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Rischio truffe su lavoro ridotto e crediti Covid

Franchi erogati con troppa facilità © Keystone / Christian Beutler

Il Controllo federale delle finanze, che ha svolto un'inchiesta in collaborazione con la Segreteria di Stato dell'economia (Seco) presso le casse cantonali di disoccupazione di cinque cantoni, ha chiesto maggiori controlli sui contributi per orario ridotto (cassa integrazione) erogati alle aziende in crisi a causa della pandemia.

Questo contenuto è stato pubblicato il 27 novembre 2020 - 21:55
tvsvizzera/ats/spal con RSI (TG del 27.11.2020)

A giudizio del servizio federale di vigilanza la procedura sommaria e semplificata con cui vengono concesse le sovvenzioni per disoccupazione parziale, estese dal governo fino alla fine dell'anno, comporta notevoli rischi di errore, di abuso e di frode.

140 milioni di troppo

Dall'indagine è emerso che nonostante diverse imprese non abbiano rispettato il termine legale per la trasmissione dei conteggi sull'orario ridotto, i contributi sono stati comunque concessi dalle autorità e per questo motivo sarebbero stati versati 140 milioni di troppo tra i mesi di marzo e maggio, su cui la Seco viene invitata a intervenire.

Sono infatti 800 le segnalazioni di potenziali irregolarità giunte da marzo agli uffici della Segreteria di Stato dell'economia, 277 delle quali sono poi sfociate in un'ispezione.

A fine settembre erano 178 le aziende indagate che avevano ottenuto indennità per complessivi 145 milioni di franchi (oltre a crediti agevolati, per metà di loro, a causa del Covid-19). Le 36 ispezioni condotte dall'ufficio di revisione della Seco hanno fruttato la restituzione di 1,1 milioni e sei denunce penali.

Il servizio del TG:

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260 indagini sui crediti Covid

Riguardo invece ai crediti Covid all'economia solo 260 degli oltre 4'600 casi sospetti di truffa - riguardanti il versamento dei dividendi e divario tra fatturato dichiarato ed effettivo - individuati dal Controllo federale delle finanze, sono poi sfociati in una procedura.

"Trecento casi sono stati giudicati infondati, mentre in altri 900 sono emerse irregolarità, ma non è possibile individuare comportamenti criminali", ha spiegato Eric Jakob della Seco, precisando che queste società dovranno restituire il denaro ma non saranno oggetto di procedure.

Fino ad ora si sono manifestate irregolarità nel 3,5% dei crediti concessi (136'434 fideiussioni): una percentuale ritenuta "accettabile" dalla Seco.

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tvsvizzera/ats/spal con RSI (TG del 27.11.2020)

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