La televisione svizzera per l’Italia

L’italiano, una lingua che unisce. È nata la Comunità dell’italofonia

Rafael Grossi, Antonio Tajani, Ignazio Cassis e Andrea Riccardi.
Il direttore generale dell'Agenzia internazionale per l'enegia atomica Rafael Grossi, il ministro degli esteri italiano Antonio Tajani, il ministro degli esteri svizzero Ignazio Cassis e il presidente della Società Dante Alighieri Andrea Riccardi. EPA/GIUSEPPE LAMI

Si è tenuta martedì a Roma la Prima conferenza internazionale sull'italofonia, un evento che segna l'inizio di un percorso strategico per la valorizzazione e la promozione della lingua e della cultura italiana a livello globale. L'incontro ha visto la partecipazione di rappresentanti di oltre venti Paesi, tra cui la Svizzera, e di importanti organizzazioni internazionali.

A fare gli onori di casa a Villa Madame (abitazione rinascimentale situata sul lato destro del Tevere, vicino al Foro Italico, alle pendici del Monte Mario) il ministro italiano degli Affari esteri Antonio Tajani e il presidente della Società Dante Alighieri Andrea Riccardi.

L’obiettivo centrale della conferenza è l’istituzione della Comunità dell’Italofonia, un forum permanente pensato per promuovere il dialogo, la cooperazione e la valorizzazione della lingua italiana nel mondo. Come ha sottolineato il ministro degli esteri Tajani, l’italiano è una “lingua che unisce piuttosto che dividere” e, in questo senso, la Comunità si propone come “un prezioso strumento di pace, un luogo per promuovere una visione condivisa delle relazioni internazionali, un ambito per favorire crescita e innovazione e uno spazio privilegiato per lo scambio culturale tra le comunità italofone del mondo”.

A fargli eco, la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, che ha definito la promozione della lingua e della cultura italiana all’estero “un investimento strategico, non meno importante della promozione della nostra offerta economica o industriale”.

Nel suo videomessaggio, la premier ha ribadito il forte sostegno del Governo a un’iniziativa che vuole “rispondere alla sempre crescente richiesta di Italia nel mondo”. Ha poi aggiunto: “Gettiamo le fondamenta di una nuova comunità da costruire e da alimentare insieme. Lo faremo potendo contare prima di tutto sull’energia, sulla passione e sul senso di appartenenza degli italiani all’estero.”

>>Il videomessaggio di Giorgia Meloni:

Contenuto esterno

La dimensione umanistica

A questa visione si aggiunge quella di Andrea Riccardi, presidente della Società Dante AlighieriCollegamento esterno, che ha sottolineato la dimensione umanistica e non imperialistica dell’italiano. Secondo Riccardi, in un’epoca di globalizzazione economica, manca una vera “globalizzazione umanistica”, e l’italiano può svolgere un ruolo cruciale in questo senso.

“L’italiano – ha ricordato Riccardi – si propone con umiltà di essere una lingua che unisce e genera ponti senza una vocazione imperialistica. […] Noi italiani siamo stati uniti solo dalla lingua e dalla cultura. L’unificazione politica è stata fatta non da un burocrate ma da Alessandro Manzoni.”

Questa prospettiva storica rafforza l’idea della Comunità dell’Italofonia, che avrà un proprio segretariato e una conferenza biennale, non solo come progetto politico, ma come una comunità di valori, radicata in una cultura che ha unito un popolo prima ancora che nascesse uno Stato.

La presenza svizzera e il contesto internazionale

Un segnale forte dell’importanza dell’evento nel panorama internazionale è dato dalla qualificata presenza di ospiti. Tra questi Ignazio Cassis, consigliere federale e capo del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) elvetico. La Svizzera è, insieme a San Marino e alla Città del Vaticano, uno dei soli tre Stati al mondo a riconoscere l’italiano come lingua ufficiale (oltre a Slovenia e Croazia, dove è ufficiale a livello regionale). Questo status unico rafforza il ruolo della Svizzera come partner chiave nella promozione del multilinguismo e della cultura italiana a livello globale, rendendo la sua presenza alla conferenza non solo simbolica ma strategicamente fondamentale per il futuro della Comunità dell’Italofonia.

