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Al vertice Apec, la Cina disegna il suo ordine regionale

Carta di Laura Canali

Carta di Laura Canali

(tvsvizzera)

di Giorgio Cuscito (Limes)

A Pechino, durante il summit della Cooperazione economica dell'Asia Pacifico, Xi propone un accordo di libero scambio che potrebbe sovrapporsi alla Tpp voluta dagli Usa e definisce il "Sogno dell'Asia-Pacifico". Il gelo con Abe e gli accordi con Obama e Putin.

Dal 5 all'11 novembre a Pechino si è tenuto il summit della Cooperazione economica dell'Asia PacificoLink esterno (Apec, dall'inglese Asia Pacific economic cooperation). L'evento ha rappresentato una grande occasione per la Cina di Xi Jinping, che ha potuto affermare il suo ruolo di fulcro della crescita economica mondiale e proporre il proprio ordine regionale di fronte al presidente Usa Barack Obama, al suo omologo Vladimir Putin e al primo ministro giapponese Shinzo Abe.

L'Apec, creato alla fine della Guerra Fredda, è un forum composto dalle economie di 21 paesiLink esterno che si affacciano sull'Oceano Pacifico, il cui interscambio è pariLink esterno al 48% del commercio mondiale. Il suo scopo principale è promuovere il libero scambio e la cooperazione economica.

Via libera per l'Ftaap

Su proposta di Pechino, il forum Apec ha lanciato la roadmapLink esterno della Free trade area of the Asia Pacific (Ftaap), un'area di libero scambio proposta per la prima volta nel 2004 che coprirebbe metà del commercio e dell'economia globale. A tal proposito sarà condotto uno "studio strategico collettivo" i cui risultati saranno noti nel 2016.

L'Ftaap è la risposta cinese alla Trans-Pacific partnership (Tpp)Link esterno, il lato economico del Pivot to Asia, la strategia degli Usa per contenere l'ascesa di Pechino. La Tpp prevede standard stringenti per quanto riguarda la tutela dei lavoratori, della proprietà intellettuale e dell'ambiente. Argomenti che la Repubblica popolare cinese (Rpc) tratta con imbarazzo. L'obiettivo della Tpp è isolare economicamente la Cina, che infatti non partecipa ai negoziati, oppure costringerla a rispettare le regole del gioco stabilite dagli Usa.

Nonostante ciò, Xi ha detto che l'Ftaap può rappresentare "l'aggregazione" della Tpp e della Regional comprehensive economic partnership (Rcep), promossa in precedenza dalla Cina per affermare il suo ruolo guida nell'economia regionale.

Durante il summit, Pechino ha anche proposto la realizzazioneLink esterno di un network transnazionale tra le agenzie governative impegnate nel contrastare la corruzione, un campo in cui la Cina di Xi è già particolarmente attiva sul piano domestico.

Il "Sogno dell'Asia Pacifico"

Di fronte a 1.500 imprenditori invitati al summit, Xi ha esaltato il ruolo della Cina nell'economia mondiale, sottolineandoLink esterno che gli investimenti cinesi in uscita ammonteranno a 1.250 miliardi dollari nei prossimi 10 anni. Il presidente ha poi introdotto la teoria della "nuova normalitàLink esterno" per la crescita economica cinese, basata su un incremento annuo del pil (7.7% nel 2013) meno accentuato rispetto agli ultimi trent'anni (intorno al 10%), miglioramento progressivo della struttura economica e maggiore rilevanza dell'innovazione rispetto agli investimenti.

Sul piano regionale Xi ha affermato che i paesi dell'Apec hanno il dovere di realizzare il "Sogno dell'Asia PacificoLink esterno", basato su un "destino comune" di pace, sviluppo e benefici comuni. Il concetto evoca il "Sogno della CinaLink esterno", introdotto circa due anni fa, che integra le aspirazioni nazionali con quelle dell'individuo e si basa su una crescita sostenuta.

