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Quando la Svizzera lanciava razzi per combattere la grandine

due uomini inseriscono un razzo in un lanciarazzi, foto in bianco e nero
Ricercatori del Politecnico federale di Zurigo sperimentano l’uso di razzi di fabbricazione russa “Oblako” per ridurre i danni della grandine nella regione di Romoos, nel canton Lucerna, 23 giugno 1977. KEYSTONE/PHOTOPRESS-ARCHIV/Str

La Svizzera è tra i pionieri nell’alterazione artificiale delle nuvole (cloud seeding) per ridurre i danni della grandine, una pratica oggi utilizzata in diversi Paesi. Tuttavia, anche gli esperimenti più recenti non hanno dato i risultati sperati.

Una decina di cannoni sono caricati con razzi e puntati verso una massa scura che si addensa all’orizzonte. È l’autunno del 1900 e nel villaggio ticinese di Collina d’Oro, nel sud della Svizzera, un gruppo di scienziati sta tentando di controllare le forze della natura. Sparano i razzi contro le nuvole temporalesche. Il loro obiettivo è impedire che le nubi, avanzando verso il villaggio, scarichino grossi chicchi di grandine.

Il potenziale distruttivo della grandine è noto da sempre, spiega Marco Gaia dell’Ufficio federale di meteorologia e climatologia (MeteoSvizzera). Alla fine del XIX secolo, sistemi di lotta alla grandine erano diffusi in gran parte del territorio svizzero. Solo nell’estate del 1901, i cannoni antigrandine spararono circa 6’000 volte.

Ancora oggi la grandine è tra i fenomeni meteorologici più dannosi in Svizzera. Durante il periodo estivo provoca regolarmente danni per milioni di franchi.

>> Guarda il video della grandinata eccezionale nel sud del Ticino, 9 giugno 2026 (RSI):

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La Svizzera figura tra i pionieri nella lotta alla grandine tramite l’inseminazione delle nuvole (o cloud seeding). Questa tecnica consiste nell’immettere delle particelle nelle nubi con razzi lanciati da terra o aerei in volo. Le sostanze utilizzate – solitamente ioduro d’argento – favoriscono la formazione di numerosi chicchi di grandine piccole dimensioni, meno distruttivi rispetto a pochi chicchi più grandi.

I test condotti in Svizzera, inclusi i lanci di razzi e gli esperimenti su grande scala tra gli anni Cinquanta e Ottanta, hanno contribuito ad ampliare le conoscenze scientifiche in questo campo. Tuttavia, i dati scientifici sono ancora incompleti. “Gli esperimenti non sono mai riusciti a dimostrare in modo conclusivo l’efficacia dei vari metodi testati”, afferma Marco Gaia a Swissinfo.

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Quattro grandi esperimenti di cloud seeding contro la grandine in Svizzera

Nel suo sforzo per combattere la grandine, la sezione dell’agricoltura del Dipartimento federale dell’economia istituì una Commissione federale incaricata di analizzare la formazione della grandine e di finanziare le ricerche sperimentali.

La commissione organizzò quattro esperimenti su larga scala (denominati Grossversuch) in Svizzera. Il primo, fra il 1948 e il 1952, aveva lo scopo di verificare l’efficacia dei razzi utilizzati a quel tempo per contrastare la formazione della grandine.

un uomo prepara dei razzi antigrandine su una foto in bianco e nero
Il pirotecnico Karl Mueller, considerato “l’inventore del razzo antigrandine”, fotografato al lavoro nella fabbrica pirotecnica Mueller a Kreuzlingen, in Svizzera, nel 1942. KEYSTONE/PHOTOPRESS-ARCHIV/Str

Il secondo esperimento iniziò nel 1953 e il terzoCollegamento esterno si svolse tra il 1957 e il 1963. Entrambi valutarono l’efficacia dell’inseminazione delle nuvole temporalesche tramite la dispersione di ioduro d’argento da parte di una rete di generatori al suolo. Vi erano 23 postazioni sparse in tutto il Ticino e nella vicina Lombardia, in Italia.

Il quartoCollegamento esterno test si tenne tra il 1977 e il 1982 su una superficie di 1’300 km2 sull’Altopiano svizzero, a nord delle Alpi. Parteciparono anche gruppi di ricerca da Italia e Francia. Il Politecnico federale di Zurigo (ETHZ) testò un sistema sviluppato nell’Unione Sovietica, che sembrava promettere risultati sensazionali. I responsabili sovietici riferirono una riduzione dei danni di circa il 70-90%, ma queste cifre non avevano una base scientifica, afferma Marco Gaia.

bruciatore usato per dipserdere particelle di ioduro d0argento
Generatore utilizzato per disperdere ioduro d’argento nell’atmosfera. MeteoSvizzera

Cloud seeding in Svizzera, un punto di riferimento per altri Paesi

Dal punto di vista scientifico, le conclusioni dei quattro grandi esperimenti in Svizzera furono chiare: il cloud seeding non incide in modo significativo sulla dimensione dei chicchi di grandine. Anzi, come sottolinea Gaia, emersero indizi secondo cui i metodi impiegati potessero addirittura favorire, anziché limitare, la formazione della grandine.

