confini italiani aperti Colazione e capelli oltre frontiera

Di Simone della Ripa, Rsinews

Sin dal primo mattino Lavena Ponte Tresa (Varese) ha visto l'ingresso sul territorio italiano di numerosi ticinesi.

Aute ferme al valico di Lavena Ponte Tresa

Aute in coda al valico di Lavena Ponte Tresa

Keystone / Karl Mathis

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Non c'è stato nessun esodo da parte dei ticinesi in Italia ma, è innegabile, le città di confine si sono animate sin dalle prime ore della riapertura del confine italiano con la presenza di svizzeri tuttavia poco inclini ad essere ripresi o intervistati. Le auto passavano alla spicciolata incrociando un lungo serpentone di macchine in colonna per controlli rafforzati al valico ticinese di Ponte Tresa. Il servizio di Rsinews dalla città di confine.

I gerenti di bar, saloni di bellezza e le estetiste intravedono già segnali di ripresa con qualche appuntamento da mettere in agenda ma la parola d'ordine è "prudenza". In molti fanno notare che permane il timore per quanto accaduto con il COVID-19.

Dato curioso, infine, è la "fatica" da parte dei ticinesi ad indossare costantemente la mascherina di protezione sul volto, che in Italia non è opzionale ma obbligatoria. "Rimaniamo qui fuori seduti al bar - dicono alcuni avventori di una nota pasticceria - perché qui non siamo obbligati a tenerla". Ulteriori dettagli nel TG della RSI:


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