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La risposta degli unionisti a Barcellona

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Questo contenuto è stato pubblicato il 09 ottobre 2017 - 09:09
tvsvizzera/spal con RSI (TG dell'8.10.2017)

Centinaia di migliaia di persone – 350’000 per la polizia, 950’000 per gli organizzatori - hanno invaso il centro di Barcellona con le bandiere spagnole in mano per opporsi ai piani del presidente catalano Carles Puigdemont di proclamare, forse già domani, l'indipendenza.

Una moltitudine arrivata da tutta la Catalogna e da tutta la Spagna al grido di ''Puigdemont in prigione'' e ''Siamo catalani, catalani e spagnoli''. Una risposta di quella metà circa della Catalogna che vuole restare spagnola alle altre maree umane scese in piazza negli ultimi giorni per rivendicare l'indipendenza. ''Non siete soli'', ha twittato il premier spagnolo Mariano Rajoy salutando il mega raduno.

Ma queste rischiano di essere le ore più critiche della vertenza catalana. Il leader catalano deve decidere se proporre martedì sera al Parlamento una dichiarazione di indipendenza. Oppure optare per un rinvio che favorisca un negoziato con Madrid, magari con la mediazione internazionale finora esclusa dal governo spagnolo.

Apparentemente Puigdemont non intende comunque arretrare di un centimetro. ''La dichiarazione di indipendenza è prevista dalla legge del referendum come applicazione dei risultati. Applicheremo quanto dice la legge'' ha ribadito il presidente regionale.

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