Blatten, “Abbiamo perso tutto, ma non il piacere di fare musica”
Un anno dopo la frana che ha distrutto Blatten, nella Lötschental, le associazioni sono diventate il collante di una comunità dispersa. La società di musica Fafleralp Blatten incarna la volontà di mantenere vivi i legami, ritrovare una parvenza di quotidianità e guardare al futuro con ottimismo.
“La frana non è riuscita a toglierci il piacere di fare musica”, dice Nicole Kalbermatten. Da sette anni è la presidente della società di musica Fafleralp Blatten. La incontriamo a Kippel, un mercoledì sera, poco prima delle prove. I membri della banda arrivano alla spicciolata, salgono le scale della scuola ed entrano nella sala prove. Tolgono gli strumenti dalle custodie e li accordano.
All’apparenza sembra tutto normale, ma alzando lo sguardo verso le pareti del locale, qualcosa stona: ci sono solo gli emblemi e i riconoscimenti della Società di musica Alpenrose Kippel. Non c’è nulla che indichi che questo sia il luogo di ritrovo della Musikgesellschaft Fafleralp Blatten.Collegamento esterno “Con la frana abbiamo perso praticamente tutto: spartiti, uniformi, strumenti, la bandiera, l’archivio”, ricorda Kalbermatten. “Abbiamo stimato che il valore complessivo di ciò che è andato distrutto ammonta a 400’000 franchi”.
Un vuoto che non smette di pesare
A un anno di distanza, i ricordi della frana affiorano con più frequenza e così anche la tristezza torna a farsi viva. “Nel processo di elaborazione del lutto, si sa che è proprio dopo dodici mesi che qualcosa si rimette in moto. Ora che la neve si sta sciogliendo, si vede di nuovo la montagna di pietrisco e rocce sotto la quale è seppellita la mia casa. In questo momento starei sistemando il giardino”, racconta Nicole Kalbermatten. “Ma non c’è più nulla. Al suo posto resta quel buco insopportabile. Provo una fitta al cuore ogni volta che alzo lo sguardo verso l’alta valle”.
Il 28 maggio 2025, il villaggio di Blatten, situato nella Lötschental, nel Canton Vallese, è stato distrutto da una frana causata dal crollo del ghiacciaio di Birch. La massa di 9 milioni di metri cubi di detriti ha seppellito il 90% delle abitazioni, ostruendo completamente il corso del fiume Lonza e provocando la formazione di un lago artificiale a monte.
Due settimane dopo il disastro, in occasione di un’assemblea comunale, è stato annunciato che il villaggio verrà ricostruito entro un periodo di 3-5 anni. I costi sono stimati in almeno 500 milioni di franchiCollegamento esterno. La frana ha suscitato in tutta la Svizzera un’ondata di solidarietà: fino ad oggi sono stati raccolti 68 milioni di franchi.
Alla fine di aprile sono iniziati i lavori di costruzione di una nuova strada cantonale per collegare la bassa valle con i villaggi dell’alta Lötschental. L’inaugurazione è prevista per la fine del 2029. Nel frattempo, verrà realizzata una teleferica provvisoria, la cui entrata in funzione è prevista per la metà di dicembre 2026.
Il 28 maggio 2025, giorno della tragedia, giorno cupo e pieno di pioggia, Kalbermatten era al lavoro. Sullo schermo del suo ufficio seguiva, tramite un livestream, il movimento del ghiacciaio.
All’improvviso c’è stato il distacco del ghiacciaio, poi si è sviluppata un’immensa nuvola di polvere ed è andata via la corrente elettrica. “Lo schermo è diventato nero, così come il mio cuore”, racconta. Un collega, che stava seguendo tutto sul cellulare, ha esclamato: “Adesso vien giù tutto”. In quel momento, Nicole Kalbermatten ha capito che Blatten non c’era più. È rimasta impietrita, senza trovare il coraggio di uscire, mentre gli occhi le si riempivano di lacrime. Poi gli abbracci con chi era rimasto in ufficio.
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La musica come terapia
“Immediatamente dopo la frana le priorità non erano le prove della banda, ma stare accanto alle persone care e sostenerle”, continua la presidente, ricordando che presto è però emersa l’esigenza, soprattutto tra i più giovani e gli anziani, di ritrovarsi. “Mio padre mi ha detto che aveva bisogno di fare qualcosa, di distrarsi. Non poteva continuare a pensare a ciò che era successo”.
Le prove musicali potevano aiutare la gente a superare il dramma, permettendo loro di ritrovare frammenti di quotidianità. Il 27 giugno, quasi esattamente un mese dopo la tragedia, si è tenuta un’assemblea straordinaria. “Il comitato voleva capire se ci fosse il bisogno di una pausa o se fosse meglio andare avanti”, spiega Nicole Kalbermatten. “Tutti volevano andare avanti e così abbiamo anche deciso di partecipare alla Festa federale di musica di Bienne nel 2026”.
