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Crediti Covid: sei condanne per truffa a Lugano

Alle assise criminali di Lugano, la Corte ha inflitto 2 anni e 8 mesi di reclusione tutti da espiare all'avvocato bernese considerato la mente della truffa sui crediti Covid. © Keystone / Ti-press / Pablo Gianinazzi

Un avvocato aveva organizzato in Ticino un piano per incassare parte degli aiuti dello Stato elargiti a ditte che non ne avevano diritto. Pene sospese per gli altri cinque imputati.

Questo contenuto è stato pubblicato il 14 settembre 2022 - 20:12
tvsvizzera.it/MaMi

L'avvocato della difesa si è recato oggi al Tribunale cantonale di Lugano senza il suo assistito, il principale accusato in un processo di truffa legato ai cosiddetti crediti Covid, ossia quegli aiuti distribuiti alle società che si sono trovate in difficolta a causa dello stop economico conseguente la pandemia. L'uomo, un avvocato bernese, è stato ritenuto colpevole e la mente del piano truffaldino guadagnandosi così una condanna a 2 anni e 8 mesi di carcere.

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Lo stato di salute non gli ha permesso di presenziare, ha spiegato l'avvocato d'ufficio. La corte non ha però avuto dubbi sul suo ruolo nella vicenda: nonostante l'accusato abbia sempre negato un suo coinvolgimento, era lui che aveva ideato il piano, era lui che gonfiava le cifre del bilancio delle aziende sull'orlo del fallimento allo scopo di intascare illecitamente gli aiuti Covid.

"Una grave colpa per tutti perché, per fini di lucro, hanno abusato degli aiuti dello Stato in un momento di profonda crisi. Tutti avevano le risorse intellettuali per poter capire di non dover superare la linea di confine della legalità", ha asserito il giudice Amos Pagnamenta.

Oltre al principale imputato, sono stati chiamati alla sbarra altri cinque uomini. Cinque pene sospese e una da scontare è stato il verdetto. Tutti condannati dunque, colpevoli di aver architettato una truffa ai danni dello Stato (quasi 900'000 franchi) gonfiando i bilanci di società compiacenti per spartirsi gli aiuti erogati allo scopo di far fronte.

Gli altri cinque imputati, tutti rei confessi, hanno avuto pene fra gli 8 e i 24 mesi sospesi. 

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