Gli studi in Svizzera ebbero comunque un ruolo rilevante perché contribuirono a definire le basi metodologiche per lo svolgimento rigoroso di questo tipo di esperimenti, spiega Ulrike Lohmann, professoressa di fisica dell’atmosfera all’ETHZ. Prevedevano infatti anche gruppi di controllo – analogamente agli studi clinici – con il confronto tra nubi trattate e nubi di riferimento non trattate.

“A mio avviso, questo approccio rappresenta un modello da seguire. È anche un insegnamento importante per gli altri Paesi: se si ricorre all’inseminazione delle nuvole, è essenziale poter comparare i risultati con una situazione in cui tale intervento non è stato applicato”, afferma Lohmann. La ricercatrice conduce da anni esperimenti di cloud seeding, non per contrastare la grandine, ma per studiareCollegamento esterno i processi fisici nelle nuvole, in particolare la formazione di cristalli di ghiaccio.

Chicchi di grandine più grandi con il cambiamento climatico

Nonostante la mancanza di progressi, gruppi di ricerca e compagnie assicurative continuano a sperare di trovare un modo per ridurre i danni causati dalla grandine. Un problema che sta diventando sempre più urgente.

L’aumento delle temperature dovuto al cambiamento climatico porterà a grandinate sempre più violente in Svizzera e in altre zone temperate del pianeta, secondo uno studioCollegamento esterno recente. I danni causati dai chicchi più grandi dovrebbero aumentare considerevolmenteCollegamento esterno.

L’aria più calda contiene più umidità e alimenta temporali più intensi, che generano correnti ascensionali più forti. Queste favoriscono la formazione di chicchi di grandine più grandi. QuiCollegamento esterno si spiega nel dettaglio come si forma la grandine.

Nel 2021, un anno segnato da numerosi episodi di grandine, la Società svizzera d’assicurazione contro la grandine ha ricevuto più di 14’000 segnalazioniCollegamento esterno per danni alle colture agricole. Le richieste di rimborso hanno raggiunto i 115 milioni di franchi.

Stando a un esperto del gruppo assicurativo Allianz, negli ultimi anni i temporali con grandine hanno generato, su scala globale, più danni assicuratiCollegamento esterno di tutti gli altri pericoli naturali messi insieme.

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Stop definitivo per l’aereo antigrandine

Tuttavia, nemmeno gli esperimenti più recenti condotti in Svizzera hanno fornito risultati incoraggianti. La compagnia assicurativa Baloise, in collaborazione con l’ETHZ, ha sperimentato il cloud seeding tra il 2018 e il 2023 su ampie zone della Svizzera tedesca. L’obiettivo era di ridurre i danni della grandine sulle automobili.

Durante la stagione della grandine, da maggio a settembre, un velivolo appositamente attrezzato decollava dall’aerodromo di Birrfeld, nel canton Argovia, per disperdere particelle di ioduro d’argento nelle nuvole temporalesche. Avvenivano circa 30-40 voli a stagione.

“L’effetto dei voli [sulla formazione di grossi chicchi di grandine] non è stato dimostrato in modo misurabile”, ha dichiarato nell’ottobre 2024 Thomas Schöb, responsabile del servizio clienti di Baloise, alla Radiotelevisione svizzera di lingua tedesca SRF, annunciando la conclusione dei test.

>> Ecco come la compagnia assicurativa Baloise sperava di ridurre i danni della grandine:

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Nessun consenso scientifico sull’efficacia del cloud seeding

Molti Paesi e regioni continuano a puntare sull’inseminazione delle nuvole temporalesche per proteggere le aree agricole più vulnerabili. Stati Uniti, Cina, Russia e diverse nazioni europee, tra cui Germania e Francia, hanno avviato programmi volti a ridurre i danni della grandine.

Alcuni programmi, come quello condotto nella provincia canadese dell’Alberta, sostengono di aver ridotto fino al 50% i danni assicurativi causati dalla grandineCollegamento esterno. Secondo uno studioCollegamento esterno nel Nord Dakota, negli Stati Uniti, il cloud seeding avrebbe ridotto le dimensioni dei chicchi di grandine.

Malgrado risultati promettenti, non esiste un consenso scientifico sul reale impatto di questa tecnica sulla grandineCollegamento esterno e su altre precipitazioni. I dati disponibili sono limitati e spesso ambivalenti: l’inseminazione delle nuvole può ridurre l’estensione delle aree colpite dalla grandine al suolo, ma potrebbe aumentare la dimensione dei chicchi, secondo un recente studioCollegamento esterno a cui ha partecipato Ulrike Lohmann.

Come ha spiegatoCollegamento esterno Marine de Guglielmo Weber, ricercatrice dell’Istituto di ricerca strategia della Scuola militare, in Francia, grandine e pioggia sono fenomeni naturali caratterizzati da una variabilità molto elevata. “È molto difficile collegarli all’attività umana e capire che cosa sarebbe accaduto in assenza di intervento”.

Anche l’impatto dello ioduro di argento sull’ambiente è poco documentato, sottolinea Guglielmo Weber.

Servirà dunque una migliore comprensione della grandine, e dell’interazione tra le particelle nell’atmosfera e le nuvole, per capire se l’essere umano potrà davvero domare uno dei fenomeni meteorologici più distruttivi della natura.

A cura di Gabe Bullard / VdV

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