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Stato di Espirito Santo Brasile, polizia in sciopero

La polizia dello Stato di Espirito Santo, in Brasile, è in sciopero da una settimana e neanche sabato gli agenti sono ritornati al lavoro, nonostante il Governo abbia annunciato poche ore prima che un accordo con le forze dell’ordine era stato raggiunto. Nel frattempo si registra un acuto aumento degli omicidi e di altri crimini. Il reportage della Radiotelevisione svizzera. 

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La maggior parte delle violenze ha avuto come teatro nelle zone povere della capitale statale Vitoria. Ma con le pattuglie ferme nei parcheggi, l’intera regione è sprofondata nel caos. Oltre un centinaio i morti in una settimana, le bande di delinquenti hanno compiuto saccheggi, furti, sequestri.

Mentre gli agenti rivendicano migliori condizioni e aumenti salariali (gli stipendi sono congelati da 7 anni), per mantenere l’ordine il Governo federale ha mandato l’esercito. Da mezzogiorno in poi vige un virtuale coprifuoco, scuole e uffici pubblici sono rimasti chiusi, molta gente preferisce non andare nemmeno al lavoro.

Per mantenere l'ordine, il Governo federale ha mandato l'esercito.

Per mantenere l'ordine, il Governo federale ha mandato l'esercito.

(Keystone)

Il disagio delle forze di polizia è diffuso e le proteste potrebbero ora coinvolgere altre città. A Rio de Janeiro gli impiegati pubblici che non ricevono gli stipendi da due mesi hanno protesto violentemente per le vie del centro. Per evitare una protesta della polizia analoga a quella di Espirito Santo il governo locale ha promesso degli aumenti del 10%. 

tvsvizzera.it/Zz con RSI (TG del 11.02.2017)

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