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Siccità, il Piemonte chiede più acqua al Ticino

vista su un lago
Il Lago Maggiore si trova circa un metro sotto la media stagionale e i bacini idroelettrici ticinesi (in primo piano la diga della Verzasca) sono riempiti solo al 40%. Keystone / Gaetan Bally

Il Po è ai minimi storici e l’agricoltura è in difficoltà, ma anche il Lago Maggiore e i bacini idroelettrici ticinesi registrano livelli preoccupanti.

Il Piemonte chiede aiuto al Ticino per far fronte alla siccità. Mercoledì mattina il Consiglio di Stato ha ricevuto dalla Regione una richiesta di aumentare il rilascio d’acqua dai bacini situati a nord del territorio piemontese, così da sostenere il livello del Po e limitare le conseguenze per l’agricoltura.

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Il fiume ha raggiunto valori talmente bassi da spingere il Piemonte a chiedere lo stato d’emergenza e a rivolgersi sia alla Valle d’Aosta sia al Canton Ticino. La risposta del Governo ticinese è attesa nei prossimi giorni, ma la situazione sul versante svizzero lascia poco margine.

Il Lago Maggiore si trova infatti circa un metro sotto la media stagionale e a pochi centimetri dal minimo storico. L’Ufficio dei corsi d’acqua ha inoltre comunicato che il rilascio dallo sbarramento di Sesto Calende è già stato ridotto da alcune settimane.

Bacini al 40% di riempimento

Anche i serbatoi alpini, fondamentali per la produzione di energia idroelettrica, presentano livelli nettamente inferiori rispetto agli ultimi anni.

“Attualmente il grado di riempimento è attorno al 40%. Basti pensare che nel 2024 il grado di riempimento era attorno all’88%, anche se va detto che il 2024 è stato uno degli anni più positivi a livello di produzione idroelettrica degli ultimi decenni”, spiega Luca Gut, capo dell’Ufficio dell’energia del Canton Ticino, alle telecamere del Quotidiano.

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Nel 2023 e nel 2025 il grado di riempimento si situava invece tra il 55% e il 66%. Il dato attuale è quindi particolarmente basso, anche considerando che l’estate è ancora nella sua fase iniziale.

“Per le prossime settimane, molto dipenderà dalle precipitazioni. Si fanno le analisi sulla base dei dati conosciuti. È chiaro che, per sapere come sarà l’andamento futuro, tutto dipenderà dalle precipitazioni che ci saranno”, continua Gut. “Probabilmente, però, non si riuscirà a tornare ai valori di media decennale, ma si spera di riuscire comunque a coprire parte di quanto perso finora”.

La situazione rimane dunque incerta, mentre il Piemonte attende di sapere se dal Ticino potrà arrivare un maggiore apporto d’acqua.

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