Emergenza idrica in Piemonte: più acqua verso il Lago Maggiore
Per far fronte alla penuria d'acqua nel Lago Maggiore, Italia e Svizzera hanno raggiunto l'accordo su una misura d'emergenza immediata che prevede un rilascio straordinario d'acqua dal Lago di Lugano.
Riunitosi d’urgenza martedì 11 agosto su richiesta del Ministero italiano dell’ambiente, l’Organismo Bilaterale italo-elvetico di Consultazione sulla regolazione dei livelli del Lago Maggiore ha trovato una soluzione temporanea per venire in aiuto all’area risicola del Novarese, della Lomellina e del Milanese.
Il rilascio di acqua dai bacini idroelettrici ticinesi, domandato dalla Regione Piemonte, è stato escluso. Anche il versante svizzero è infatti confrontato con una situazione di allerta per siccità e “le riserve d’acqua nei bacini idroelettrici ticinesi si situano al limite inferiore dei valori registrati negli ultimi dieci anni”, ha indicato martedì in una notaCollegamento esterno il Dipartimento del territorio del Canton Ticino.
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Alla luce di queste condizioni, i tecnici dell’Ufficio cantonale dei corsi d’acqua, in accordo con l’Ufficio federale dell’ambiente, hanno individuato un’altra soluzione temporanea “ritenuta sostenibile per il territorio ticinese”.
Concretamente, il provvedimento prevede di aumentare l’erogazione a Ponte Tresa dal Lago di Lugano dagli attuali 3 metri al secondo a 8 metri.
“Considerato il collegamento idrografico tra i due laghi, il maggiore deflusso raggiungerà naturalmente il Lago Maggiore. La misura, che comporterà un abbassamento complessivo di circa 10 centimetri del livello del Ceresio, sarà applicata a partire da martedì per i prossimi dieci giorni e attentamente monitorata. Al termine di questo periodo, la situazione sarà nuovamente valutata”, si legge nel comunicato.
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