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Qual è il profilo delle 13 persone incriminate nel dramma di Crans-Montana?

uomo con poliziotto
Il sindaco di Crans-Montana Nicolas Feraud mentre si presenta all'audizione il 13 aprile scorso. Keystone / Cyril Zingaro

Mentre le audizioni nell’ambito dell’inchiesta sull’incendio di Crans-Montana proseguono, la Radiotelevisione svizzera di lingua francese RTS ha fatto il punto sulle 13 persone che figurano attualmente come imputati nell’inchiesta penale.

Il 2 gennaio, all’indomani della tragedia del Constellation, il Ministero pubblico vallesano ha aperto un procedimento penale nei confronti dei coniugi Moretti. Da allora la lista delle persone indagate è stata ampliata in tre occasioni.

Tredici persone figurano così come accusate nell’inchiesta sull’incendio mortale. Tutte sono perseguite per omicidio colposo, incendio colposo e lesioni personali gravi per negligenza.

I gestori del Constellation

Due persone
Jacques e Jessica Moretti prima di un’udienza con la procura vallesana, in febbraio. Keystone / Alessandro Della Valle

Jacques Moretti

Il cittadino francese ha rilevato la gestione del Constellation nel 2015 insieme alla moglie, per poi acquistarlo sempre con lei. È l’unico imputato ad essere stato temporaneamente incarcerato per rischio di fuga. Nessun altro sospetto, a parte la moglie, è stato sottoposto a tanti interrogatori quanto Jacques Moretti.

Durante l’audizione ha dichiarato che il responsabile della sicurezza e il comandante dei pompieri non avevano sollevato alcuna osservazione riguardo alla schiuma acustica nei due unici controlli effettuati nel 2018 e nel 2019. Per quanto concerne l’uscita di emergenza del seminterrato, ha assicurato che non era mai ostruita e che lo sgabello presente la notte della tragedia sarebbe stato probabilmente posizionato da un cliente. Ha inoltre affermato che la clientela veniva controllata all’ingresso, ma che alcune persone erano riuscite a eludere i controlli, il che spiegherebbe la presenza di minorenni nel bar.

Jessica Moretti

A differenza del marito, non è mai stata incarcerata, ma deve presentarsi quotidianamente alla polizia. La notte del dramma si trovava sul posto, contrariamente al marito.

Alle procuratrici ha detto di essere uscita rapidamente dal locale allo scoppio dell’incendio per chiamare i pompieri e dare l’allarme. Ha inoltre precisato che, se avesse saputo che la pratica di salire sulle spalle dei colleghi per servire le bottiglie rappresentava un pericolo, l’avrebbe vietata ai dipendenti.

Gonzague Vouilloz, presidente dell’Ordine degli avvocati del Vallese, segue da vicino il caso del tragico incendio di Crans-Montana, sebbene non sia parte in causa. L’ex vicepresidente del Consiglio della magistratura fa il punto sulla vicenda.

All’inizio del caso, il Ministero pubblico e la Polizia cantonale avevano proposto un elenco ristretto di avvocati per evitare che il loro numero aumentasse eccessivamente (attualmente sono 99). “Ritengo che sia molto complicato per un avvocato rappresentare un numero elevato di vittime, dato che queste hanno interessi diversi”, ha sottolineato Gonzague Vouilloz, intervistato da Keystone-ATS. “Limitando il numero di avvocati, si finirebbe per limitare i diritti delle vittime”.

Dal 1° gennaio, le fughe di notizie si sono moltiplicate. Una situazione che non lascia indifferente il presidente dell’Ordine degli avvocati vallesano: “Insieme ai miei colleghi dell’Ordine di Ginevra e di Vaud, siamo intervenuti in modo sobrio e sintetico, ricordando agli avvocati il loro dovere di riservatezza”.

