La televisione svizzera per l’Italia

Vannacci lancia “Futuro Nazionale” e sfida da destra Giorgia Meloni

Vannacci durante la presentazione del nuovo partito.
AP Photo/Gregorio Borgia

La notizia della settimana per la stampa svizzera è il congresso fondativo di Futuro Nazionale, il nuovo partito dell'ex generale Roberto Vannacci. Sullo sfondo, altre tre storie italiane: la Sicilia che diventa meta di tendenza per i turisti svizzeri, la Traviata all'Arena di Verona, trasformata in un grande spettacolo visivo e il bestseller dell'italo-americano Alec Ross, The Italian Dream, che invita l'Italia a ritrovare fiducia e spirito d'iniziativa. 

Il nuovo partito di Roberto Vannacci e le preoccupazioni della destra italiana

Apriamo con Futuro Nazionale, movimento politico fondato dall’ex generale Roberto Vannacci. Un fenomeno che sta suscitando preoccupazione e l’attenzione della stampa internazionale, anche svizzera. Come ricostruisce il quotidiano romando 24 HeuresCollegamento esterno, il primo congresso si è svolto a Roma il 13 giugno 2026 davanti a migliaia di sostenitori. Vannacci ha fatto della “remigrazione” degli stranieri e dell’esclusione identitaria i suoi cavalli di battaglia. L’evento, vietato ai media ma trasmesso online, ha consacrato la retorica di rivendicazione dell’emarginazione e un tono volutamente provocatorio, con dichiarazioni e slogan che mirano a catalizzare l’elettorato della destra più dura. 

Il profilo personale e politico di Vannacci è centrale per comprendere il movimento. Come scrive il Tages AnzeigerCollegamento esterno, l’ex comandante delle forze speciali è diventato figura pubblica dopo la pubblicazione del libro Il mondo al contrario (2023), che contiene passaggi omofobi e dichiarazioni contro le minoranze, e che gli è valso la sospensione dall’esercito. Sfruttando la notorietà scatenata dalla polemica, Vannacci è stato poi reclutato dalla Lega di Matteo Salvini per le elezioni europee del 2024. La successiva rottura con la Lega e la fondazione di Futuro Nazionale, conclude il quotidiano zurighese, segnano la sua ascesa come leader di una destra più radicale. 

I contenuti programmatici e le alleanze del nuovo partito suscitano interrogativi. La televisione svizzera di lingua francese, RTSCollegamento esterno, segnala che la manifestazione di Roma ha raccolto gruppi neofascisti e formazioni come CasaPound e che tra i partecipanti sono stati documentati saluti fascisti. Il manifesto di Futuro Nazionale promuove politiche migratorie rigidissime, la priorità nazionale nelle politiche sociali e una retorica sovranista e identitaria. La presenza di figure ideologiche vicine a riferimenti post-fascisti, come il giovane filosofo Lorenzo Gasperini citato da 24 Heures, alimenta i sospetti su richiamo a nostalgie mussoliniane, pur con analisti che classificano Vannacci essenzialmente come un populista. 

Sul piano elettorale e strategico, il Tages Anzeiger osserva che Futuro Nazionale si colloca alla destra di Fratelli d’Italia e della Lega e potrebbe attrarre tra il 4 e il 5% degli elettori. Il portale online Watson.chCollegamento esterno aggiunge infine che il partito rappresenta una variabile che potrebbe frammentare l’area di centro-destra e complicare la gestione della coalizione guidata da Giorgia Meloni, la quale ha pubblicamente preso le distanze dalle posizioni di Vannacci. 

Ogni settimana proponiamo un riassunto dei temi che riguardano l’Italia di cui si è occupata la stampa della Svizzera tedesca e francese. Se vi interessa riceverla comodamente nella vostra casella di posta elettronica, potete abbonarvi alla nostra newsletter gratuita “La selezione della settimana”.

