Sì a un contributo federale alle vittime di Crans-Montana
Via libera dal Consiglio degli Stati al contributo di 50’000 franchi per le vittime di Crans-Montana. Approvata a larga maggioranza, la legge federale urgente passa ora al Consiglio nazionale, che dovrà decidere entro la fine di questa sessione parlamentare.
Un silenzio carico di commozione ha avvolto l’aula del Consiglio degli Stati prima che il dibattito avesse inizio. Un silenzio in memoria delle vittime, per lo più giovani e giovanissimi, la cui vita è stata tragicamente interrotta nella notte di San Silvestro. Poi, la discussione che ha messo a nudo le diverse sensibilità di un Paese che si interroga su come rispondere a una catastrofe di tale portata.
Con 33 voti favorevoli, 3 contrari e 7 astensioni, la Camera alta ha infine approvato la legge federale urgente che stanzia 7,8 milioni di franchi per un contributo di solidarietà una tantum di 50’000 franchi, destinato alle famiglie delle persone decedute e a coloro che sono stati ricoverati in ospedale in seguito al rogo del “Le Constellation” in cui 41 persone hanno perso la vita e 115 sono rimaste ferite.
Una risposta straordinaria a una tragedia straordinaria
Il Consiglio federale ha trasmesso il messaggioCollegamento esterno al Parlamento il 25 febbraio 2026, chiedendo di deliberare sulla nuova legge federale nel corso della sessione primaverile (2-20 marzo 2026) e di dichiararla urgente affinché gli aventi diritto ricevano sostegno il prima possibile. La proposta del Governo si fonda su un’analisi condotta dall’Ufficio federale di giustizia, che evidenzia come l’attuale sistema di aiuto alle vittime, composto da prestazioni LAVCollegamento esterno (legge federale concernente l’aiuto alle vittime di reati), assicurazioni sociali e assicurazioni di responsabilità civile, sia pensato principalmente per casi individuali.
I beneficiari saranno gli stessi del contributo vallesano di aiuto immediato: le famiglie dei deceduti e le persone ospedalizzate
Un evento di tale portata, con un numero così elevato di vittime e una complessità di situazioni senza precedenti, ha messo in luce importanti lacune: risorse assicurative insufficienti, necessità di coordinamento tra numerosi aventi diritto e rischio di trattamenti diseguali per chi non è assicurato in Svizzera.
Il contributo di solidarietà di 50’000 franchi per ogni vittima è stato concepito come un aiuto rapido e non burocratico, per alleviare le difficoltà finanziarie immediate e per testimoniare la vicinanza dell’intera nazione. I beneficiari saranno gli stessi del contributo vallesano di aiuto immediato, vale a dire le famiglie dei deceduti e le persone ospedalizzate in seguito al rogo.
Una questione rimasta inizialmente aperta riguarda i 30 pazienti trattati in regime ambulatoriale: la legge e il decreto finanziario si contraddicono su questo punto, e la Commissione si è orientata sul criterio del ricovero ospedaliero, lasciando al Consiglio nazionale il compito di chiarire definitivamente la questione.
Il dibattito in aula: tra solidarietà e preoccupazioni giuridiche
Il dibattito in aula ha evidenziato la complessità della situazione e le diverse sensibilità in gioco. Da un lato, la stragrande maggioranza dei “senatori” ha convenuto sulla necessità di un intervento rapido e incisivo, sottolineando il carattere eccezionale dell’evento e l’urgenza di non lasciare sole le vittime e le loro famiglie.
Dall’altro lato, non sono mancate le voci critiche. Pirmin Schwander (UDC, destra sovranista) ha proposto, senza successo, di non entrare in materia, sostenendo che il sistema di aiuto alle vittime già prevede prestazioni di pronto soccorso e di transizione per evitare che le famiglie colpite da disgrazie si trovino in difficoltà finanziarie. “Con questa legge stiamo inviando un segnale sbagliato a livello internazionale”, ha infine ammonito. Come alternativa, Schwander ha proposto che la Confederazione versasse un importo fisso nel fondo di aiuto del Canton Vallese (vedi sotto).