Fino alla radiazione

“A livello di autorità di vigilanza, un avvocato che moltiplica le fughe di notizie incorre in una sanzione che, nei casi estremi, può assumere la forma di una sospensione o addirittura della radiazione”, ricorda Vouilloz. “A livello di associazione dell’Ordine degli avvocati, rischia un richiamo, una multa o addirittura l’esclusione”.

Per alcuni avvocati, questo caso è il processo del secolo. “Ciò rende necessario un rispetto ancora più rigoroso delle norme deontologiche e in particolare del dovere di riservatezza dell’avvocato per evitare l’inevitabile tendenza al giudizio popolare”, osserva il vallesano. “Ciò è tanto più vero per i contatti che un avvocato può avere con la stampa.”

Costi eccezionali

Anche le tensioni tra il governo italiano e la Svizzera rischiano di influenzare il procedimento in corso. “Spero che non abbiano alcuna conseguenza”, ha sottolineato Vouilloz. “È importante che l’istruttoria di questo caso da parte della giustizia svizzera si svolga nel più rigoroso rispetto delle norme procedurali e con la necessaria serenità. L’attuale svolgimento del procedimento ci conferma che sta andando in questa direzione”.

Il procedimento costerà diverse decine di milioni di franchi. Anche se alcuni imputati dovranno pagare una parte di questi costi, non riusciranno a coprire l’intero importo in gioco. “Questo caso è eccezionale. Comporterà costi eccezionali”, ha confermato. “È il prezzo da pagare per una giustizia che funzioni, anche nei casi fuori dal comune. Se non si dovessero fornire i mezzi per rendere giustizia in questo tipo di processi, si priverebbe dei propri diritti una parte delle persone coinvolte. Ma sì, una parte dei costi sarà a carico dello Stato del Vallese e quindi del contribuente”.

Contrario al federalismo

A seguito del ricorso di un avvocato ginevrino, Garen Ucari, il Tribunale federale (TF) dovrà pronunciarsi sulla nomina di un procuratore generale straordinario. “Una tale nomina sarebbe percepita dall’opinione pubblica come un fallimento della giustizia vallesana. Sarebbe deplorevole”, ha affermato il presidente dell’Ordine degli avvocati. “Da parte mia, considererei una tale decisione contraria al federalismo svizzero”, ha aggiunto.

Fonte: Keystone-ATS

Gli eletti

Nicolas Féraud

Sindaco di Crans-Montana dalla fusione dei C omuni nel 2017, al termine della sua audizione ha lasciato la sede della Procura da un’uscita secondaria per evitare i media.

Interrogato sull’assenza di controlli di sicurezza al Constellation dal 2019, nonostante la legge preveda verifiche annuali, ha affermato di non essere a conoscenza di tali mancanze. Ha inoltre dichiarato che tutte le richieste di personale supplementare avanzate dall’ex responsabile del Servizio di sicurezza pubblica erano state soddisfatte.

Persona con occhiali
Il sindaco di Crans-Montana, Nicolas Féraud. Keystone / Cyril Zingaro

Patrick Clivaz

Assessore comunale responsabile del Servizio di sicurezza pubblica dal 1° gennaio 2025, è stato interrogato per la prima volta lunedì 11 maggio. Dovrà in particolare rispondere dell’assenza di controlli annuali.

Kevin Barras

Deputato supplente al Gran Consiglio vallesano dal 2025, è stato assessore comunale responsabile della sicurezza pubblica tra il 2021 e il 2024. Durante l’audizione ha spiegato di ritenere il servizio sufficientemente dotato di personale per adempiere agli obblighi di legge.

Jean-Claude Savoy

Deputato dal 2013 al 2017 ed ex sindaco di Chermignon, potrebbe essere interrogato sui lavori eseguiti al Constellation nel 2015. All’epoca, importanti ristrutturazioni furono realizzate senza essere sottoposte a procedura pubblica, e il Comune, pur essendone a conoscenza, non impose controlli approfonditi.

Jérémie Rey

Ex deputato e già assessore comunale responsabile delle costruzioni a Chermignon, sarà ascoltato il 3 giugno.

