Un incentivo per la “remigrazione” che solleva interrogativi anche sulla stampa svizzera
I giornali elvetici si soffermano questa settimana sul controverso premio previsto dal Governo italiano per gli avvocati che convincono chi richiede asilo a rientrare volontariamente nel Paese d’origine. Al centro dell’attualità anche lo scandalo escort, la “guerra dei lidi” e una grande mostra a Roma.
Un bonus che rappresenta “una distorsione dello Stato di diritto”
La nuova iniziativa del Governo italiano in materia di migrazione suscita reazioni anche nella Confederazione. La norma contenuta nel decreto sicurezza prevede di offrire un incentivo di 615 euro a quegli avvocati e avvocate di persone richiedenti l’asilo, nel caso in cui il o la cliente decida di rientrare volontariamente nel Paese d’origine. I media svizzeri leggono il provvedimento come un segnale di difficoltà di Giorgia Meloni e come un esempio di forzatura dei principi dello Stato di diritto.
Per SRFCollegamento esterno la misura rappresenta “un ulteriore passo falso per Giorgia Meloni e il suo Governo”, inserito in un contesto di crescente instabilità dopo la sconfitta al referendum sulla giustizia. Il corrispondente in Italia della Radiotelevisione pubblica svizzera di lingua tedesca parla di “un pasticcio di prima grandezza”, sottolineando che l’idea di “comprare” l’operato degli avvocati e delle avvocate ha suscitato resistenze non solo nell’opposizione, ma anche all’interno delle istituzioni.
La Neue Zürcher ZeitungCollegamento esterno parla da parte sua di “giornate di caos nel Parlamento italiano”, causate da un decreto sicurezza adottato in fretta e corretto in corsa. La NZZ sottolinea che il bonus in questione costituisce “una grave distorsione dello Stato di diritto”, perché introduce un incentivo economico che orienta la strategia legale in una direzione prestabilita. L’articolo mette inoltre l’accento su quelle che definisce “acrobazie legislative”, una pratica ormai abituale della politica italiana, in cui “le norme vengono imposte d’urgenza dall’esecutivo e solo dopo ratificate dal Parlamento”, alimentando sfiducia e irritazione nell’opinione pubblica.
La Basler ZeitungCollegamento esterno osserva che la proposta è stata percepita come “un tentativo di coinvolgere i giuristi nell’attuazione di una politica migratoria restrittiva”, tanto da essere bollata dall’opposizione come una forma di “remigrazione mascherata”. La BaZ sottolinea inoltre il ruolo decisivo del capo dello Stato, ricordando che “senza il via libera del presidente della Repubblica nessuna legge può entrare in vigore in Italia”, e descrive un clima di crescente tensione tra Quirinale e Governo.
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Il “caso escort” scuote il calcio italiano
La stampa svizzera dà ampio risalto allo scandalo che coinvolge il calcio italiano, dopo lo smantellamento a Milano di una presunta rete frequentata anche da calciatori di Serie A.
Per la Neue Zürcher ZeitungCollegamento esterno, si tratta di un vero e proprio “sistema di sesso, denaro e influenza che ha funzionato per anni dietro la facciata di champagne, sfarzo e lusso”. Il giornale parla di un “Calciopoli delle escort”, sottolineando come l’indagine coinvolga “decine di nomi del calcio professionistico” e metta in luce “un’organizzazione strutturata che offriva esperienze esclusive a clienti ricchi”, con modalità che ricordano più un modello industriale che episodi isolati. La NZZ insiste inoltre sul fatto che l’inchiesta “va ben oltre il mondo del pallone”, toccando imprenditoria, nightlife e celebrità.
Il BlickCollegamento esterno sottolinea invece l’impatto mediatico e simbolico dello scandalo. Il tabloid svizzero parla di “un nuovo scandalo che scuote il calcio italiano” e di un dossier che sembra “un vero Who’s Who dell’alta società italiana”. Secondo il giornale, la vicenda mostra come “la vita notturna milanese più esclusiva sia stata il palcoscenico di affari sistematici e altamente lucrativi”, con un’organizzazione capace di mettere a disposizione “pacchetti tutto compreso” per clienti facoltosi.
Anche 20 MinutesCollegamento esterno rileva la dimensione quasi commerciale del fenomeno. Il quotidiano osserva che l’agenzia al centro dell’inchiesta offriva “esperienze VIP che mescolavano lusso, sesso e droghe” per un giro d’affari milionario.
