Il Ponte Morandi, “la quintessenza della negligenza”
Le prime condanne per il crollo del ponte Morandi, le crescenti difficoltà politiche di Giorgia Meloni, le preoccupazioni della comunità ebraica di Roma e la lotta all’iperturismo nelle località più affollate del Paese. Sono questi alcuni dei temi italiani che hanno trovato spazio negli ultimi giorni sui media svizzeri.
Il crollo del Ponte Morandi, un emblema dell’incuria del Paese
La sentenza di primo grado sul crollo del ponte Morandi di Genova trova ampio risalto anche sulla stampa svizzera. Otto anni dopo la tragedia che il 14 agosto 2018 costò la vita a 43 persone, i quotidiani elvetici mettono l’accento sulle responsabilità accertate dai giudici, sull’attesa dei familiari delle vittime e sul valore simbolico di un disastro che ha profondamente segnato l’Italia.
Il tribunale ha pronunciato 32 condanne per un totale di quasi 200 anni di carcere. Tra i principali imputati figura l’ex amministratore delegato di Autostrade per l’Italia Giovanni Castellucci, condannato a 12 anni di reclusione. Durante il processo, ricorda la Neue Zürcher ZeitungCollegamento esterno, Castellucci aveva affermato di sentirsi “responsabile” della tragedia, “ma non colpevole”. Il giornale zurighese sottolinea inoltre che le immagini delle macerie del ponte sono diventate “la quintessenza della negligenza del Paese”, trasformando il disastro in un simbolo delle carenze infrastrutturali e dell’incuria accumulate nel tempo.
Anche il Tages-AnzeigerCollegamento esterno mette l’accento sulla portata simbolica del crollo e sul lungo percorso affrontato dai familiari delle vittime. Il quotidiano ricorda che il pubblico ministero aveva descritto Castellucci come un dirigente che governava l’azienda “come un monarca” e il cui nome veniva evitato dai collaboratori “come nel caso di Lord Voldemort”. Secondo l’accusa, “il profitto era più importante di un’infrastruttura sicura”, osserva il giornale riassumendo la tesi della procura.
La testata zurighese ricorda inoltre che, secondo le perizie, non furono la tempesta e la pioggia intensa a provocare il cedimento, bensì anni di controlli trascurati. Il ponte Morandi, osserva il giornale, “non spezzò soltanto il più importante collegamento con la Francia, ma divise in due un’intera città”, scrive il Tages-Anzeiger.
Dal canto suo, 24 HeuresCollegamento esterno dà ampio spazio alle reazioni dei parenti delle vittime. “Oggi possiamo dire che esistono dei colpevoli per i nostri cari assassinati”, ha dichiarato Michele Matti Altadonna, fratello di una delle 43 vittime, le cui parole sono riportate dal quotidiano vodese.
I giornali svizzeri dedicano infine spazio alle polemiche suscitate dalle scuse presentate alla vigilia della sentenza dall’attuale direzione di Autostrade. I parenti delle vittime le considerano tardive. Un giovane che nel crollo perse il padre le ha definite “lacrime di coccodrillo”, scrive il Tages-Anzeiger.
Ogni settimana proponiamo un riassunto dei temi che riguardano l’Italia di cui si è occupata la stampa della Svizzera tedesca e francese. Se vi interessa riceverla comodamente nella vostra casella di posta elettronica, potete abbonarvi alla nostra newsletter gratuita “La selezione della settimana”.
Una Giorgia Meloni non più così saldamente in sella
La sconfitta subita da Giorgia Meloni in Parlamento sulla riforma della legge elettorale alimenta i dubbi, anche sulla stampa svizzera, sulla tenuta politica della presidente del Consiglio a poco più di un anno dalle prossime elezioni legislative. Pur escludendo una crisi di governo nell’immediato, diversi media elvetici rilevano come la premier debba fare i conti non solo con crescenti tensioni all’interno della sua maggioranza, ma anche con l’ascesa dell’ex generale Roberto Vannacci, che punta a conquistare l’elettorato più radicale della destra italiana.
La SüdostschweizCollegamento esterno sottolinea che in occasione del voto sulla riforma elettorale Meloni è stata affondata da una trentina di franchi tiratori provenienti dagli stessi partiti alleati. Dopo il voto, la premier ha reagito con amarezza: “Ci abbiamo provato. Ha vinto di nuovo la palude”. Secondo il giornale grigionese, l’episodio rappresenta “una perdita di autorità non trascurabile” per la leader di Fratelli d’Italia, che oggi non appare più “così saldamente in sella” come nei primi anni della legislatura.
Anche la Radiotelevisione svizzera di lingua tedesca SRFCollegamento esterno vede segnali di difficoltà per la presidente del Consiglio. “Da questa primavera per Giorgia Meloni le cose non stanno andando affatto lisce”, scrive l’emittente pubblica svizzera. Dopo la sconfitta nel referendum sulla giustizia e le tensioni con Donald Trump, sarebbe soprattutto la crescita di Roberto Vannacci a preoccupare Palazzo Chigi. “Alla destra di Meloni l’ex generale continua a guadagnare sostegno secondo tutti i sondaggi”, osserva la SRF, secondo cui il nuovo movimento potrebbe raccogliere tra il 5 e il 10% dei consensi.
Il fenomeno Vannacci è al centro anche di un approfondimento di Le TempsCollegamento esterno. Il quotidiano ginevrino rileva che Futuro Nazionale raccoglie già tra il 6 e il 7% delle intenzioni di voto e ha superato la Lega di Matteo Salvini nei sondaggi. Secondo il politologo Lorenzo Castellani, citato dal giornale, Vannacci ha intuito che “esiste uno spazio politico ancora più a destra, sull’ala estrema”, occupato dagli elettori che considerano Meloni troppo conciliante con Bruxelles e con le istituzioni europee.