Nel 2016 aveva annunciato la volontà di effettuare un controllo finale limitato alla veranda, senza verificare l’insieme dei lavori, sebbene fosse informato che erano stati effettuati.

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piazza con nastro della polizia

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Tra emozioni e diritto: il caso Crans-Montana analizzato da un procuratore svizzero

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I dipendenti comunali

Dipendente numero 1

B. dirige il Servizio della sicurezza pubblica del Comune di Crans-Montana dal maggio 2024. È quindi responsabile dei controlli di sicurezza periodici negli esercizi pubblici.

Nel corso della sua audizione ha dichiarato che il suo servizio non disponeva di risorse sufficienti per garantire le visite annuali nei bar, come invece richiesto dalla legge, e che sarebbe stato quindi necessario stabilire delle priorità nei controlli. Ha aggiunto che, secondo il programma informatico, il Constellation risultava in regola e non rappresentava dunque una priorità in termini di verifiche. Ha inoltre affermato di aver sollevato la questione della mancanza di risorse con l’assessore comunale Patrick Clivaz, ma senza tuttavia richiedere esplicitamente personale supplementare.

Dipendente numero 2

C. è il vice del responsabile del Servizio della sicurezza pubblica del Comune di Crans-Montana. Ricopre questo incarico dall’inizio del 2024 e sarà interrogato per la prima volta il 12 maggio. Dovrebbe in particolare essere sentito sull’assenza di controlli di sicurezza al Constellation.

Dipendente numero 3

C. è l’addetto alla sicurezza del Servizio della sicurezza pubblica del Comune di Crans-Montana dal primo luglio 2024. Ha spiegato alle procuratrici che l’organizzazione e la definizione delle priorità dei controlli spettavano ai suoi superiori e che egli si limitava a eseguire le visite richieste. Per quanto riguarda tali visite, ha precisato che, fino al dramma della notte di Capodanno, gli addetti alla sicurezza non avevano il mandato di controllare la schiuma acustica.

Dipendente numero 4

J. è l’ex addetto alla sicurezza, poi responsabile del Servizio della sicurezza pubblica del Comune di Crans-Montana. Ha creato il servizio nel 2021 prima di dimettersi nel febbraio 2024. Nel corso della sua audizione ha assicurato di aver più volte segnalato agli eletti e alle elette del Comune che il servizio non disponeva delle risorse necessarie per effettuare i controlli previsti dalla legge.

Di fatto, ha controllato il Constellation nel 2018 e nel 2019, ma non nel 2017 né dopo il 2019. Per quanto riguarda le due visite effettuate nel bar, ha spiegato che non si era interessato alla schiuma perché ciò non rientrava nelle sue mansioni.

Dipendente numero 5

T. ha lavorato per il Comune di Crans-Montana dal 2020 al 2024. Era il vice dell’addetto alla sicurezza del Servizio della sicurezza pubblica del Comune di Crans-Montana.

Davanti alle procuratrici ha spiegato che era il suo superiore a stabilire le priorità per quanto riguarda le visite agli esercizi pubblici. Ha aggiunto di non conoscere il dossier del Constellation. Ha inoltre precisato che, quando effettuava le visite, si basava su un documento cantonale che non menzionava controlli sui materiali come la schiuma acustica.

Dipendente numero 6

C. era l’addetto alla sicurezza di Chermignon fino alla fusione dei Comuni e alla nascita del Comune di Crans-Montana nel 2017. Ascoltato in aprile dalle procuratrici, si è rifiutato di rispondere alle domande finché non avrà accesso al dossier penale. Nessun altro imputato ha adottato un simile comportamento.

Dovrebbe essere interrogato sui lavori di ampia portata realizzati al Constellation nel 2015, che non sono stati seguiti da un controllo di sicurezza approfondito che avrebbe potuto individuare la famosa schiuma infiammabile nel seminterrato del bar.

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