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Roma sprofonda, Milano splende

L'area di Porta Nuova a Milano, con il percorso di agricoltura urbana 'MiColtivo. The green circle' e l'opera d'arte di Agnes Denes 'Wheatfield' (aprile 2015)

L'area di Porta Nuova a Milano, con il percorso di agricoltura urbana 'MiColtivo. The green circle' e l'opera d'arte di Agnes Denes 'Wheatfield' (aprile 2015)

(ANSA)

di Massimo Donelli

"La nebbia, lo smog, il freddo… Milano? Per carità! Una città dove si vive per lavorare dalla mattina alla sera, un mondo di pallidi matti ben descritto da Adriano CelentanoLink esterno in Yuppi DuLink esterno".

"Il ponentinoLink esterno, il ColosseoLink esterno, i ForiLink esterno, la buona tavola… Roma? Una città dove si lavora quel tanto che basta per vivere, un mondo di gaudenti ben descritto da Federico FelliniLink esterno ne La dolce vitaLink esterno".

Ecco, ora fate così.

Prendete i vecchi luoghi comuni che avete appena letto, infilateli in un sacchetto e cercate la prima pattumiera disponibile: nell'anno di grazia 2015 sono falsi, inattendibili, superati.

Roma non è più un paradiso in Terra (e venerdì 2 ottobre, tra pioggia e scioperi, è stata, semmai, per un giorno, l'infernoLink esterno in Terra…).

Le strade, infatti, paralizzateLink esterno da un traffico che batte quello di Buenos Aires e BangkokLink esterno, sono piene di buche che provocano terribili incidentiLink esterno. I marciapiedi sono disseminati di rifiutiLink esterno. I servizi pubblici non funzionanoLink esterno. E il centro storico è sfiguratoLink esterno: da botteghe che vendono paccottiglia cinese; e da finte trattorie, con tovaglie (in plastica) a quadretti bianchi e rossi, che servono pizze orrende e riscaldano i piatti nel microonde.

Uno sfaceloLink esterno.

Milano, al contrario, non è mai stata così bellaLink esterno.

Le vie della città gareggiano in seduzione. Il quadrilatero della modaLink esterno primeggia a livello mondiale. Corso Garibaldi, nel quartiere di BreraLink esterno, regala una passeggiata d'altri tempi. Piazza Gae AulentiLink esterno e l'intero, scintillante quartiere di Porta NuovaLink esterno rivaleggiano con la grandiosità di Piazza DuomoLink esterno. I parchi sono puliti. I servizi pubblici funzionano. I navigliLink esterno, con la nuova DarsenaLink esterno, sono stati restituiti ad antica bellezza. E la città ha scoperto una dimensione inaspettata: quella turistica.

Non è Venezia, non è Firenze, non è Napoli.

E non ha le ricchezze d'arte di Roma.

Ma Milano è diventata una meta imprescindibile per chi vuole visitare l'Italia.

E il bello è che sono spariti pure la nebbia, lo smog e il freddo…

Uno splendore.

Domanda: che cosa è successo?

Risposta: bussate alla porta della politica.

Eh sì, perché non è che Milano sia popolata di santi (TangentopoliLink esterno vi dice niente?). Però, anche ai tempi del chiacchieratissimo PsiLink esterno (Partito socialista italiano), chi ha governato la città l'ha sempre, appunto, governata. Ossia ha amministrato il territorio in maniera intelligente, puntando allo sviluppo, investendo nella cultura, scommettendo sulla moda, il design, l'architettura.

Roma, invece…

Beh, avete visto, no?

Dentro Mafia capitaleLink esterno c'erano tutti, da destra a sinistra.

Ignazio MarinoLink esterno è il primo sindaco della Storia a essere strapazzato da un ponteficeLink esterno.

E, per quanto si sforzi la memoria, è impossibile ricordare grandi opere di predecessori celebri come Walter VeltroniLink esterno o Francesco RutelliLink esterno. Per non parlare di Gianni AlemannoLink esterno

Ora, nessuno nega che Roma sia molto più vasta e complicata di Milano, per carità.

Ma è altrettanto vero che ha un potenziale enormemente superiore.

Peccato, però, che non lo sfrutti, anzi.

L'incendioLink esterno all'aeroporto di Fiumicino, il crollo del soffitto nel metroLink esterno a Piazza di Spagna (!), la paralisi sistematica alla minima pioggiaLink esterno rivelano una trasandatezza inaccettabile. E se proprio volete vedere con i vostri occhi la prova provata del degrado, vi basterà fare una passeggiata dentro e attorno alla Stazione TerminiLink esterno, un autentico manifesto della vergognaLink esterno.

Adesso il timore è che il confronto ExpoLink esterno-GiubileoLink esterno metta ancor più a nudo l'abissale gap che separa la Capitale da Milano.

Un timore fondato: il Vaticano ha lanciato l'allarmeLink esterno e il governo ha sentito il bisogno di mettere in campo il prefetto Franco GabrielliLink esterno.

Non uno qualunque: Gabrielli è stato a capo della Protezione civileLink esterno, gestendo alluvioni, terremoti, il recupero della Costa ConcordiaLink esterno e quant'altroLink esterno.

Volevate un'ulteriore certificazione del collasso romano?

Eccola: per salvare il salvabile, hanno dovuto chiamare Mister Disastri…

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