La Radiotelevisione svizzera di lingua francese RTSCollegamento esterno inserisce il caso italiano in una tendenza più ampia e cita il ricercatore belga Benjamin Biard, secondo il quale quando una formazione di estrema destra arriva al potere tende a moderare il proprio discorso per ragioni pragmatiche, lasciando così “un vuoto alla sua destra che nuove formazioni più radicali vengono a colmare”. L’analisi della RTS ricorda che un fenomeno simile si era già verificato in Italia quando la Lega, dopo essere entrata al Governo, aveva deluso una parte del suo elettorato, favorendo la crescita di Fratelli d’Italia. Oggi, osserva l’emittente, potrebbe essere proprio Meloni a trovarsi nella stessa situazione con l’entrata in scena di Vannacci.
La debolezza delle opposizioni continua comunque a rappresentare un vantaggio per Meloni, osserva la SRF, ma le crepe nella maggioranza e l’avanzata di Vannacci stanno rendendo il percorso verso le prossime elezioni meno lineare di quanto apparisse solo pochi mesi fa.
La comunità ebraica di Roma sotto pressione
La Neue Zürcher ZeitungCollegamento esterno dedica questa settimana un ampio reportage alla “più antica comunità ebraica d’Europa”, quella di Roma. Il giornale osserva che la cucina ebraico-romana e i celebri carciofi alla giudia alimentano da sempre “la bella leggenda dell’integrazione armoniosa degli ebrei nella Città eterna”. Un’immagine secondo cui “ebraico e romano formano un’unità indissolubile”.
Negli ultimi anni, tuttavia, “questa immagine ha subito alcune crepe”, scrive la NZZ, riferendosi all’aumento degli atti antisemiti registrati nella capitale e nel resto del Paese. Secondo il quotidiano, le aggressioni, le minacce e gli insulti dimostrano che “anche a Roma la pacifica convivenza è sempre più minacciata”.
Il reportage ripercorre poi il trauma fondatore della comunità: il rastrellamento del ghetto del 16 ottobre 1943. Circa 1’000 ebrei furono deportati ad Auschwitz e soltanto 16 sopravvissero. “Il crimine è rimasto impresso nella memoria collettiva”, scrive la NZZ, sottolineando come quasi ogni famiglia ebraica romana custodisca ancora oggi ricordi diretti di quella tragedia.
Ampio spazio è dedicato anche al difficile rapporto con la Chiesa cattolica. Citando la storica Anna Foa, il quotidiano ricorda che per lungo tempo la Chiesa ha alimentato una visione negativa degli ebrei, una situazione superata soltanto con il Concilio Vaticano II e la dichiarazione Nostra AetateCollegamento esterno del 1965.
Secondo il quotidiano zurighese, il lungo isolamento vissuto nel ghetto ha inoltre lasciato tracce profonde nell’identità della comunità. Lo storico Roberto Della Seta ricorda che fino al 1870 il ghetto romano era “una sorta di prigione”, elemento che contribuirebbe ancora oggi a un diffuso senso di vulnerabilità.
La guerra scoppiata nella Striscia di Gaza dopo il 7 ottobre 2023 ha ulteriormente cambiato il clima nel quartiere ebraico. “Oggi la tensione e il nervosismo sono talvolta palpabili”, osserva il corrispondente della NZZ a Roma. Le fotografie degli ostaggi israeliani esposte nello storico quartiere ebraico della capitale e le imponenti misure di sicurezza testimoniano quanto il conflitto a Gaza abbia ripercussioni dirette sulla vita quotidiana degli ebrei romani.
Bikini off-limit
Le misure adottate in diverse località italiane per contrastare gli effetti dell’iperturismo attirano l’attenzione della stampa svizzera. La Basler Zeitung Collegamento esternodescrive un’Italia sempre più severa nei confronti dei comportamenti considerati poco rispettosi. A Varenna, sul lago di Como, chi passeggia in bikini o a torso nudo nel centro del paese rischia una multa fino a 200 euro. In altre destinazioni turistiche sono invece vietati i picnic in luoghi simbolici come Piazza San Marco a Venezia o Piazza di Spagna a Roma. “Si tratta di proteggere i monumenti, evitare i rifiuti e fare in modo che gli abitanti non si sentano disturbati», riassume il giornale basilese.
Il quotidiano cita anche misure più controverse, come il cosiddetto “divieto di selfie” in alcune zone di Portofino o le restrizioni agli ombrelloni introdotte in Sardegna. Alcuni provvedimenti, osserva la testata, sono così insoliti che “persino gli italiani scuotono la testa”.
Anche il Blick Collegamento esternosi occupa delle tensioni legate al turismo balneare, soffermandosi sul caso della Puglia, dove alcuni gestori di stabilimenti hanno vietato ai clienti di portare cibo da casa. Secondo gli operatori, panini, pasta e altri alimenti causano problemi di “igiene, smaltimento dei rifiuti, pulizia e decoro”, scrive il tabloid. La decisione ha però suscitato dure critiche, come quelle del presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro, secondo il quale “il mare è un bene comune e non deve diventare un lusso”. Il Blick ricorda inoltre che i prezzi degli stabilimenti balneari continuano ad aumentare. Nei beach club più esclusivi della Puglia, il costo di ombrelloni e lettini può superare i 1’000 euro al giorno durante l’alta stagione. Una situazione che alimenta il dibattito sull’accessibilità delle spiagge e sul rischio che il turismo finisca per trasformarsi in un privilegio per pochi.
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