Remigrazione, un concetto che in Italia (e in Europa) guadagna visibilità
La stampa svizzera s’interessa questa settimana alla proposta dell’estrema destra italiana di avviare un processo di remigrazione. Si parla anche di ponte sullo Stretto di Messina, di Palermo e di… vacanze.
Remigrazione, il cavallo di battaglia dell’estrema destra
La rivista online Heidi.NewsCollegamento esterno dedica questa settimana un reportage a un comizio organizzato a inizio giugno in Lombardia dal comitato Remigrazione e Riconquista, un’iniziativa nata su impulso di quattro gruppi di estrema destra, tra cui Casa Pound. “Prima di entrare nel retro del bar della Comunità Giovanile, due uomini si afferrano per gli avambracci tatuati – scrive la giornalista. Questa stretta di mano alla ‘romana’, in voga negli ambienti di estrema destra, non è l’unico indizio delle idee che regnano in questo rifugio della gioventù identitaria locale, a Busto Arsizio, a mezz’ora da Milano”.
Remigrazione e Riconquista ha promosso una proposta di legge che punta all’espulsione d’immigrati irregolari, alla revoca della cittadinanza per alcune persone naturalizzate condannate dalla giustizia e all’introduzione d’incentivi economici per favorire i rimpatri volontari. In sei mesi, l’iniziativa ha raccolto circa 150’000 firme, tre volte la soglia necessaria per essere presentata al Parlamento. Il tema trova terreno particolarmente fertile in Italia, Paese che rappresenta uno dei principali punti d’ingresso delle e dei migranti in Europa. Nella Penisola come altrove, le persone immigrate rappresentano il capro espiatorio ideale per tutto ciò che va male: insicurezza, crisi demografica, stagnazione dei salari…
“A lungo rimasto marginale, il concetto di remigrazione ha recentemente guadagnato visibilità grazie a partiti che non hanno più remore ad assumerlo pubblicamente, come l’AfD in Germania o la Lega in Italia”, si legge nell’articolo. Matteo Salvini ne ha fatto uno degli slogan di una manifestazione organizzata a Milano con diversi alleati europei e il tema è uno dei cavalli di battaglia di Roberto Vannacci.
Da sinistra le reazioni sono molto critiche: si parla di un progetto di “deportazioni di massa”, mentre lo storico Elia Rosati ha definito la proposta una forma di politica fondata su criteri etnico-razziali.
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni evita dal canto suo di utilizzare il termine “remigrazione” e “preferisce coltivare la propria immagine di dirigente credibile e ragionevole, piuttosto che associarsi a un progetto così radicale”. Tuttavia, secondo la studiosa Giorgia Serughetti citata nell’articolo, il concetto resta coerente con alcuni elementi ideologici della destra italiana.
L’articolo di Heidi.news rileva però un paradosso per un Esecutivo così marcato a destra: il Governo di Giorgia Meloni ha autorizzato un numero record di permessi di lavoro per cittadini e cittadine non europei. Tra il 2023 e il 2025 ne sono stati concessi circa 450’000, ai quali se ne aggiungeranno altri 500’000 da qui al 2028.
La proposta di Remigrazione e Riconquista appare comunque difficilmente realizzabile. Come ricorda l’articolo, “esiste una serie di vincoli giuridici che la rendono inapplicabile”, rendendo improbabile una sua approvazione parlamentare anche nel caso in cui il testo venga effettivamente discusso. Il comitato intende comunque depositare formalmente la proposta il 13 giugno durante una manifestazione nazionale a Roma.
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Palermo, una città in affitto
L’eco del matrimonio tra la popstar Dua Lipa e l’attore Callum Turner, celebrato tra Palermo e Bagheria con festeggiamenti durati tre giorni, è risuonato anche su diversi media svizzeri. L’evento, riassumono i giornali elvetici, è diventato una sorta di simbolo delle tensioni tra turismo di lusso, privatizzazione degli spazi pubblici e qualità della vita delle persone residenti.
Le celebrazioni hanno attirato circa 200 ospiti illustri e richiesto importanti misure organizzative, tra cui la chiusura di alcune piazze del centro storico e l’utilizzo esclusivo di spazi culturali. Come osserva la Neue Zürcher ZeitungCollegamento esterno (NZZ), la vicenda ha mostrato “ciò che si può ottenere con molto denaro”: non soltanto alberghi di lusso, catering e sicurezza privata, ma anche l’accesso esclusivo a luoghi normalmente aperti alla cittadinanza.
Secondo 24 HeuresCollegamento esterno, “fin da venerdì, il cuore storico di Palermo si è trasformato in una zona proibita”, con piazze chiuse al pubblico e delimitate da teli neri. Le restrizioni hanno alimentato il malcontento di una parte della popolazione residente, che ha risposto con manifesti e slogan come “Palermo non è in affitto” e “La nostra piazza non è il tuo salotto”. Il collettivo Apro Palermo ha precisato che la contestazione non riguardava gli sposi, bensì il modello di città promosso dalle istituzioni, accusate di privilegiare l’immagine turistica rispetto alle esigenze quotidiane degli abitanti.
Entrambi i giornali sottolineano come il caso siciliano s’inserisca in un dibattito più ampio che interessa molte città d’arte italiane. La NZZ ricorda i precedenti matrimoni di George Clooney e Jeff Bezos a Venezia e pone una domanda centrale: fino a che punto chi dispone di grandi risorse economiche può ottenere un uso esclusivo di spazi che appartengono alla collettività? ”I luoghi interessati devono subordinarsi per alcuni giorni alle esigenze di un evento privato”, sottolinea la NZZ.
