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Berset: "Un nuovo sovraccarico degli ospedali non è accettabile"

Berset insieme al suo omologo italiano Speranza. Keystone / Riccardo Antimiani

Il capo del Dipartimento federale della Sanità pubblica si è recato a Roma per incontrare i suoi omologhi di altri Paesi per discutere della distribuzione internazionale del vaccino.

Questo contenuto è stato pubblicato il 06 settembre 2021 - 22:40
tvsvizzera.it/MaMi

I ministri della salute dei Paesi del G20 si sono riuniti a Roma, dove, tra le altre cose, hanno anche annunciato un impegno collettivo che assicuri l'accesso ai vaccini a tutta la popolazione mondiale, offrendo sostegno in particolar modo ai Paesi in via di sviluppo. Presente a Roma c'era anche il consigliere federale Alain Berset che è tornato a ribadire la necessità di un'estensione del certificato Covid per far fronte all'impennata di contagi nel nostro Paese. 

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"Siamo di fronte a un paradosso. noi abbiamo i vaccini ma non tutti vogliono farsi vaccinare, mentre ci sono Paesi che vorrebbero avere i vaccini e non riescono ad accedervi. Per questo stiamo sostenendo il sistema multilaterale di distribuzione per permettere a più persone al mondo di potervi accedere. Questo è importante anche per noi", ha sostenuto Berset. "Finché la pandemia non sarà eliminata in tutti i Paesi, continuerà a minacciare anche noi. E, per quanto riguarda la svizzera, la situazione è preoccupante: abbiamo molta gente in ospedale, il 95 percento dei ricoverati non si è vaccinato. Ci sono persone che erano in ottima salute e ora sono ricoverati in cure intensive". 

"Siamo di fronte a un rischio molto concreto di sovraccarico delle strutture ospedaliere", ha continuato ancora il capo del Dipartimento federale della Sanità pubblica. "Più che mai si pone dunque la questione dell'estensione del certificato Covid con l'obiettivo di evitare questo sovraccarico, perché se questo accadesse significherebbe che negli ospedali non ci sarebbe più posto. Per nessuno. Che si tratti di un infarto o di un incidente e che questo scenario possa presentarsi nel nostro paese non è accettabile".

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