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Accordo quadro con l'UE Juncker dà 7 giorni di tempo alla Svizzera

Due bandiere di piccolo formato, una dell'UE l'altra della Svizzera, posate col loro stativo sul davanzale di una finestra

La finestra d'opportunità è breve: 7 giorni.

(© Keystone / Peter Klaunzer)

Jean-Claude Juncker è pronto a discutere con il Consiglio federale dei tre punti critici dell'Accordo istituzionale tra Svizzera e Unione Europea, ma impone tempi stretti. Venerdì, il governo aveva indirizzato al presidente della Commissione UE una lettera per chiedere chiarimenti su protezione dei lavoratori, aiuti di Stato e direttiva sulla cittadinanza europea.

Nella sua risposta di martedì, Juncker si dice disposto ad elaborare, se necessario, dichiarazioni supplementari, ma concede una settimana di tempo: l'UE è disponibile per i colloqui "nei prossimi giorni". Nella riunione del 18 giugno, la Commissione intende fare una valutazione globale delle relazioni con la Svizzera.

Il politico lussemburghese afferma la volontà di "dissipare tutti i dubbi", tuttavia ribadisce chiaramente che l'AccordoLink esterno non sarà rinegoziato. La Confederazione, aggiunge, deve capire che le sue richieste "nel contesto politico attuale" creano qualche difficoltà all'UE.

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Servizio del TG sulla risposta di Juncker alla richiesta di chiarimenti del Consiglio federale

La consultazione

La bozzaLink esterno di accordo quadro è sul tavolo dallo scorso autunno. Al termine dei negoziati, il governo non ha firmato l'intesa poiché rimangono divergenze importanti con l'Unione Europea. Ha però avviato una consultazioneLink esterno con commissioni parlamentari, Cantoni, partiti e partner sociali.

I punti controversi fin dall'inizio sono le misure accompagnatorie alla libera circolazione delle persone, e l'estensione dei diritti all'aiuto sociale, alla protezione contro l'espulsione e al diritto di soggiorno permanente ai cittadini europei dopo 5 anni.

Nella consultazione erano emerse inoltre perplessità sugli aiuti statali, che secondo i Cantoni non dovrebbero essere in nessun caso condizionati dall'Accordo, nei settori per i quali la Svizzera non ha alcuna garanzia di accesso al mercato europeo.

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La lettera

Venerdì, il Consiglio federale ha deciso di non firmare l'Accordo istituzionale e inviare una letteraLink esterno con richiesta di chiarimenti al presidente della Commissione europea, il quale -scrive martedì- vede nella missiva "un passo in avanti in positivo" che permetterebbe di firmare questo importante accordo "il più presto possibile".

E così come parla di "contesto politico attuale" senza riferirsi esplicitamente alla Brexit, Juncker scrive alla Svizzera che la Commissione sta per fare una "valutazione globale" delle relazioni bilaterali senza nominare l'equivalenza delle borse. Che però scade a fine mese, e l'UE deve decidere se rinnovarla.
 

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Commento del corrispondente da Bruxelles alla risposta di Juncker alla richiesta di chiarimenti di Berna

+ Bozza del testo dell'Accordo istituzionale, Rapporto sui risultati della consultazione e Lettera del Consiglio federale a JunckerLink esterno

+ Il piano del governo svizzero nel caso l'equivalenza non fosse rinnovataLink esterno

 

tvsvizzera.it/ATS/ri con RSI (TG del 11.06.2019)

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