Dopo Soleimani Missili iraniani contro due basi USA in Iraq

L'Iran ha sferrato mercoledì notte un attacco missilistico contro due basi che ospitano militari statunitensi e della coalizione in Iraq, come prima rappresaglia per l'uccisione del generale iraniano Qassem Soleimani. Secondo un bilancio diffuso dalla tv di Stato di Teheran, che cita una fonte della Guardia rivoluzionaria, almeno 80 persone sono rimaste uccise e 200 ferite. Washington non dà invece notizia di vittime. Trump parlerà in giornata.

Due bagliori con una scia di fumo appena visibile in un cielo completamente buio, notturno

Fotogramma di un video diffuso dalla tv iraniana, che mostra uno dei razzi lanciati contro la base di Ain al-Asad

Keystone / Irib Handout

L'operazione 'Soleimani Martire' -la "feroce vendetta" annunciata dal corpo delle Guardie della rivoluzione- è dunque iniziata con una pioggia di cruise e missili balistici a corto raggio, partita dal territorio iraniano e che si è abbattuta contro le basi di Ain al-Assad e di Erbil. In quest'ultima è di stanza anche un contingente militare italiano che, rifugiatosi in appositi bunker, risulta illeso.

Ad Erbil si trova una parte consistente (circa 400) di un migliaio di militari italiani attualmente presenti in varie località dell'Iraq. I membri della Task Force Land, attiva dal 2015, hanno compiti di addestramento dei peshmerga, le forze di sicurezza curde.

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L'attacco, riferiscono i media iraniani, è scattato all'1.20 di notte ora locale, la stessa ora in cui è stato ucciso Soleimani a Baghdad venerdì scorso. Nessuno degli almeno 15 missili sarebbe stato intercettato dall'esercito USA. La base di Ain al-Assad è andata "completamente distrutta", secondo gli autori della rappresaglia.

"Va tutto bene!", ha rassicurato il presidente statunitense Donald Trump via Twitter dopo essere stato informato sugli attacchi dal capo del Pentagono Mark Esper e il segretario di Stato Mike Pompeo, in una riunione del Consiglio di sicurezza nazionale alla Casa Bianca.

"Stiamo facendo una ricognizione dei danni e delle vittime in queste ore. Finora va bene! Abbiamo le truppe più forti e meglio equipaggiate al mondo!". Trump ha annunciato che rilascerà una dichiarazione nella mattinata di mercoledì.

"Non ho dati precisi sul numero" delle vittime, "li fornirà l'esercito", ha detto da parte sua ai media il ministro degli Esteri iraniano Mohammad Javad Zarif, ribadendo come il suo Paese consideri l'attacco un'azione di "legittima difesa" contro un "attacco terroristico" compiuto con l'uccisione di Soleimani. Le basi prese di mira erano state usate in passato "per attacchi contro le forze della Resistenza. È perciò un obiettivo legittimo secondo il diritto internazionale", ha aggiunto Zarif.

"Pronti a un terzo round"

"Grandi perdite sono state inflitte a numerosi droni, elicotteri ed equipaggiamento militare", ha riferito la fonte della Guardia rivoluzionaria alla tv iraniana, che ha aggiunto: un centinaio di "obiettivi degli Stati Uniti e dei loro alleati locali sono sotto osservazione da parte dell'Iran, e se commetteranno un errore siamo pronti ad attaccarli".

"Se l'Iran dovesse essere attaccato sul suo territorio", hanno avvertito nelle scorse ore le Guardie rivoluzionarie, "Dubai, Haifa e Tel Aviv saranno colpite in un terzo round di attacchi da parte dell'Iran".


Intanto, negli Stati Uniti, è stata rafforzata la sicurezza intorno alla Casa Bianca. Secondo alcune fonti, nel perimetro dell'area si intravedono anche agenti muniti di fucili di assalto.


Non si sono fatti attendere gli effetti dell'attacco iraniano alle basi in Iraq sul prezzo del petrolio. Il Brent -greggio di riferimento europeo- è salito a 71,7 dollari, con un rialzo di oltre il 5%, per poi stabilizzarsi in mattinata sui 69 dollari. Il Wti americano, dopo essere salito oltre i 65 dollari, viaggiava alle 8.30 ora svizzera sui 63 dollari al barile.

Il prezzo dell'oro, dopo aver toccato nella notte i massimi dal settembre del 2012 (1'611 dollari l'oncia), si situava mercoledì mattina a 1'593,86 dollari.

Chiudono in negativo le principali borse di Asia e Pacifico: Tokyo (-1,57%), Shenzhen (-1,24%), Shanghai (-1,22%) e Seul (-1,11%). Sydney (-0,13%) appare poco variata. In rosso Hong Kong (-1,02%) e Mumbai (-0,41%), ancora aperte.


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