Corte europea dei diritti dell'uomo UBS sconfessata a Strasburgo


La Corte europea dei diritti dell'uomo di Strasburgo ha respinto il ricorso presentato dalla banca elvetica UBS contro la cauzione miliardaria impostale dalla giustizia francese nell’ambito di un dossier sull’incitamento alla frode fiscale.

UBS e la sua filiale UBS France erano state accusate di aver organizzato un esteso sistema di frode fiscale sul territorio francese, incitando illegalmente, tra il 2004 e il 2011, facoltosi clienti ad aprire conti in Svizzera.

Secondo le giustizia francese, circa 10 miliardi di euro sono sfuggiti al fisco. In attesa del processo alla banca, nel 2014 era è stata dunque imposta una cauzione di 1,1 miliardi di euro. Questa decisione è stata confermata giovedì dalla Corte dei diritti umani, alla quale la banca si era rivolta adducendo che la cauzione fosse motivata da motivi politici.

Respinto all'unanimità

I giudici di Stasburgo non sono stati della stessa opinione e hanno respinto all’unanimità il ricorso. La cauzione, secondo loro, “è una misura provvisoria che non pregiudica l’esito” del processo. In più, “l’ammontare è stato deciso in funzione dell’ampiezza delle infrazione sotto esame e alla luce delle disponibilità della banca”.

Dal canto suo, UBS si è detta rammaricata dalla decisione. “Non condividiamo l’argomentazione della Corte, l'ammontare del deposito non si adatta ai fatti ", afferma in un comunicato pubblicato dopo la diffusione della sentenza. "Apprezziamo il fatto che abbia esaminato il caso: questo dimostra che la vicenda è senza precedenti e noi continueremo a difendere la nostra posizione e per cercare una soluzione alla controversia aperta in Francia".

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tvsvizzera.it/ZZ con RSI (TG del 12.01.2017)

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