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Swisscom, l’utile cala ma la scommessa sull’Italia vale 8 miliardi

Il logo di Swisscom.
Keystone / Til Buergy

Swisscom chiude il 2025 con un utile netto in calo del 17,6% a 1,27 miliardi di franchi. Un risultato su cui pesano i costi dellacquisizione di Vodafone Italia. Nonostante l'impatto a breve termine, l'azienda elvetica aumenta il dividendo e guarda al futuro, puntando a diventare leader nel competitivo mercato italiano grazie alla fusione con la controllata Fastweb. 

L’utile netto di Swisscom ha subito una contrazione significativa nel corso del 2025, attestandosi a 1,27 miliardi di franchi. Un dato che, a prima vista, potrebbe allarmare gli investitori ma che, a un’analisi più attenta, rivela una precisa strategia di crescita a lungo termine. La causa principale di questa flessione è da ricercarsi nei costi legati all’acquisizione di Vodafone Italia, un’operazione da 8 miliardi di euro che rappresenta la più grande nella storia dell’azienda di telecomunicazioni elvetica, controllata al 51% dalla Confederazione. 

Nasce il secondo operatore italiano

La fusione ha dato vita a un operatore leader, il secondo per dimensioni in Italia dopo TIM, con una quota di mercato stimata intorno al 26% nel mobile e al 31% nella banda larga, e un primato assoluto nel settore della fibra ottica. La nuova entità punta a generare sinergie significative, stimate in circa 600 milioni di euro all’anno a partire dal 2029. Questi benefici futuri, tuttavia, richiedono investimenti iniziali: i costi di integrazione previsti ammontano a circa 700 milioni di euro entro il 2027, e sono proprio questi oneri a pesare oggi sui conti di Swisscom.

L’operazione non è stata esente da critiche in Svizzera, dove l’UDC ha condannato le “avventure all’estero” di un’azienda a partecipazione statale. Il Consiglio federale ha comunque dato il suo benestare, ponendo come condizione una chiara separazione strutturale e organizzativa tra le attività in Italia e quelle sul suolo elvetico. 

Un’acquisizione complessa

L’iter che ha portato alla nascita del nuovo attore delle telecomunicazioni in Italia è stato lungo e complesso. Annunciata nel febbraio 2024 e siglata a marzo dello stesso anno, l’acquisizione ha richiesto un articolato processo di approvazione che ha coinvolto numerose autorità italiane ed europee. Dopo aver ottenuto il via libera dalla Commissione federale della concorrenza (COMCO) e dalla Presidenza del Consiglio dei ministri italiano (nell’ambito della normativa sul Golden Power) a maggio, è arrivato il benestare della Commissione Europea a settembre. L’autunno ha visto le approvazioni delle autorità italiane AGCOM e AGCM (Antitrust), culminate con il sigillo finale del Ministero delle Imprese e del Made in Italy a dicembre 2024. Il processo si è concluso legalmente il primo gennaio 2026, con la fusione per incorporazione di Vodafone Italia in Fastweb S.p.A.

La logica dietro questa imponente operazione è puramente strategica, una risposta necessaria alla natura del mercato italiano, caratterizzato da un’intensa competizione che ha portato a una progressiva erosione dei margini di guadagno. Swisscom, già presente in Italia dal 2007 con Fastweb, un operatore forte nella rete fissa e nella banda larga, ha visto in Vodafone Italia il tassello mancante per creare un’offerta convergente completa e raggiungere la scala necessaria per competere efficacemente. Vodafone, d’altro canto, portava in dote una solida posizione nel mercato della telefonia mobile.

Un sacrificio finanziario necessario

Andando più a fondo nei conti del gruppo, si scopre un quadro più sfumato. La marginalità operativa (il cosiddetto EBITDA, ovvero i ricavi meno i costi operativi, esclusi ammortamenti e svalutazioni) ha registrato una lieve flessione dell’1,2%, attestandosi a 4,98 miliardi di franchi, così come i ricavi, scesi del 2% a 15,05 miliardi. A pesare su questi numeri, oltre ai già citati costi per l’integrazione di Vodafone, sono stati il generale rallentamento del settore e un franco svizzero forte, che ha reso meno profittevoli le attività in Italia.

Nonostante questo scenario, la fiducia della direzione rimane solida, come dimostrano le parole del CEO Christoph Aeschlimann, “particolarmente soddisfatto” di poter “annunciare un nuovo aumento dei dividendi dopo oltre un decennio”. La prova concreta è la decisione di premiare gli azionisti aumentando il dividendo da 22 a 26 franchi, con la prospettiva di un ulteriore aumento a 27 franchi se nel 2026 verranno centrati i traguardi prefissati.

Il calo degli utili di Swisscom è dunque la conseguenza calcolata di un investimento strategico di vasta portata. La creazione di un operatore convergente forte e competitivo in Italia, attraverso l’unione delle forze di Fastweb e Vodafone, posiziona il gruppo svizzero per una crescita sostenibile e redditizia nel lungo periodo, giustificando l’attuale sacrificio finanziario in vista di un futuro da protagonista nel mercato italiano.

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