Una “guerra dei lidi”
L’estate si avvicina a gran passi e con essa il tempo delle vacanze. Il magazine BellevueCollegamento esterno della NZZ dedica un ampio articolo a cinque città italiane “ingiustamente sconosciute e sottovalutate”, ovvero Trieste, Parma, Torino, Padova e Lecce. Ma il settore turistico italiano desta interesse sui media svizzeri anche per un altro motivo: la “guerra dei lidi”, scaturita dalla riforma necessaria per rispettare l’obbligo imposto dall’Unione Europea (UE) di rimettere a gara entro il 2027 tutte le concessioni balneari.
Per il BlickCollegamento esterno, dietro l’immagine rassicurante di ombrelloni colorati e gestioni familiari, “sotto la facciata idilliaca ribolle una riforma che potrebbe trasformare radicalmente le nostre vacanze balneari in Italia”. Il tabloid sottolinea come la misura metta in allarme circa 30 mila operatori e osserva che il settore, che vale miliardi di euro, vive la riforma come un “vero e proprio braccio di ferro” con Bruxelles, temendo un aumento dei prezzi e l’ingresso di grandi gruppi internazionali.
20 MinutesCollegamento esterno parla di “una riforma percepita dai gestori come un’espropriazione”. Il quotidiano gratuito evidenzia come la liberalizzazione delle concessioni sia stata rimandata per vent’anni e come “l’Italia si trovi ora costretta a cedere sotto la pressione dell’UE”, dopo l’avvio di una procedura d’infrazione. Secondo il giornale, la protesta dei “balneatori incazzati” mostra quanto il tema tocchi non solo l’economia turistica, ma anche l’identità locale delle coste.
Su Watson.chCollegamento esterno, il conflitto viene definito senza mezzi termini una “guerra delle spiagge”, che rischia di arrivare “nel momento peggiore per il Governo Meloni”. Il portale sottolinea che per anni Roma ha promesso di difendere i lidi tradizionali, ma che ora “la pressione di Bruxelles non lascia più margini di manovra”. L’articolo insiste anche sugli effetti collaterali della riforma, osservando che “l’idea di spiagge più economiche è probabilmente un’illusione”, perché i costi delle nuove concessioni potrebbero essere trasferiti sulla clientela.
A Roma l’arte italiana rilegge il tragico attraverso il riso
Le TempsCollegamento esterno si interessa questa settimana a Tragicomica, la grande mostra ospitata al MAXXI di Roma e realizzata in collaborazione con il Centre d’art contemporain Genève, istituzione svizzera guidata da Andrea Bellini. Un’esposizione che rappresenta una rilettura sorprendente dell’arte italiana dal secondo Novecento a oggi, che sceglie la commedia, l’ironia e il grottesco come chiavi interpretative per affrontare tragedie antiche e contemporanee. Secondo il quotidiano ginevrino, si tratta di “una rilettura feconda e gioiosa della storia dell’arte italiana”.
Il cuore del progetto non è soltanto nei grandi nomi dell’arte contemporanea – come Maurizio Cattelan – ma soprattutto nella capacità dell’allestimento di “disegnare percorsi, rivelare risonanze e affinità” tra opere e artisti che vanno dagli anni Quaranta a oggi. La mostra mette così in dialogo generazioni, linguaggi e movimenti diversi, proponendo un racconto complesso e stratificato dell’identità artistica italiana.
Uno dei riferimenti teorici centrali evocati dall’articolo è la riflessione di Giorgio Agamben sulla “commedia” dantesca. In questa prospettiva, l’arte italiana sarebbe caratterizzata da una “volontà ostinata di respingere il tragico”, utilizzando il riso e l’ironia come antidoti culturali. Il comico diventa così uno strumento critico capace di rileggere storia, politica e religione attraverso il distacco e la messa in discussione.
La giornalista sottolinea inoltre come Tragicomica dia ampio spazio alle artiste donne e alle tematiche femministe, contribuendo a “rimettere sul banco degli imputati il patriarcato e a interrogare la figura maschile”. I linguaggi sono molteplici – installazioni, sculture, video, performance – e le citazioni culturali spaziano dalla commedia dell’arte a Pinocchio, dalla Chiesa cattolica al cinema e alla televisione.
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