Un “robusto anticipo” e non una prestazione cumulativa
Per rispondere alle preoccupazioni sull’uguaglianza giuridica e sul rischio di creare un precedente, la Commissione degli affari giuridici, sotto la guida del suo presidente Andrea Caroni, ha inserito nella legge un’importante clausola: il diritto di regressoCollegamento esterno. Questo significa che la Confederazione, dopo aver versato il contributo di solidarietà, potrà rivalersi sui responsabili del danno e su terzi civilmente responsabili, una volta che questi avranno soddisfatto tutte le altre pretese.
Il diritto di regresso permetterà allo Stato di recuperare le somme versate qualora venissero accertate responsabilità specifiche
Caroni ha precisato che, realisticamente, questo meccanismo potrebbe entrare in gioco in caso di responsabilità dello Stato. In questo modo, il contributo assume la forma di un “robusto anticipo”, come lo ha definito lo stesso Caroni, e non di una prestazione a fondo perso. Ha sottolineato che non è previsto di chiedere denaro alle vittime.
Una garanzia per i contribuenti, ma anche un modo per non interferire con le procedure giudiziarie che dovranno accertare le responsabilità penali e civili. La questione della responsabilità è infatti centrale e complessa. Le indagini sono ancora in corso per determinare le cause esatte dell’incendio e per individuare eventuali negligenze o violazioni delle norme di sicurezza. Il diritto di regresso permetterà allo Stato di recuperare le somme versate qualora venissero accertate responsabilità specifiche, evitando che il costo della tragedia gravi interamente sulla collettività.
La tavola rotonda rinviata, ma non abbandonata
Un altro punto fondamentale del progetto del Consiglio federale è la creazione di una “tavola rotonda” per facilitare accordi extragiudiziali tra le vittime, le assicurazioni e le altre parti coinvolte, evitando così i lunghi e incerti percorsi giudiziari. La nuova legge federale prevede che il Consiglio federale possa contribuire con un massimo di 20 milioni di franchi a eventuali soluzioni stragiudiziali. I “senatori” hanno tuttavia preferito stralciare questa parte dalla legge urgente, rinviandone la discussione all’iter legislativo ordinario: la Commissione intende approfondire in quale misura e a quali condizioni la Confederazione possa contribuire, in via sussidiaria, al finanziamento di eventuali transazioni.
La tavola rotonda resta un obiettivo, ma i suoi contorni e le sue modalità di finanziamento dovranno essere definiti in un secondo momento.
Il Canton Vallese e la fondazione “Beloved”
La tragedia di Crans-Montana ha mobilitato anche le istituzioni cantonali e la società civile. Il Canton Vallese ha stanziato un aiuto immediato di 10’000 franchi per ogni vittima, con l’obiettivo di garantire un sostegno finanziario rapido e privo di ostacoli amministrativi alle famiglie colpite. Le persone interessate sono state contattate direttamente dal Cantone.
Parallelamente, il Consiglio di Stato vallesano ha promosso la nascita della fondazione “Beloved“, un ente indipendente che avrà il compito di raccogliere e distribuire le donazioni provenienti da privati e da altre organizzazioni. Alla sua presidenza è stata chiamata una figura di prestigio, l’ex consigliera federale Doris Leuthard, designata dal Consiglio di Stato vallesano. “È una personalità riconosciuta, competente e apprezzata”, ha dichiarato il presidente del Governo vallesano Mathias Reynard.
Le promesse di donazioni ammontano a circa 17 milioni di franchi
Il Canton Vallese prevede di dotare la fondazione di un capitale iniziale di un milione di franchi. Il patrimonio da elargire sarà costituito da donazioni pubbliche, di privati o di altri organismi. Ad oggi, le promesse di donazioni ammontano a circa 17 milioni di franchi.
Lo scopo principale della fondazione è quello di garantire sostegno finanziario a tutte le persone coinvolte e ai loro cari, indipendentemente dal luogo di domicilio. Gli aiuti devono essere mirati e non burocratici, rapidi e coordinati, ad esempio con le compagnie assicurative. Verranno però anche sostenuti progetti dedicati alla memoria delle vittime o misure in materia di prevenzione degli incendi.
Parola al Consiglio nazionale
Il Consiglio nazionale si pronuncerà sulla legge urgente già lunedì prossimo. Una soluzione, come richiesto dal Governo federale, va trovata entro la fine della sessione corrente per giungere a una decisione rapida e condivisa e dare un segnale forte di unità e di solidarietà a tutte le persone colpite da questa tragedia.
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