Il presidente cinese ha poi annunciato che Pechino verseràLink esterno 40 miliardi di dollari nel fondo per lo sviluppo infrastrutturale dedicato alla Silk Road Economic BeltLink esterno, il progetto infrastrutturale multimodale che collegherà l'Impero del Centro all'Europa attraverso una rotta terrestre e una marittima. La prima in particolare ripercorre l'antica Via della seta passando per Asia Centrale e Medio Oriente.

Pechino vuole potenziare gli scambi commerciali e gli investimenti riducendo allo stesso tempo la sua dipendenza dalle vie marittime, controllate principalmente dagli Stati Uniti. Questa strategia potrebbe spingereLink esterno la Cina a svolgere un ruolo più attivo nel mantenimento della stabilità in Medio Oriente e Asia Centrale, regioni con cui lo scambio commerciale è aumentatoLink esterno notevolmente negli ultimi anni.

Gli accordi tra Xi e Obama

L'incontro tra Xi e Obama, reduce dalla vittoria dei repubblicaniLink esterno alle elezioni di midterm, è stato il più importante.

Il presidente cinese ha propostoLink esterno di lavorare con gli Usa a un nuovo tipo di "relazioni tra grandi paesi" che escluda il conflitto e che preveda il rispetto reciproco (incluso quello della sovranità territoriale), la prosperità comune e la collaborazione in una molteplicità di campi: commerciale, militare, anti-terrorismo, energia, cambiamento climatico, salute, infrastrutture eccetera. Inoltre, Pechino si è detta disposta a cooperare riguardo la questione del nucleare iraniano, la denuclearizzazione della penisola coreana, l'Afghanistan e il controllo delle epidemie.

I due leader hanno raggiunto un accordoLink esterno per contenere l'aumento delle emissioni di gas serra. Si tratta di una decisione storica: Usa e Cina (che per la prima volta prende un simile impegno) producono insieme il 45% delle emissioni di anidride carbonica e un loro passo in avanti su questo tema potrebbe aprire la strada a un accordo globale sull'inquinamento. Obama ha detto che gli Stati Uniti puntano a ridurre entro il 2025 le loro del 26-28% rispetto al 2005. La Cina intende raggiungere il picco di emissioni intorno il 2030 e aumentare l'utilizzo di combustibili non fossili del 20%. I due leader hanno anche raggiunto un'intesaLink esterno per migliorare le relazioni tra i loro eserciti, istituire un meccanismo di informazione reciproca sulle principali operazioni militari e un codice di condotta in caso d'incontro tra le rispettive forze navali e aeree. Poi è stato raggiunto un accordo per eliminare le tariffe su una serie di prodotti tecnologici, tra cui semiconduttori, strumenti medici e sistemi Gps. Inoltre, Xi e Obama sono a favore della ripresa dei negoziatiLink esterno per aggiornare l'Information technology agreementLink esterno (Ita), presso l'Organizzazione mondiale del Commercio. L'Ita prevede che i paesi partecipanti eliminino completamente i dazi sui prodotti informatici contemplati dall'accordo.

Il presidente Usa ha sottolineato l'importanza di riprendere i lavori in seno al comitato congiunto sul ciberspionaggioLink esterno, un'attività di cui i due paesi si accusano reciprocamente. A maggio gli Stati Uniti hanno accusatoLink esterno dei militari cinesi per aver hackerato siti di aziende americane e rubato segreti commerciali, perciò la Cina ha sospeso la sua partecipazione al comitato. Pechino ha da poco approvato una nuova leggeLink esterno per contrastare lo spionaggio, condotto indaginiLink esterno sulle organizzazioni non governative straniere sul proprio territorio e accusato "forze straniere" di appoggiare le proteste pro-democratiche di Hong KongLink esterno.