>>Focus sulla lingua italiana in Svizzera:

illustrazione che raffigura Dante e una cartina della Svizzera

Altri sviluppi

Qui Svizzera

Italiano, una lingua svizzera

“Come parlate bene l’italiano!”. Un’affermazione che gli svizzeri si sentono spesso ripetere quando viaggiano all’estero, soprattutto in Italia.

Di più Italiano, una lingua svizzera

Nel suo intervento, Ignazio Cassis ha sottolineato con forza il valore dell’iniziativa: “Oggi, con la nascita della Comunità dell’italofonia, si apre un mondo. Abbiamo bisogno in questo mondo tumultuoso di bellezza, di suprema bellezza. L’italianità la porta nella sua genetica. Abbiamo bisogno di ritrovare il senso del dialogo in un mondo che dopo essersi nutrito dell’illusione di una comunità globale e pacifica, riscopre con dolore fratture spesso riconducibili a differenze culturali. Abbiamo bisogno di radici. E l’italiano è una radice imprescindibile del continente europeo. Abbiamo bisogno di guardare di più verso il sud dell’Europa. Il bacino del Mediterraneo, su cui si affaccia buona parte dell’italianità, è da sempre fonte di grandi trasformazioni con la forza d’urto capace di investire tutta l’Europa.”

Cassis ha inoltre portato come esempio il modello svizzero, un sistema basato sul celebre “compromesso elvetico” che garantisce la convivenza tra varie culture. Questo equilibrio, fondato sulla decentralizzazione e su regole nazionali condivise, dimostra concretamente che la coesistenza tra lingue e culture non solo è possibile, ma può essere un punto di forza. La Svizzera, in questo senso, si propone come un laboratorio vivente e un modello di ispirazione per la nascente Comunità dell’Italofonia, offrendo la propria esperienza per costruire un futuro di dialogo e collaborazione multiculturale.

>>Il nostro dossier sull’italianità in Svizzera:

Sulla stessa linea si pone Luca Beccari, segretario di Stato per gli Affari esteri della Repubblica di San Marino, che ha ribadito l’importanza di cercare elementi di unione in un’epoca di divisioni. “Abbiamo bisogno di cose che ci uniscono in questo tempo difficile,” ha dichiarato Beccari, sottolineando come l’italiano possa essere uno “strumento di legame tra i popoli”. Confermando il pieno sostegno all’iniziativa, ha concluso: “Dobbiamo investire su questa iniziativa della Comunità dell’italofonia. La Repubblica di San Marino ci sarà”.

Partecipazione internazionale

Alla conferenza hanno partecipato numerose altre personalità di rilievo, tra cui la Presidente del Parlamento europeo, la maltese Roberta Metsola (in videomessaggio), e ministri e rappresentanti di Paesi come Croazia, Slovenia, Romania, Kosovo, Romania e Somalia, senza dimenticare soprattutto Malta e Albania, dove l’italiano fa parte della loro identità. Questa ampia partecipazione testimonia l’interesse globale verso la lingua e la cultura italiana e il desiderio di collaborare per la sua diffusione.

L’interesse globale per l’italiano è confermato dai dati: oltre ai 2 milioni di studenti già menzionati, è importante sottolineare la capillarità della rete di insegnamento, che include più di 900 università straniere, Istituti Italiani di Cultura, enti gestori e la Società Dante Alighieri. A sostegno di questa rete, nel 2024 il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale ha erogato più di 500 contributi per la creazione e il mantenimento di cattedre di italiano in scuole e università di circa 70 Paesi, per un valore complessivo di oltre 2,8 milioni di euro.

La conferenza rappresenta, quindi, un passo decisivo per dare un riconoscimento formale alla lingua italiana come elemento di unità, dialogo e progresso, e per creare una rete di collaborazione stabile e strutturata tra tutti coloro che, nel mondo, parlano e amano l’italiano.

Articoli più popolari

I più discussi

In conformità con gli standard di JTI

Altri sviluppi: SWI swissinfo.ch certificato dalla Journalism Trust Initiative

Se volete segnalare errori fattuali, inviateci un’e-mail all’indirizzo tvsvizzera@swissinfo.ch.

SWI swissinfo.ch - succursale della Società svizzera di radiotelevisione SRG SSR

SWI swissinfo.ch - succursale della Società svizzera di radiotelevisione SRG SSR