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Blatten dopo il disastro: tra macerie, speranza e sfide per la rinascita
Il comitato si è rimboccato le maniche. È stato elaborato un piano per ripristinare ciò che era andato perduto. Come simbolo della rinascita viene ideato un nuovo logo. Poi si devono trovare gli strumenti, visto che la maggior parte è rimasta sotto le macerie.
Infine, è stato necessario trovare un luogo per le prove: la Fafleralp Blatten viene ospitata temporaneamente nei locali delle società Alpenrose a Kippel e Minerva a Ferden. Viene inoltre creata una commissione incaricata di realizzare la nuova bandiera, un elemento dal forte valore simbolico. “La bandiera rappresenta tutto: il senso di appartenenza, la coesione, indica la direzione”, sottolinea l’alfiere Jakob Murmann. Da vent’anni è il portabandiera e ha vissuto innumerevoli momenti belli, ma anche tanti momenti tristi. Il più drammatico è stato indubbiamente quando la montagna ha trasformato Blatten in un cimitero di case.
Le associazioni sono il collante di Blatten
Jakob Murmann è tra i pochi ad avere ancora una casa. “Potrei ritornare a Blatten, ma sarei completamente solo con mia moglie, senza amici né parenti, con davanti agli occhi solo un mucchio di detriti”, spiega il portabandiera. Ora vive a Kippel.
A riunire la comunità di Blatten, sparsa nei vari villaggi della valle o altrove nel Canton Vallese, ci pensano gli eventi organizzati dalle associazioni, come il concerto della società di musica Fafleralp Blatten nella chiesa di Kippel, tenuto l’ultima domenica di luglio del 2025. “È stato un momento molto emozionante”, ricorda Nicole Kalbermatten. “C’erano tutti e tra i banchi regnava un gran silenzio. Non abbiamo però suonato per un requiem, ma per la rinascita”. Per Jakob Murmann, questi concerti sono momenti che “infondono coraggio e speranza”.
Le associazioni sono diventate il collante della popolazione di Blatten. Secondo la presidente, la banda, come il coro della chiesa o il gruppo giovani, deve continuare ad accompagnare la vita di un villaggio che non c’è più. “Che ne sarà di noi se ci sfaldiamo?”, si chiede. “Solo se restiamo uniti possiamo impedire che la frana ci divida, che ognuno vada per la sua strada e si disperda”. La paura più grande, per Kalbermatten e Murmann, è che dopo la ricostruzione, Blatten diventi solo un insieme di case di vacanza, privo di anima e di una vera comunità.
E proprio per evitare che ciò accada, ci vuole anche una bandiera attorno a cui raccogliersi, come quella consegnata all’inizio di maggio a un visibilmente emozionato Jakob Murmann. Alla Festa federale della musica di Bienne, tenutasi dal 14 al 17 maggio, ha marciato in testa alla banda con il nuovo stendardo issato sull’asta. “Gli occhi della Svizzera erano puntati su di noi. Tutti conoscono la nostra storia, ciò che stiamo vivendo”, dicono Jakob e Nicole. “Per noi è stato il momento di dire grazie per la grande solidarietà che ci è stata dimostrata. E per mostrare che ci siamo ancora, che nonostante tutto siamo ancora qui, che la frana non ci ha divisi”.
La Fafleralp Blatten interpreta Blue Jacket durante la Festa federale della musica di Bienne:
Blatten, la rinascita della banda in cinque tappe
Dopo la frana del maggio 2025, che ha distrutto gran parte del materiale della società di musica Fafleralp Blatten, la ricostruzione è iniziata già nelle settimane successive. Il valore delle perdite – strumenti, uniformi, bandiera e archivio – è stato stimato attorno ai 400’000 franchi.
Giugno 2025: il comitato elabora un piano di ricostruzione e convoca un’assemblea straordinaria. I membri decidono all’unanimità di proseguire l’attività della società e adottano un nuovo logo come simbolo del rilancio.
Estate 2025: vengono organizzati strumenti temporanei grazie al sostegno di altre società e di privati. Durante i lavori di sgombero a Blatten, alcuni strumenti vengono recuperati dalle macerie e in parte restaurati.
Da luglio 2025: la banda trova sedi provvisorie per le prove nei locali delle società di musica di Kippel e Ferden. Parallelamente viene avviata la progettazione di una nuova bandiera.
Autunno 2025: grazie alle donazioni, la società acquista nuovi strumenti e le percussioni per un valore di circa 50’000 franchi. Viene inoltre istituita una commissione per la nuova uniforme.
Maggio 2026: la nuova bandiera viene presentata ufficialmente alla Festa federale della musica di Bienne, primo grande appuntamento pubblico della banda dopo la tragedia.
A cura di Zeno Zoccatelli e Samuel Jaberg
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