La questione delle Regione ad amministrazione speciale cinese è stata affrontata con una certa cautela da Obama, che ha mostrato la sua preoccupazione per la tutela dei diritti umani, ma ha anche detto che la priorità è evitare l'uso della forza. Il problema di Hong Kong, unito alle contese nel Mar Cinese Orientale e MeridionaleLink esterno, può essere sfruttato da Washington per rallentare i progetti regionali di Pechino.

A margine del summit, il presidente Usa ha tentato di portare avanti i negoziati per la Tpp invitando presso l'ambasciata Usa a Pechino i rappresentanti degli 11 potenziali paesi membri. Con alcuni di loro Washington fatica a trovare un'intesa su argomenti come l'accesso al mercato (vedi Giappone), la stessa proprietà intellettuale, il ruolo delle aziende di proprietà statale.

Gelo tra Xi e Abe

La stretta di mano tra il presidente cinese e il primo ministro giapponese, al loro primo incontro ufficiale, è stata piuttosto fredda (qui il videoLink esterno). Nei giorni precedenti Pechino e Tokyo hanno ammessoLink esterno per la prima volta "l'esistenza di posizioni diverse" sulla questione delle isole contese Diaoyu/SenkakuLink esterno e hanno concordato la creazione di un meccanismo di gestione delle crisi. Si è trattato apparentemente di un gesto di riappacificazione dopo le tensioni dello scorso anno, cominciate quando Pechino ha creato una zona d'identificazione per la difesa aereaLink esterno che includeva anche l'arcipelago conteso.

Fino a oggi Tokyo ha affermato la sua sovranità sulle Diaoyu/Senkaku negando l'esistenza di qualunque disputaLink esterno. Per i media cinesiLink esterno il riconoscimento di posizioni diverse sulle Diaoyu/Senkaku equivale a un'ammissione in tal senso. Una prospettiva che i giapponesi rifiutanoLink esterno. Insomma, lo storico antagonismoLink esterno tra i due paesi permane.

Altro gas russo in arrivo

Xi e Putin hanno firmato degli accordi per la cooperazione energetica, incluso una dichiarazione d'intesa per lo sviluppo di una seconda rottaLink esterno per il trasporto di gas russo dalla Siberia occidentale alla Cina dell'Ovest. La primaLink esterno, concordata nei mesi scorsi, è già in costruzione e dovrebbe entrare in funzione nel 2018. Il riavvicinamento tra Russia e Cina, in corso da qualche tempo, ha subito un'accelerazione con l'inizio della crisi in Ucraina. L'attuazione da parte dell'Occidente di sanzioni economiche contro Mosca, la decisione di quest'ultima di cercare un nuovo partner energetico oltre l'Ue e la sete energetica della Cina hanno reso possibile il matrimonio d'interessi. Tuttavia non si può parlare di alleanza. I due paesi, infatti, hanno storicamente progetti geopolitici contrastanti e 4 mila chilometri di confine in comune.

Un punto per Xi

Il summit si è concluso nettamente a favore della Cina.

Pechino ha dato maggiore concretezza ai suoi progetti di politica estera, nel segno dell'apparente ascesa pacifica dell'Impero del Centro e della collaborazione con gli Usa. Con la nuova Via della seta, la Ftaap e il "Sogno dell'Asia Pacifico", Xi ha proposto il suo ordine regionale, che può potenzialmente sovrascrivere quello pensato dagli Usa. In più ha stretto ulteriormente i rapporti con Putin (essenziale per contrastare il Pivot to Asia), il quale invece ha dialogatoLink esterno per poco tempo con Obama sui dossier Ucraina, Siria e Iran. Questo summit potrebbe dare inizio a una nuova fase del rapporto tra Cina e Usa, in cui entrambe potrebbero intensificare gli sforzi per dettare le regole in Estremo Oriente. Resta da vedere se e come le loro rispettive strategie collideranno.

Per approfondire: Cina Russia Germania unite da ObamaLink esterno

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