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Tutti in fila (per ore e al freddo) a omaggiare Elisabetta II

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Si attende un esodo senza precedenti a Londra per il weekend che rappresenta l'ultima opportunità per portare il proprio omaggio ad Elisabetta II prima del funerale di lunedì. Code fino a 24 ore. E tra le persone in fila c'era anche la nostra inviata.

Questo contenuto è stato pubblicato il 17 settembre 2022 - 22:00
tvsvizzera.it/fra

Re Carlo III e il principe di Galles William sabato, all'altezza di Albert Embankment, hanno incontrato la chilometrica fila di persone in movimento da giorni per rendere omaggio al feretro della regina Elisabetta a Westminster Hall. Il sovrano ha stretto mani e parlato con diversi fra i presenti. Di questi, molti hanno passato tutta la notte in fila. Tra di loro c'era anche l’ex campione di calcio David Beckham che ha aspettato 12 ore per poter rivolgere l’ultimo saluto a Elisabetta II.

La coda fin dalle prime ore di sabato si è allungata. L’attesa stimata ha così raggiunto le 24 ore. L'affluenza è talmente alta che le autorità si sono viste costrette a bloccare i nuovi afflussi dalle 9 fino a mezzogiorno.

Il re si è poi diretto a Buckingham Palace, mentre il principe di Galles ha continuato a percorrere a ritroso la coda come a voler garantire di non dimenticare nessuno. "God save Prince Wills" e  "Sarai un meraviglioso principe di Galles" le frasi urlate dalla folla a William.

Ciò che mi colpisce di tutta queste persone è la diversità fra di loro, non siamo di fronte allo stereotipo del monarchista di ferro". Queste le parole dello storico e presentatore televisivo britannico John Dickie intervistato dalla RSI  mentre percorre la via verso Westminster Hall.

Alla domanda "cosa spinge tutta questa gente qui?" risponde che si possono trovare mille motivazioni diverse. Per John Dickie la morte di Elisabetta II rappresenta la perdita di una colonna portante del paesaggio che ha accompagnato tutti per tutta la vita. Inoltre, "la Regina era stata molto abile a gestire la propria immagine, è una specie di schermo vuoto su cui tutti possono proiettare il proprio senso di quello che significa essere inglesi. Carlo III ha una difficile eredità" sottolinea.

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