L'arena di Verona vista dall'alta in una foto notturna.
L’Arena ospita circa 10’000 spettatori. Perché le grandi produzioni tornino in pareggio servono almeno 7’000 presenze serali. AP Photo/Mandatory Credit, Gianfranco Fainello

La Traviata all’Arena di Verona, tra spettacolo e intimità

A due giorni dalla prima, una tromba d’aria ha distrutto parte dello scenografico allestimento del “Moulin‑Rouge” progettato per La Traviata all’Arena di Verona, rischiando di compromettere l’avvio della stagione. Il crollo, scrive la Neue Zürcher ZeitungCollegamento esterno, ha messo in luce la fragilità dell’evento, ma anche la capacità organizzativa del festival più antico d’Europa. 

Cecilia Gasdia, la sovrintendente dell’Arena e del Teatro Filarmonico, mantiene un atteggiamento misurato e rassicurante. La sua esperienza da cantante e i ricordi di una simile tempesta negli anni Settanta – osserva la NZZ – le sono probabilmente serviti a rimanere calma. Il meteo non è però l’unica spada di Damocle che oscilla sulla manifestazione.  Dal 2018, però, Cecilia Gasdia ha ridotto un pesante indebitamento nonostante pandemia, inflazione e costi produttivi in crescita. 

L’Arena ospita circa 10’000 spettatori. Perché le grandi produzioni tornino in pareggio – scrive il quotidiano zurighese – servono almeno 7’000 presenze serali. Solo il 40% del pubblico è italiano: prevalgono i turisti, con una consistente quota di persone di lingua tedesca. Il repertorio di grande richiamo include AidaNabuccoTurandot e CarmenLa Traviata, per sua natura intimista – sottolinea la NZZ – non sembrava destinata al grande anfiteatro. 

La nuova messa in scena di Paul Curran punta sullo spettacolo, trasformando l’opera in una festa visiva dominata dal mondo del Moulin‑Rouge. Le scenografie di Juan Guillermo Nova, i costumi di Stefano Ciammitti e i numerosi effetti – fontane, cristalli, pioggia di coriandoli – suscitano ovazioni e stupore. Non manca un richiamo iconico a Zeffirelli, scrive la NZZ, che ha segnato la storia scenica dell’Arena. 

A bilanciare l’apparato visivo è l’esecuzione musicale: l’orchestra del Teatro Filarmonico privilegia una drammaturgia che mette a nudo la scrittura di Verdi. La qualità sonora dell’anfiteatro – aggiunge la Neue Zürcher Zeitung – consente di restituire la trasparenza e l’intimità del tessuto orchestrale.  

Gasdia, il cui mandato scadrà nel marzo 2028, pensa a un ampliamento prudente del repertorio veronese – da Otello e La forza del destino a titoli pucciniani e donizettiani, fino al ritorno di Mefistofele – sempre bilanciando esigenze economiche, attese del pubblico e ambizione artistica. Come conclude la NZZ, questo equilibrio resta la vera sfida dell’Arena. 

La cattedrale di Palermo.
La cattedrale di Palermo, una delle tante bellezze architettoniche della Sicilia. EPA/Igor Petyx

La Sicilia attrae i turisti svizzeri, ma le coste diventano più care

La Sicilia sta vivendo un vero e proprio boom tra i turisti svizzeri. I dati citati dal portale online 20 MinutenCollegamento esterno indicano una crescita marcata delle prenotazioni: secondo Dertour Suisse le prenotazioni per la destinazione sono aumentate di circa il 133% dalla fine di febbraio, favorita dalla ricerca di mete facilmente raggiungibili e percepite come sicure nel Mediterraneo. Tra i fattori che alimentano l’interesse vi sono l’esposizione mediatica – con il matrimonio di celebrità come Dua Lipa e la popolarità di set televisivi come la seconda stagione di White Lotus – e il fenomeno del cosiddetto setjetting, cioè il desiderio di visitare luoghi visti in film e serie. 

20 Minuten riporta inoltre che, sebbene la Sicilia sia oggi tra le destinazioni con la più rapida crescita di domanda, altre regioni italiane restano molto richieste: Calabria (ha registrato un aumento delle prenotazioni svizzere di oltre il 300%), Veneto, Puglia e il Sud della Sardegna. Edelweiss segnala in particolare una forte domanda per la Sardegna, con frequenze di volo verso Olbia e Cagliari in aumento. I tour operator interpellati dal quotidiano suggeriscono alcune tappe imperdibili per chi visita la Sicilia: la Scala dei Turchi per i suggestivi scogli bianchi, il borgo di San Vito Lo Capo e i suoi ristoranti tipici, e un’escursione sull’Etna per ammirare i contrasti tra lava e paesaggio. 

