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“Mia moglie”, un gruppo che suscita interrogativi anche in Svizzera

occhio
Keystone-SDA

La vicenda dell’esistenza del gruppo Facebook “Mia moglie” in Italia rimbalza questa settimana anche sulla stampa della Svizzera tedesca e francese, che si chiede come sia potuto accadere. In primo piano anche le diagnosi di Mario Draghi e Giorgia Meloni sul futuro dell’UE, lo sgombero del Leoncavallo e la Serie A, “sanatorio” per campioni in là con gli anni.

Come tutto ciò è potuto succedere?

La scoperta in Italia del gruppo Facebook denominato “Mia moglie”, che contava circa 32’000 membri e sul quale gli utenti condividevano fotografie intime (e rubate) della loro compagna, trova risalto in questi giorni anche sulla stampa della Svizzera tedesca e francese. Come tutto ciò è potuto accadere? Il quotidiano 24heuresCollegamento esterno riporta le parole della sociologa Anna Simone: “In passato, gli uomini potevano escludere le donne dalla scena pubblica ed esercitare così un potere su di loro. Oggi la situazione è cambiata, ma purtroppo la libertà conquistata dalle donne ha generato una sorta di risentimento generale da parte degli uomini nei loro confronti, e questo risentimento si traduce in violenza fisica, psicologica o simbolica”.

Meta, a cui appartiene Facebook, è intervenuta e ha cancellato il gruppo, in quanto violava le linee guida sullo sfruttamento sessuale degli adulti. “Non tolleriamo la violenza sessuale sulle nostre piattaforme”, ha comunicato l’azienda di Mark Zuckerberg. “Ciò rende ancora più discutibile il motivo per cui il gruppo sia riuscito a rimanere attivo per sei anni”, sottolinea la Neue Zürcher ZeitungCollegamento esterno, secondo cui anche dal punto di vista giuridico “molte cose rimangono poco chiare”. Dal 2019 in Italia vige una legge che punisce la diffusione di immagini intime senza consenso e che prevede sanzioni fino a sei anni di carcere e multe salate. “Tuttavia, l’applicazione della norma risulta complessa. Le vittime devono sporgere denuncia, i procedimenti sono lunghi e la raccolta delle prove è difficile. Inoltre, molte immagini cono state pubblicate in gruppi anonimi, rendendo quasi impossibile identificare i responsabili”, rileva la NZZ.

In un articolo d’opinione, il quotidiano Le TempsCollegamento esterno punta dal canto suo il dito contro la “straordinaria passività” di queste piattaforme, ricordando anche il recente caso della morte in diretta su Kick dello streamer Jean Pormanove: “L’uomo era ripreso 24 ore su 24 in Francia, mentre gli spettatori del web si divertivano a vederlo umiliato, maltrattato e persino torturato da diverse persone”. Tutti sapevano, ma né le autorità francesi né la piattaforma di streaming australiana “hanno ritenuto opportuno intervenire”. Per quanto concerne il gruppo “Mia moglie”, Facebook – sempre molto restrittivo riguardo alle foto di nudo – non ha agito. “Perché tanta permissività? Perché agire così tardi?”, si chiede il giornale della Svizzera francese. “È possibile che questa straordinaria passività sia legata all’ultima svolta presa da Mark Zuckerberg, che ha recentemente deciso di licenziare tutti i moderatori umani e di sostituirli con sistemi di intelligenza artificiale. Allo stesso tempo, l’uomo ora vanta un maschilismo senza complessi. E, come in Francia, la passività delle autorità italiane solleva molte domande”.

Ogni settimana proponiamo un riassunto dei temi che riguardano l’Italia di cui si è occupata la stampa della Svizzera tedesca e francese. Se vi interessa riceverla comodamente nella vostra casella di posta elettronica, potete abbonarvi alla nostra newsletter gratuita “La selezione della settimana”.

giorgia meloni su un palco
Davide Gennari / Lapresse

UE, una diagnosi condivisa, ma soluzioni diverse

La Neue Zürcher ZeitungCollegamento esterno si interessa al tradizionale meeting di Comunione e liberazione di Rimini, che si è concluso il 27 agosto, e in particolare al monito sul futuro dell’Unione Europea lanciato da Giorgia Meloni e dal suo predecessore Mario Draghi. Le diagnosi sono simili, ma le soluzioni divergono, constata il giornale zurighese. Meloni, accolta con entusiasmo e visibilmente commossa, ha dichiarato che l’UE rischia di diventare “geopoliticamente irrilevante”. Draghi, intervenuto giorni prima, ha affermato: “Il 2025 sarà ricordato come l’anno in cui questa illusione è andata in frantumi”.

La presidente del Consiglio italiano ha rivendicato di aver denunciato le debolezze dell’UE “quando ancora si veniva duramente criticati per farlo”, sottolineando che “prima o poi tutti devono fare i conti con la realtà”. Tuttavia, ha precisato che il declino dell’Unione non è auspicabile: “Gli interessi dell’Italia non ne trarrebbero beneficio”.

Le proposte di Draghi puntano su efficienza e integrazione: “processi decisionali più rapidi, rafforzamento del mercato interno, investimenti tecnologici e debito comune in settori strategici”, rileva la NZZ. Meloni, invece, insiste su una visione improntata ai valori: “La nostra casa è l’Occidente”, fondato su “filosofia greca, diritto romano e umanesimo cristiano”, dove “la vita è sacra e la cura dei più deboli è un valore assoluto”.

