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Estremismo di destra Grande sequestro di armi da guerra in Nord Italia - In manette anche uno svizzero

Fucili d'assalto, mitragliatrici, pistole, munizioni, e persino un missile sono stati sequestrati nel Nord Italia nell'ambito di un'indagine della Digos di Torino sulla detenzione di armi da guerra da parte di individui legati all'estrema destra. In manette tre persone, tra le quali anche un cittadino svizzero.

Poliziotti estraggono missile da cilindro metallico

Il missile non contiene cariche esplosive, ma secondo la polizia sarebbe "riarmabile" da uno specialista.

(Questura di Torino)

L'operazione della Digos di Torino ha avuto origine dal monitoraggio dell'attività di cinque ex combattenti italiani con ideologie oltranziste (non coinvolti nell'operazione in questione), fattisi notare in passato per aver preso parte al conflitto armato nella regione ucraina del Donbass. 

"Durante le attività", ha spiegato il dirigente della Digos di Torino, Carlo Ambra "sono stati riscontrati contatti telefonici tra un miliziano e un esperto d'armi che proponeva l'acquisto di un missile. Le indagini hanno portato a scoprire un arsenale considerevole, con una capacità offensiva elevata".

In casa di un 60enne di Gallarate , ex funzionario doganale, candidatosi alle elezioni al Senato del 2001 nelle fila di “Forza Nuova”, sono state trovate nove carabine d'assalto, una pistola mitragliatrice Scorpion, fucili da caccia, parti di armi da guerra, baionette, silenziatori, mirini ottici, munizioni e altro materiale bellico.

"Sono stati rinvenuti anche diversi stemmi e cartelli con simbologie naziste (tra cui svastiche e riferimenti alle Waffen-SS)", scrive la questura di TorinoLink esterno.

Armi, simboli nazisti

Il materiale sequestrato a Gallarate.

(RSI-SWI)

Missile in vendita

Nell'ambito della stessa operazione sono state arrestate a Forlì anche altre due persone, un italiano di 51 anni e uno svizzero di 41, titolare di una società con sede a Melide, nel cantone Ticino, attiva nel settore aeronautico e per ora estranea alla vicenda, secondo la Digos.

I due sarebbero anche loro responsabili della detenzione di un ingente quantitativo di armi, tra cui un missile aria/aria MATRA, di fabbricazione francese, che avrebbero tentato di vendere per 470'000 euro.  

Quest'ultimo, che risulta di proprietà delle forze armate del Qatar, è stato trovato, assieme alle altre altre armi, in un deposito di Rivanazzano Terme, in provincia di Pavia. 

Il missile non contiene cariche esplosive. Tuttavia, spiegano le autorità, sarebbe "riarmabile da persone specializzate nel settore". 

(1)

Servizio Quotidiano

tvsvizzera.it/Zz con RSI (Quotidiano del 15.07.2019)

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