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La Casa Svizzera a Milano, un ponte tra Olimpiadi e un dramma condiviso

Inaugurazione della House of Switzerland.
Keystone / Salvatore Di Nolfi

La House of Switzerland – La Casa Svizzera – apre a Milano per le Olimpiadi 2026, un ponte tra la festa dei Giochi e il lutto per Crans-Montana. L'ambasciatore Alexandre Edelmann racconta una presenza elvetica all'insegna del dialogo, della promozione e del rispetto per un dramma che ha unito i due Paesi. 

Milano si prepara ad accogliere i Giochi Olimpici invernali del 2026 e, con essi, la House of Switzerland. Un’iniziativa di Presenza SvizzeraCollegamento esterno che, pur pianificata da tempo, si inserisce in un contesto complesso e delicato, segnato dalla recente tragedia di Crans-Montana.  

In un’intervista rilasciata a Swissinfo.ch e tvsvizzera.it, l’ambasciatore Alexandre Edelmann, direttore di Presenza Svizzera, illustra la missione della casa, tra la promozione dell’immagine elvetica e il rispetto per un dolore che unisce Italia e Svizzera. 

Presenza Svizzera è l’unità del Dipartimento federale degli affari esteri incaricata di promuovere l’immagine della Svizzera all’estero. Opera tramite attività di pubbliche relazioni, campagne e presenze a grandi eventi internazionali – come Expo o i Giochi olimpici – per far conoscere il Paese, rafforzarne la reputazione e sostenere gli interessi svizzeri all’estero.

L’apertura della House of Switzerland a Milano (4-22 febbraio), Cortina d’Ampezzo (6-22 febbraio e 6-15 marzo per le Paralimpiadi) e Bormio (6-22 febbraio) rappresenta un importante momento di diplomazia pubblica per la Confederazione. La “piattaforma nazionale della Svizzera ai Giochi Olimpici e Paralimpici invernali 2026” si propone come uno “spazio di dialogo e amicizia”, come dichiarato da Edelmann in una conferenza stampa di presentazione. 

L’obiettivo è duplice: da un lato, promuovere l’immagine di una Svizzera innovativa e all’avanguardia in settori come lo sport-tech, il food-tech e il turismo sostenibile; dall’altro, offrire un luogo di incontro per il pubblico e gli atleti durante le competizioni. 

La scelta del Centro Svizzero per la sede di Milano della House of Switzerland ha anche un valore simbolico: un edificio “costruito negli anni Cinquanta, già avveniristico per l’epoca e proiettato al futuro per innovazione e sostenibilità”, ha sottolineato a suo tempo il Console generale a Milano, Stefano Lazzarotto. Al suo interno, un’installazione chiamata “Flora Alpina” trasformerà gli spazi in un giardino alpino, un “trionfo di colori” pensato per portare “lo spirito alpino in città”.

Una presenza in un contesto di lutto

L’iniziativa, per la quale il Consiglio federale ha stanziato quattro milioni di franchi, si trova però a fare i conti con il dramma di Crans-Montana. Una tragedia che ha profondamente scosso l’opinione pubblica italiana e che getta un’ombra sulla presenza svizzera a Milano.  

L'ambascitatore Alexandre Edelmann.
L’ambascitatore Alexandre Edelmann. Keystone / Salvatore Di Nolfi

L’ambasciatore Edelmann è consapevole della delicatezza del momento: “È chiaro che si tratta di un contesto molto particolare”, ha dichiarato. “Abbiamo Crans-Montana certamente in mente perché è un dramma nazionale anche in Svizzera, non solo in Italia [23 delle persone morte nella tragedia sono di nazionalità svizzera, ndr.]. Quindi comprendiamo l’emozione qui”. 

Edelmann tiene a precisare la netta distinzione dei ruoli istituzionali: la comunicazione ufficiale sulla tragedia è gestita dall’ambasciata a Roma e dall’ambasciatore Roberto Balzaretti. “La Casa Svizzera non comunica direttamente su Crans-Montana”, spiega, ma è qui per “presentare la Svizzera e i suoi vantaggi”. 

Adattarsi con empatia

Il rispetto per il lutto ha portato a modifiche concrete del programma. “Ci sono stati leggeri adattamenti”, conferma Edelmann. Sono stati annullati una cena di gala e due serate di musica elettronica: decisioni prese “su una base umana di empatia, per non provocare, visto che gli inviti dovevano partire proprio nei giorni della tragedia”, come “adattamento al contesto”, non come una “riduzione massiccia del programma”. 

La vita, sottolinea il direttore di Presenza Svizzera, deve andare avanti, e ci sono segnali incoraggianti: “Ci sono state gare di Coppa del Mondo di sci a Crans-Montana la settimana scorsa con la presenza della squadra italiana: sono simboli forti che bisogna vedere”. 

La reazione italiana e l’immagine della Svizzera

Per quanto riguarda la reazione dei media e dell’opinione pubblica italiana, Edelmann parla di un'”emozione forte e legittima”. Presenza Svizzera, che ha tra i suoi compiti quello di monitorare l’immagine della Confederazione all’estero, ha notato una copertura mediatica più intensa nei Paesi direttamente coinvolti dalla tragedia. Tuttavia, l’ambasciatore sottolinea che le critiche non sono generalizzate, ma si concentrano su aspetti “fattuali” della gestione della crisi, sui quali non si pronuncia (vedi la conduzione dell’indagine e la separazione dei poteri).  

Anzi, l’esperienza diretta a Milano restituisce un clima diverso: “Nella strada, non c’è una tensione generalizzata verso la Casa Svizzera. Le persone hanno piuttosto una forma di benevolenza”. 

Un’occasione per riaffermare i legami

Interrogato sulla possibilità che i Giochi Olimpici possano servire a promuovere l’immagine della Svizzera in un momento così complesso, l’ambasciatore Edelmann offre una risposta ponderata. Sottolinea innanzitutto che la decisione di essere presenti a Milano “è stata presa diversi anni fa dal Consiglio federale, e non è un momento di marketing”. Di conseguenza, precisa, “non facciamo una campagna a seguito di Crans-Montana per promuovere l’immagine della Svizzera”. 

Tuttavia, ammette che la concomitanza degli eventi crea un’opportunità. “Il fatto di essere in Italie per i Giochi Olimpici e Paralimpici, nel momento in cui c’è una questione di immagine, speriamo che contribuisca anche a ricordare la collaborazione che c’è tra i due Paesi”.  

L’obiettivo non è quindi una risposta diretta alla crisi, ma la speranza di un “impatto positivo” che riaffermi i legami storici e culturali. “C’è una cultura in parte comune, ci sono interessi comuni, non tutto è scomparso nella tragedia di Crans-Montana”, conclude, ribadendo che le attività della casa non sono “una risposta alla situazione”, pur auspicandone un effetto benefico.

Consiglieri federali a Milano

La visita di tre consiglieri federali nell’arco di una settimana è un segnale forte in questa direzione, un “simbolo dell’accessibilità, della prossimità e dell’importanza dell’Italia per la Svizzera”.  

In un momento difficile, la Svizzera sceglie di non chiudersi, ma di aprirsi al dialogo. “Ciò che possiamo fare è continuare a essere svizzeri”, conclude Edelmann. 

Chi desidera incontrare la delegazione elvetica potrà farlo sabato in tarda mattinata alla House of Switzerland, dove sarà presente il Presidente della Confederazione Guy Parmelin in occasione della discesa libera maschile, che vedrà tra i protagonisti attesi gli elvetici Marco Odermatt e Franjo Von Allmen. 

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