della banca sul riciclaggio di denaro.


 

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