Secondo blue NewsCollegamento esterno, però, il fascino delle coste italiane è sempre più penalizzato dall’aumento dei prezzi che grava sui bagnanti. Più sistematica è l’analisi citata da blue News dell’organizzazione di consumatori Altroconsumo, che ha monitorato 222 stabilimenti balneari in dieci località: i prezzi per ombrellone e due lettini sono aumentati in media del 6% nel 2026 rispetto all’anno precedente e di circa il 24% rispetto a cinque anni fa. 

blue News sottolinea come le differenze territoriali siano significative: ad Alassio (Liguria) il costo medio settimanale per ombrellone e due lettini raggiunge i 340 euro, mentre località come Lignano, Rimini o Senigallia risultano molto più economiche. Anche in Sicilia i rincari sono pronunciati, con Taormina e Giardini Naxos in aumento del 16%. blue News ricorda infine che entro giugno 2027 l’Italia dovrà rimettere a gara circa 30’000 concessioni demaniali per effetto della direttiva Bolkestein, una riforma che potrebbe tradursi in ulteriori aumenti dei costi per i bagnanti. L’Italia resta una meta ambita, conclude blue News, ma il classico giorno di mare con gelato, ombrellone e lettino è sempre più questione di budget. 

La Primavera di Botticelli.
Ross invoca un nuovo equilibrio tra tradizione e modernità: valorizzare il patrimonio artistico e umano senza rinunciare all’innovazione. Ufficio stampa Galleria degli Uffizi

Il sogno italiano di Alec Ross e il suo appello per il rilancio dell’Italia

Chiudiamo con un invito di Alec Ross, un investitore ed esperto di tecnologia italoamericano di origine abruzzese. Nel suo libro The Italian Dream, diventato un bestseller, Ross chiede all’Italia di riscoprire fiducia e capacità d’azione. Come scrive la Neue Zürcher ZeitungCollegamento esterno, Ross – che ha lavorato come consulente per l’innovazione al Dipartimento di Stato di Hillary Clinton e nel team tecnologico di Barack Obama – sta suscitando interesse e dibattito nella Penisola 

Ross, che la NZZ descrive come figura mediatica e comunicatore brillante, parla italiano e divide l’opinione pubblica: dalla scrittrice Dacia Maraini alla showgirl Michelle Hunziker, molti apprezzano il suo messaggio. Il quotidiano non cita per contro chi non apprezza questo messaggio. L’autore richiama la propria storia familiare – nonni emigrati dall’Abruzzo e ascesa nel sogno americano – per argomentare che l’Italia possiede risorse storiche e culturali ancora non sfruttate. 

La diagnosi di Ross è severa: all’Italia mancano “fiducia” e “agency”, cioè la capacità di agire e influire sul proprio destino. Il Paese è pervaso da una nostalgia culturale, riporta il quotidiano elvetico, che premia chi rivendica antiche paternità gastronomiche anziché chi innova. A ciò si aggiungono salari stagnanti, fuga di giovani, invecchiamento della popolazione e una burocrazia opprimente incarnata dalla figura del notaio, che è diventata simbolo di un sistema fondato sulla sfiducia.

Ross invoca un nuovo equilibrio tra tradizione e modernità: valorizzare il patrimonio artistico e umano senza rinunciare all’innovazione. Imparare a “fare squadra” – come scrive lui stesso – superando polemiche quotidiane e piccole strategie politiche. Il suo tour di conferenze, podcast e apparizioni televisive, osserva la NZZ, dimostra che il tema tocca una corda sensibile nell’animo degli italiani. 

Resta aperta la questione se l’Italia sia pronta ad accogliere questa dose di pragmatismo americano, osserva la Neue Zürcher Zeitung: molti ascoltano, scrive il foglio zurighese, ma pochi paiono credere davvero nella possibilità di cambiamento. Negli ultimi giorni il dibattito sul “declino” è riemerso anche per ragioni calcistiche con la mancata qualificazione degli Azzurri, a segnare lo stato d’animo nazionale.

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