Le autorità locali, dal canto loro, hanno difeso l’iniziativa. Il sindaco Roberto Lagalla ha evidenziato i benefici per l’economia e l’immagine internazionale della città, grazie all’attenzione mediatica e alle ricadute sul settore turistico. I critici, invece, osservano che i vantaggi economici tendono a concentrarsi su pochi operatori, mentre i disagi vengono sopportati dall’intera comunità.
La vicenda ha assunto anche una dimensione identitaria quando alcuni tabloid britannici hanno descritto Bagheria richiamandone il passato mafioso. Le autorità siciliane hanno reagito duramente contro quelli che considerano stereotipi offensivi e superati. In questo contesto, 24 Heures osserva che “la Sicilia oscilla: ora cartolina di un matrimonio da sogno, ora scenario di un thriller mafioso”, due rappresentazioni opposte che finiscono però per avere un elemento in comune: raccontare l’isola senza dare voce a chi la vive quotidianamente.
Nelle conclusioni dei due quotidiani emerge una riflessione condivisa. Se da un lato resteranno le immagini glamour di un matrimonio da favola, dall’altro molti palermitani e palermitane hanno avuto la sensazione, come scrive la NZZ, che “per un fine settimana la loro città appartenesse meno a loro che a un piccolo gruppo di ospiti celebri”.
Il ponte sullo Stretto di Messina sempre più in forse
Il progetto del ponte sullo Stretto di Messina, destinato a collegare Sicilia e continente con una struttura record lunga oltre 3 chilometri, è nuovamente al centro delle polemiche a causa di un’inchiesta per corruzione, sottolineano questa settimana la Radiotelevisione svizzera di lingua tedesca SRF e la Südostschweiz. Già da anni controverso per costi elevati, dubbi tecnici e opposizione locale, il progetto appare ora sempre più incerto.
L’infrastruttura doveva essere “un ponte dei superlativi”, ma finora ha prodotto soprattutto “titoli negativi”, rileva la SRFCollegamento esterno. L’indagine riguarda il sospetto che un giudice della Corte dei conti sia stato corrotto per favorire l’approvazione del progetto da circa 13 miliardi di euro. In particolare, sarebbe stato promesso un incarico ben remunerato in cambio d’informazioni riservate e di un intervento per influenzare il giudizio: una vicenda che, se confermata, aggraverebbe ulteriormente la credibilità dell’opera.
La SüdostschweizCollegamento esterno sottolinea che si tratta di “un nuovo, grave colpo” per il ministro dei Trasporti Matteo Salvini e per quello che viene definito il “progetto del secolo”. L’inchiesta della procura di Roma coinvolge tre persone, accusate di corruzione e violazione del segreto d’ufficio, che avrebbero cercato di ottenere il via libera della Corte dei conti nonostante le criticità. Tuttavia, tali tentativi non hanno avuto successo: l’organo di controllo ha comunque bloccato il progetto.
Oltre agli aspetti giudiziari, emergono problemi strutturali e politici. L’opera è ostacolata da dubbi sulla sostenibilità economica, violazioni delle norme europee e dalla mancanza di una valutazione ambientale adeguata. Inoltre, il contesto geologico – un’area a forte rischio sismico e soggetta a venti estremi – solleva interrogativi sulla fattibilità tecnica.
Come evidenzia la SRF, il progetto “si trova sotto una stella estremamente sfavorevole”, mentre il tentativo di finanziarlo includendolo nel bilancio militare viene definito un “tentativo piuttosto debole” di renderlo sostenibile. Parallelamente, cresce la pressione politica: le opposizioni chiedono l’abbandono definitivo dell’opera, considerata ormai irrealizzabile.
Voglia di dolce vita, ma occhio ai prezzi
Anche se in molti cantoni della Svizzera tedesca e francese le scuole non sono ancora finite, nel Paese tira aria di vacanze e i giornali traboccano di articoli sul tema. L’Italia è spesso al centro dell’attenzione, poiché continua a essere una delle principali mete del turismo elvetico. Non possono naturalmente mancare i consigli sulle spiagge da non perdere: 20 MinutenCollegamento esterno presenta le dieci più belle, con al primo posto quella di Pollica, in provincia di Salerno.
Non mancano però anche le messe in guardia su prezzi e possibili truffe. Il BlickCollegamento esterno pubblica la storia della moderatrice svizzera Karin Bearpark che nel suo podcast racconta di una probabile truffa in cui è incappata sulla Costiera Amalfitana. A Positano, dopo aver noleggiato una barca, le sarebbe stato indicato un punto rischioso dove ancorare; l’ancora si è incastrata tra le rocce e il noleggiatore ha richiesto un pagamento extra per il recupero. “Siamo stati presi in giro”, afferma. Lo stesso giornale rende attenti alle “trappole per turisti”, evocando il caso emblematicoCollegamento esterno di una coppia statunitense che a Roma ha pagato 44 euro per un gelato. Secondo l’articolo, i prezzi in località turistiche sono aumentati del 15–20% e molti rinunciano a partire. “Dove ci sono turisti, si viene spietatamente sfruttati”, sottolinea l’articolo.
La rivista BeobachterCollegamento esterno s’interessa invece a una donna che ha scelto l’Italia non per le vacanze ma per viverci. Nell’ambito di una serie intitolata Die Abrechnung, ovvero Il bilancio, il settimanale fa i conti in tasca a Verena Manser, svizzera di 43 anni che vive con i due figli vicino a Firenze. Con un lavoro al 75% guadagna 1’250 euro netti, a cui si aggiungono assegni familiari e alimenti per un totale di 2’150 euro al mese. “In Italia si riesce a vivere in tre con questa somma”, spiega. La vita costa meno che in Svizzera, ma pesa l’assenza di risparmi e l’incertezza economica, tra sanità con lunghe attese e necessità di ricorrere talvolta a servizi privati.
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