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Catalogna, Rajoy chiede parole chiare

Il governo spagnolo ha chiesto alla Catalogna se ha davvero dichiarato l’indipendenza. Un gesto cautelativo prima di attuare contromisure, riferito mercoledì dal premier Mariano Rajoy.

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Madrid vuole dunque capire e “ha chiesto formalmente alla Generalità di chiarire” se è stata proclamata l’indipendenza. “Vogliamo essere certi, prima di eventualmente mettere in atto le misure previste dall’articolo 155 della Costituzione spagnola”.

“È urgente mettere fine alla situazione che si sta vivendo”, ha aggiunto il premier, “tornando alla stabilità e alla tranquillità nel più breve tempo possibile. Serve procedere con prudenza e responsabilità”.

Gli articoli della CostituzioneCollegamento esterno spagnola che possono essere usati contro la Catalogna sono due, il 155 e il 116. Il primo consentirebbe di sospenderne l’autonomia, il secondo permette di istituire lo “stato di eccezione” in una parte del territorio dello Stato.

Per l’applicazione del 155Collegamento esterno serve un via libera del Senato (dove il Partido popular di Rajoy ha la maggioranza assoluta) mentre per il 116Collegamento esterno è necessaria l’approvazione del Congresso, dove il premier è minoritario.

La palla torna quindi a Carles Puigdemont, che ha firmato una dichiarazione unilaterale per trasformare la Catalogna in Repubblica, ma ha contemporaneamente chiesto al Parlamento catalano di sospenderne l’applicazione per trovare una soluzione negoziata.

“Credo sia giunto il momento di allentare la tensione”, aveva detto martedì di fronte al legislativo, “e di fare un chiaro passo per rispondere all’esigenza del popolo catalano uscita dal referendum del primo ottobre”.

Un popolo che resta diviso, ma con il fronte indipendentista un po’ meno euforico. “Sono un po’ delusa perché non è indipendenza subito”, dichiara una sostenitrice. “Aspettiamo qualche settimana e parliamo con il governo spagnolo”. “Non è una dichiarazione decisiva”, ammette un altro. “Ma è comunque un passo importante”.

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