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Non vivi o non lavori in Svizzera? Allora in piscina non entri! 

piscina
La piscina di Porrentruy ha una capienza massima di un migliaio di persone. Keystone / Peter Klaunzer

Le autorità di Porrentruy, nel Canton Giura, hanno vietato sino a fine agosto l’accesso alla piscina a chi non risiede in Svizzera o non ha un permesso di lavoro. Il motivo? Troppi comportamenti inappropriati e scarso rispetto delle regole da parte di troppe persone, in un periodo caratterizzato da una forte affluenza. La decisione ha suscitato numerose critiche.

Da giovedì 4 luglio, solo le persone di nazionalità svizzera o in possesso di un permesso di residenza o di lavoro nella Confederazione possono entrare alla piscina comunale di Porrentruy.

La misura “ha come unico obiettivo di garantire la sicurezza degli utenti della piscina […] e di mantenere un ambiente sereno e rispettoso; dall’inizio della stagione estiva, più di 20 persone hanno dovuto essere escluse e interdette dall’accesso alla piscina comunale a causa di comportamenti inappropriati e del mancato rispetto delle regole vigenti”, si legge nel comunicatoCollegamento esterno diramato dal Municipio e dal Sindacato intercomunale del distretto di Porrentruy.

Nel 95% dei casi, le interdizioni di accesso riguardando persone provenienti dalla vicina Francia, ha rilevato il Quotidien JurassienCollegamento esterno.

Le forti affluenze segnalate nelle ultime settimane in molte piscine del Canton Ticino, prese d’assalto anche da persone provenienti dalla vicina Italia, hanno suscitato un po’ di malcontento tra gli avventori locali.

A Mendrisio, dove è stata registrata una coda di oltre un’ora per entrare al lido, “è finita con una polemica turisti-residenti e un’interrogazione presentata dalla Lega in Municipio”, rileva il Corriere del TicinoCollegamento esterno. Il problema è stato in parte risolto aggiungendo una seconda cassa.

Malgrado l’affollamento, però, da nessuna parte si paventa l’introduzione di limitazioni come quella decisa dalle autorità di Porrentruy.

Il provvedimento ha naturalmente suscitato innumerevoli reazioni. In Francia, il consigliere regionale del Grand Est Christian Zimmermann, informato da frontalieri alsaziani, ha scritto al sindaco di Porrentruy, Philippe Eggertswyler, per chiedergli di “revocare questa misura discriminatoria e sproporzionata nei confronti del pubblico proveniente dalla Francia”, stando a quanto riportato dal giornale L’Est RépublicainCollegamento esterno.

La sindaca di Montbéliard Marie-Noëlle Biguinet, comune francese a una trentina di chilometri da Porrentruy, ha dal canto suo affermato di “comprendere” le restrizioni, pur deplorando che colpiscono le “famiglie francesi rispettose”. Anche alla piscina di Montbéliard, ha spiegato, di fronte all’aumento degli episodi di inciviltà, le autorità comunali hanno dovuto dare un giro di vite.

persone in piscina
In questi giorni di canicola, le piscine svizzere sono state prese d’assalto, come qui a Bellerive, a Losanna. Keystone / Laurent Gillieron

Un divieto “problematico e irritante”

In Svizzera, secondo la Commissione federale contro il razzismo (CFR) un simile divieto generalizzato è “problematico e irritante”. Interpellata dal quotidiano Le TempsCollegamento esterno, la presidente della CFR Ursula Schneider Schüttel precisa che “a prima vista la decisione del Comune probabilmente non viola la norma penale contro la discriminazione, l’articolo 261bis del Codice penale, che non copre lo statuto giuridico o la nazionalità, a meno che il divieto non prenda di mira un gruppo particolare protetto”. “Al contrario – prosegue la presidente della CFR – è possibile che essa contravvenga all’articolo 8 della Costituzione federale, che stabilisce il principio di non discriminazione”.

>>> Il servizio del Telegiornale nell’edizione del 4 luglio:

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In un commento, Le TempsCollegamento esterno sottolinea che vi sono altre strade per garantire la pace di chi vuole godersi un momento di relax. La via scelta dalle autorità di Porrentruy crea invece “un pericoloso precedente” e “in piena stagione turistica offusca l’immagine della Svizzera e provoca tensioni diplomatiche; è quindi essenziale che le autorità giurassiane e federali intervengano al più presto per trovare una soluzione proporzionata e non discriminatoria con Porrentruy”. Secondo il Blick, l’ambasciatore francese in Svizzera starebbe riflettendo su un eventuale intervento presso le autorità federali.

Intervistato dalla Radio Fréquence JuraCollegamento esterno, il sindaco di Porrentruy Philippe Eggertswyler ha respinto le critiche di chi considera la misura discriminatoria: “Bisogna vedere il problema in un altro modo. In questi giorni vi è una fortissima affluenza e dobbiamo fare già in modo che i giurassiani e le giurassiane possano approfittare di questa infrastruttura. Non la vedo come una discriminazione, è una questione di proporzionalità, se potessimo accogliere tutti, lo faremmo, ma abbiamo una capienza compresa tra 900 e 1100 persone”.

Crescono gli atti di inciviltà

Non è la prima volta che le autorità di Porrentruy prendono una simile misura. Nell’estate del 2020, l’accesso alla piscina era già stato limitato per un certo lasso di tempo alle persone residenti all’estero. Già allora il provvedimento era stato motivato in parte con l’aumento dei comportamenti irrispettosi, ma all’epoca si era in piena crisi pandemica e le restrizioni non avevano suscitato così tante reazioni come oggi.

Da tempo molte piscine pubbliche in Svizzera sono confrontate con una recrudescenza degli atti di inciviltà. Nel 2023 l’Associazione delle piscine romande e ticinesi aveva effettuato un sondaggioCollegamento esterno presso i suoi membri e tutti avevano fatto la stessa constatazione: i regolamenti sono sempre meno rispettati.

agente di sicurezza
Alla piscina di Porrentruy è stato aumentato il personale di sicurezza, ma la misura non ha dato tutti i frutti sperati. Keystone / Peter Klaunzer

Molte piscine sono corse ai ripari, ad esempio assumendo personale di sicurezza supplementare. I risultati non sono sempre stati all’altezza delle aspettative.

“Abbiamo adottato alcune misure, che però non hanno risolto il problema: prevenzione, rafforzamento del personale e della sicurezza, limitazione della capienza e, effettivamente, l’esclusione temporanea di alcune persone – ha precisato il sindaco di Porrentruy Philippe Eggertswyler. Purtroppo, abbiamo dovuto prendere ulteriori provvedimenti, che sono certamente restrittivi, ma che rispettano il principio di proporzionalità e di temporaneità, ovvero sono limitati nel tempo. A partire da questo, non vediamo alcun problema rilevante”.

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