Il confronto tra Meloni e Draghi, prosegue la NZZ, ha alimentato speculazioni sul futuro politico di entrambi: lei verso una possibile riconferma nel 2027, lui verso un ruolo di rilievo a Bruxelles. “Meloni a Roma, Draghi a Bruxelles – sarebbe un duo italiano con il plauso del Meeting di Rimini”, conclude l’articolo.

poliziotti
Lapresse / Expa / Picturedesk.com

“Solo gli estremisti di destra hanno ancora diritto a una loro casa”

Lo sgombero del centro sociale Leoncavallo di Milano trova spazio anche sulla WochenZeitungCollegamento esterno, uno storico periodico di sinistra pubblicato a Zurigo, in un articolo dal titolo “Solo gli estremisti di destra hanno ancora diritto a una loro casa”. L’operazione – rileva il giornale – è avvenuta il 21 agosto, in piena estate, quando “anche i militanti di sinistra vanno in vacanza”. Secondo l’autore dell’articolo, “l’ordine dell’operazione è probabilmente arrivato dall’alto”.

La premier Giorgia Meloni ha dichiarato che lo sgombero è “solo l’inizio”, mentre il ministro dell’interno Matteo Piantedosi ha annunciato una lista di oltre 20 luoghi da liberare, tra cui case occupate e centri sociali a Roma e Torino. Curiosamente, osserva ironicamente la WochenZeitung,, non è ancora chiaro il destino della “CasaPound”, sede di neofascisti a Roma, che non pagano l’affitto da oltre vent’anni. Il ministro della cultura Alessandro Giuli ha affermato che non ci sono motivi per intervenire “finché rispettano la legge”, nonostante le condanne giudiziarie.

Il caso Leoncavallo – prosegue l’articolo – evidenzia la trasformazione di Milano nella città più cara d’Italia, dove “il cambiamento delle condizioni di mercato ha fatto capire ai proprietari che potevano guadagnare molto dai loro immobili”. Il centro sociale, nato nel 1975, ha offerto per decenni attività culturali e sociali, diventando “un trampolino di lancio per alcuni artisti”. Lo scrittore Sandrone Dazieri, ex attivista del Leoncavallo citato dalla WochenZeitung, denuncia “un sistematico combattimento contro i poveri” e la mancanza di solidarietà. Dopo lo sgombero, però, molte voci si sono levate in difesa del collettivo, tra cui quella dell’eurodeputata Ilaria Salis, dell’Alleanza Verdi e Sinistra, che ha dichiarato: “Milano appartiene a chi ci vive, non a chi specula”.

Luka modric
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“L’Italia è la nuova Arabia Saudita del calcio professionistico”

Il campionato di calcio italiano si sta trasformando in una sorta di “sanatorio” per campioni in là con gli anni, scrive la Neue Zürcher ZeitungCollegamento esterno, sempre attenta a quanto accade nella Penisola. L’arrivo di Luka Modric, 39 anni, all’AC Milan ne è l’ultimo esempio. Il giocatore croato è in buona compagnia: quest’estate il Napoli ha ingaggiato il belga Kevin De Bruyne (34 anni), mentre la Fiorentina ha affidato le chiavi del suo attacco a una vecchia conoscenza del campionato italiano, il 39enne bosniaco Edin Dzeko.

Il fenomeno non è nuovo, rileva il giornale zurighese. Zlatan Ibrahimovic ha vinto lo scudetto con il Milan a 40 anni, mentre Francesco Acerbi (37), Yann Sommer (36), Hakan Calhanoglu (32) e Henrikh Mkhitaryan (36) sono stati protagonisti con l’Inter.

La serie A, scrive la NZZ, è un campionato che ben si adatta a calciatori veterani, in particolare gli attaccanti, che “traggono vantaggio dal fatto che hanno più spazio e tempo per le loro azioni rispetto agli altri grandi campionati europei”. Secondo i dati Opta, le azioni di gioco in Italia comprendono in media più passaggi rispetto a Premier League e Bundesliga, con meno intensità nel pressing. Questo consente agli anziani fuoriclasse di brillare nei momenti decisivi, come evidenziato dalla Rivista Undici: “Gli ultimi 30 minuti di una partita di Serie A sono il terreno ideale per chi sa leggere il gioco”. Tuttavia, il contributo reale di questi veterani resta incerto. Ronaldo, arrivato a 33 anni alla Juventus, ha destabilizzato l’equilibrio della squadra. Resta da vedere se Modric, De Bruyne e Džeko sapranno fare meglio, ma intanto contribuiscono a rendere più affascinante una Serie A in cerca di rilancio.

La scelta di puntare su giocatori maturi è anche una risposta alla fuga dei giovani talenti verso campionati più ricchi e competitivi. I trasferimenti di Tonali, Calafiori, Chiesa e Raspadori lo dimostrano. Persino Mateo Retegui, 26 anni, ha scelto l’Arabia Saudita, invertendo il paradigma: “L’Italia è la nuova Arabia Saudita del calcio professionistico”, sottolinea la NZZ.

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