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Zimbabwe, Mugabe non vuole dare le dimissioni

Il presidente dello Zimbabwe, Robert Mugabe, resta agli arresti domiciliari dopo che ieri l'esercito ha preso il controllo della capitale in quella che è stata definita una "transizione incruenta". Intanto lo stesso Mugabe rifiuta di dare le dimissioni.

Questo contenuto è stato pubblicato il 16 novembre 2017 - 18:10
tvsvizzera.it/fra con RSI


Il presidente Robert Mugabe ha incontrato oggi ad Harare il capo delle forze armate del Paese dell'Africa australe Constantino Chiwenga. Lo riferisce il sito del quotidiano filo-governativo Herald pubblicando anche varie foto tra cui una che mostra i due protagonisti della crisi stringersi la mano sorridendo.

Il sito del quotidiano controllato dal "partito di maggioranza", quello di Mugabe, precisa che all'incontro hanno partecipato anche il ministro della Difesa sudafricano, Nosiviwe Mapisa-Nqakula, quello dello Zimbabwe, Sydney Sekeramayi, e il ministro della Sicurezza dello Stato, Kembo Mohadi.

L'incontro si è svolto alla "State House" di Harare, viene aggiunto in una didascalia. Nella foto si vede Mugabe passare cordialmente il braccio dietro la schiena di Chiwenga, in mimetica con mostrine rosse e basco nero. 

Durante l'incontro Mugabe ha categoricamente rifiutato di dare le dimissioni. Al vertice erano presenti anche due ministri sudafricani inviati da Jacob Zuma.

E mentre il Paese resta in attesa di capire quali saranno le prossime mosse dei vertici militari, si sono recati a Harare alcuni ministri sudafricani, in qualità inviati dalla Comunità per lo sviluppo dell'Africa meridionale, per incontrare entrambe le parti.

Appello dall'ONU

Il segretario generale dell'Onu, Antonio Guterres, segue da vicino gli sviluppi in Zimbabwe e lancia nuovamente un appello alla calma. Il suo portavoce sottolinea "l'importanza di risolvere le differenze politiche con mezzi pacifici, attraverso il dialogo e in conformità con la Costituzione del paese". Guterres ribadisce l'impegno delle Nazioni Unite a continuare a sostenere gli sforzi nazionali per consolidare la democrazia.


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